giovedì 21 settembre 2017

#2 In my mail box | autore emergente e acquisto pazzo |

Questa rubrica è ferma da marzo!
Sì, lo so, lo so, creare una rubrica e poi non usarla è poco sensato...avete ragione.
Il fatto è che, di recente, non ho fatto grandi ordini librosi perché ho preferito fare acquisti in libreria e in fumetteria. Senza contare che, ormai, gli unboxing li faccio nelle stories di instagram e mi dimentico di farli anche qui...
Abbiate pazienza!
Comunque, ora rimedio e vi prometto che cercherò di rendere regolare anche questo rubrica!

Insomma, non so se l'avete capito ma...

È arrivato il postino! 


E cosa mi ha portato?
Adesso ve lo spiego!

Ad agosto, se avete seguito le mie recensioni, ho avuto la possibilità di leggere Il ritorno dei Berserker di Pietro Ferruzzi, secondo volume della trilogia L'era della Luna Rossa.

Sono stata invitata a leggere questo libro (in formato digitale) direttamente dall'autore, tramite un gruppo facebook e, trattandosi di un fantasy, non ho potuto dire di no.
Sapete quanto mi piaccia il fantasy e quanto sia sempre curiosa di scoprire nuove opere, soprattutto se italiane.
Il libro mi è piaciuto molto ed è senza dubbio leggibile anche singolarmente, come ho fatto io. Mi è rimasta però la curiosità di scoprire il passato dei protagonisti perciò ho chiesto all'autore se era possibile leggere anche il primo volume.

Ed ecco svelato cosa conteneva il pacchettino che mi ha portato il postino!

Si tratta de Il sigillo di Aetherea, primo volume della trilogia L'era della Luna Rossa.
Il libro era disponibile solo in versione cartacea e mi è stato inviato direttamente da Pietro Ferruzzi, che ringrazio per la bellissime parole che ha scritto nella dedica.
Grazie!

Qui, accanto alla foto, vi lascio la trama, se vi dovesse interessare e vi anticipo già che lo leggerò ad ottobre e che quindi avrete presto una recensione.

Trama:

Dopo la morte dell'Arcano Supremo Ragnvald, il regno di Oppas conosce finalmente un periodo di pace e prosperità, ma il male un tempo evocato ha continuato a tessere un'atroce trama per compiere la propria vendetta.
Un gruppo di adolescenti si trova improvvisamente a dover affrontare durissime prove tra complotti, battaglie, creature fantastiche e misteriose in un'avvincente corsa contro il tempo.
Una lotta impari contro le tenebre attraverso la quale matureranno prendendo consapevolezza di se stessi.



E l'acquisto pazzo?
Ebbene...

Sono andata in fumetteria!

In realtà sono andata in libreria perché, da qualche tempo, la Mondadori fornisce al momento dell'acquisto un buono del 15% da usare nel mese successivo.
Con il buono di settembre, dato che non avevo libri da comprare, mi sono concessa un manga che volevo da un bel po'.

Si tratta de L'età della convivenza vol. 1 di Kazuo Kamimura edito da J-Pop (santi subito).
Ci giravo attorno da un bel po', dato che siamo in prossimità dell'uscita del terzo ed ultimo volume, ma alla fine mi sono decisa.

L'ho già sfogliato e vi assicuro che è qualcosa di stupendo!
Non vedo l'ora di leggerlo, anche se credo proprio che cercherò di resistere fino a quando non avrò tutti i volumi.
Si tratta di un bel malloppo, infatti sono circa 700 pagine, e costa non poco (18,00€) ma sono convinta ne varrà la pena!

Vi lascio la trama nel caso potesse interessarvi.

Trama:

Pubblicato tra il 1972 e il 1973 sulle pagine di " Weekly Manga Action", L'età della convivenza è il manga che ha consacrato la popolarità di Kazuo Kamimura.
Ambientato nel Giappone dei primi anni Settanta, L'età della convivenza è un raffinato e poetico racconto del rapporto tra due giovani che decidono di convivere senza sposarsi. Sin dai primi episodi, il manga ha raccolto entusiastici commenti, tanto da diventare per un'intera generazione di giovani giapponesi un manifesto in cui identificarsi e vedersi riflessi. Il rapporto tra Kyoko e Jiro, così indefinito e fragile, le loro sfuriate, il loro volersi bene, le loro angosce di giovani alla ricerca di un posto nel mondo ne hanno fatto la coppia emblema del disagio e della follia d'amore.
L'amore è sempre pieno di errori.
Se c'è bellezza nell'amore, lo si deve agli errori commessi da un uomo e una donna. Se l'amore finisce sempre tra le lacrime, è perché fin dall'inizio ne è stato la dimora. Il tempo in cui si ama: l'età della convivenza.

In foto potete vedere anche due pupazzetti che non ho resistito a portare a casa con me.
Non trovate che siano troppo pucciosini?!



In più, ne approfitto per darvi una piccola notizia: ho fatto un ordine, sempre da Mondadori, perché anche quest'anno ho voluto approfittare degli sconti Bao Publishing del 25%.
Se siete interessati, affrettatevi! Finiscono il 24 settembre!

La prossima settimana scoprirete cosa ho acquistato!

A presto!

Silvia


mercoledì 13 settembre 2017

#56 Cosa penso di: Non ditelo allo scrittore | recensione |

Seconda lettura del mese!
Sapete come si dice, non c'è due senza tre!


Non ditelo allo scrittore
di Alice Basso

Editore: Garzanti
Pagine: 316
Prezzo: 16,90€ (ebook 9,99€)

Trama:
A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c'è nella testa delle persone. Una empatia innata che lei mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno, e che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è il ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può farlo uscire dall'ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l'unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun'altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l'abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica. 


Non c'è due senza tre e il quattro vien da sé, peccato che il quattro arriva in primavera e io sono già in astinenza da Vani Sarca! 
Più Vani Sarca per tutti! E più Berganza! 
Ok, torno seria.


Non ditelo allo scrittore, vede nuovamente protagonista Vani Sarca, ghostwriter per le Edizioni l'Erica e collaboratrice speciale per la Polizia.
In questa nuova avventura, Vani è alle prese con un suo collega: un ghostwriter misantropo, associale, scontroso e incapace di qualsiasi relazione. Peccato che Enrico, il suo capo, voglia far diventare il ghostwriter il nuovo caso editoriale dell'anno.
Nel frattempo, il commissario Berganza sta cercando di smascherare traffici illeciti, presumibilmente controllati da un pregiudicato agli arresti domiciliari. Vani potrebbe essergli estremamente utile, ma Berganza non vuole coinvolgerla nelle indagini per non metterla in pericolo, peccato che Vani non sia della stessa idea.
Aggiungiamoci anche Riccardo e le sue sorprese non richieste e la sorella di Berganza che sembra non trovare Vani particolarmente simpatica, per la nostra Sarca si prospetta un periodo decisamente particolare.

Non ditelo allo scrittore, è il terzo volume della serie che ha come protagonista la ghostwriter Vani Sarca. Dato che del personaggio di Vani vi ho ampiamente parlato nella recensione de L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome (volume 1) e Scrivere è un mestiere pericoloso (volume 2), ho pensato di accennare qualcosa per chi non ha letto le precedenti recensioni e poi passare oltre.
Vani Sarca, come vi dicevo, fa la ghostwriter, ovvero scrive i libri per quegli autori che non ci riescono da soli o che non ne hanno il tempo. Ed è una cosa che a Vani viene piuttosto bene, perché ha la grande capacità di immedesimarsi nella persona che ha davanti, carpendo anche i dettagli più piccoli. Oltre a questo, che già la rende un personaggio decisamente interessante, la nostra ghostwriter ha anche una discreta propensione al sarcasmo, una parlantina niente male e la risposta sempre pronta (anche se a volte le battute non le vengono così bene).
Insomma, Vani è, a mio parere, una delle protagoniste femminili migliori e, soprattutto, meglio caratterizzate, che io abbia incontrato fin'ora!
Detto questo, c'è da dire che anche gli altri personaggi, tra cui il mio amato commissario Romeo Berganza (the one and only), sono tutti caratterizzati e studiati molto bene. Persino le figure secondarie, hanno un forte impatto sul lettore che non fatica a memorizzarne nome e ruolo.

Anche per quanto riguarda le ambientazioni, non c'è molto da aggiungere rispetto alle recensioni dei volumi precedenti.
Gli spazi e i luoghi in cui si svolge la vicenda ci vengono sempre presentati attraverso lo sguardo di Vani che, da brava osservatrice, riporta solo ciò che potrà essere necessario alla trama.

Una cosa che ho molto apprezzato (in tutti e tre i volumi) e di cui ancora non vi avevo parlato è l'alternarsi di episodi del passato di Vani.
Se il filone narrativo principale viene narrato in prima persona dalla ghostwriter, gli spezzoni del passato hanno una narrazione in terza persona ma comunque molto diretta e che fa particolarmente riferimento a Vani.
Nello specifico di questo terzo volume, la sequenza con cui si presentano questi episodi è più regolare e, alla fine, c'è anche una piccola "sorpresa" che però non vi svelo, se no che sorpresa è?!

Passando allo stile, a costi di ripetermi, vi dico che la scrittura di Alice Basso mi piace davvero moltissimo!
Ogni volta che comincio un capitolo non riesco a staccare gli occhi dalla pagina ( o dalla schermata del kobo) e finisce che termino il libro nel giro di un paio di giorni. Lo stile della Basso è coinvolgente e accattivante, riesce a rendere interessanti e scorrevoli persino le parentesi che, normalmente, interrompono la lettura.
Credo sia inutile dire che la mia è stata una lettura molto scorrevole ma soprattutto appassionante, perché, non so se già ve l'ho detto, ma Vani si trova sempre in mezzo alle indagini della polizia e riesce sempre a dare il giusto consiglio al commissario Berganza.

Bene!
Direi che è il caso che mi fermo qui, altrimenti finisce che questa recensione diventa un gran caos, o peggio, un grandissimo sproloqui da fangirl disperata.

Senza dubbio consiglio questo libro a chi ha letto i due volumi precedenti, perché succedono un bel po' di cosucce degne di nota. Mi sento, però, di consigliare l'intera serie a tutti quelli che cercano una lettura frizzante e che vi catturi fin dalle prime righe. Credetemi, in questi romanzi c'è un po' tutto quello che un lettore può desiderare.

Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5

P.S. Da notare che Riccardo non l'ho neanche nominato se no mi parte il disagio!

Alla prossima!


Silvia

martedì 12 settembre 2017

#55 Cosa penso di: Quando l'amore nasce in libreria | recensione |

Prima lettura di settembre!
Questo libro mi è stato consigliato dalla mia amica Lisa ♡ e devo dire che non poteva darmi consiglio migliore!


Quando l'amore nasce in libreria
di Veronica Henry

Editore: Garzanti
Pagine: 312
Prezzo: 16,90€ (ebook 6,99€)

Trama:
In uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. E' una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l'anima. E' proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l'amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdain; Sarah, la proprietaria dell'antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di Anna Karenina; Jackson riesce a comunicare con suo figlio solo grazie al Piccolo principe. Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l'amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d'affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i                                                                                        suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore.



Premessa alla recensione.
Devo ammettere che, in principio, ero molto più che scettica nei confronti di questo libro e che mi sono convinta a leggerlo solo dopo averne sentito parlare molto bene dalla mia amica. Non si tratta di un problema di genere, perché ormai avrete capito che mi sto ricredendo nei confronti del romance. Si tratta piuttosto di una perplessità nei confronti del titolo, perché ormai sembra essere diventato una moda ambientare libri in libreria o mettere la parola nel titolo. Io, personalmente, ho sempre il timore che questi romanzi siano un po' tutti uguali e che, alle volte, la libreria non c'entri neppure tanto con la trama.
Ecco perché ci ho pensato un po' a cominciare questo libro che, contrariamente alle aspettative, mi è piaciuto parecchio.


Quando l'amore nasce in libreria, è la storia della Nightingale Books, la piccola libreria di Peasebrook, un paesino vicino Oxford.
Il proprietario, Julius Nightingale lascia la gestione alla figlia Emilia, che si troverà a dover affrontare non pochi problemi, soprattutto di carattere economico.
Julius e la sua libreria, però, erano delle vere e proprie colonne portanti per il piccolo paesino inglese, al punto che la Nightingale Books era considerata dai cittadini molto più che un semplice negozio di libri.
Alla storia di Emilia e delle sue peripezie per mantenere la proprietà dell'immobile, si intrecceranno quelle di molti altri cittadini di Peasebrook che, oltre ad aiutare la giovane libraia, dovranno anche cercare di risolvere i propri problemi.


Quando ho cominciato a leggere questo libro, ho subito immaginato che la protagonista principale non potesse essere altri che Emilia Nightingale che, dopo la morte del padre, eredita la gestione della libreria e anche tutti i problemi economici e non, che le ruotano attorno.
In realtà, con l'avanzare dei capitoli, si scopre che Emilia è sì un personaggio importante e fondamentale, ma di certo non l'unica protagonista della vicenda.
Ci sono infatti tanti altri personaggi degni di nota, a cui vengono dedicati non pochi capitoli e che conosciamo sotto molte sfaccettature. Ad esempio, Thomasina, timida insegnante di cucina che gestisce un piccolo ristorante nel suo cottage. Oppure Sarah, proprietaria di Peasabrook Manor, personaggio importantissimo nella vita di Julius, e alle prese con il matrimonio della figlia e un futuro genero che non le piace poi così tanto. O ancora Jackson, costretto a convincere Emilia a vendere la libreria ma che trova nei libri l'unico modo per comunicare con il figlio e quindi con l'ex compagna.
Si potrebbe quasi dire che la protagonista principale di tutta la vicenda, sia proprio la libreria stessa, con i suoi tomi impolverati, i libri di cucina, i romanzi rosa e i libri per bambini.

Vediamo quindi le ambientazioni.
In realtà, su questo argomento non c'è moltissimo da dire, perché a farla da padrone in questo romanzo sono le emozioni e i legami.
Le ambientazioni principali non sono molte, abbiamo la libreria, ovviamente, Peasabrook Manor e il cottage di Thomasina. Ad eccezione della libreria, che svolge a mio parere un ruolo importante, gli altri luoghi fungono semplicemente da sfondo per lo svolgimento della trama e ci vengono descritti in funzione della vicenda.
Mi è piaciuto molto che le descrizioni siano dettagliate,curate e precise, ma che non prevalgano mai sulla narrazione: non interrompono lo scorrere degli eventi, ma si intrecciano ad esso.

Ho apprezzato moltissimo lo stile della Henry, perché è semplice ma allo stesso tempo curato, che sa catturare il lettore fin dalle prime pagine e che sa emozionarlo.
Quello che più mi ha colpito della scrittura della Henry, infatti, è la capacità di trarre delle storie interessanti, non scontate, in cui il lettore può identificarsi, proprio dalla vita di tutti i giorni.

Insomma, nonostante non sia il mio genere preferito, devo dire che la mia è stata una lettura scorrevole, appassionante ed emozionante. La trama mi ha stupito con risvolti inaspettati e l'inevitabile lieto fine che risulta dolce, romantico, ma non smielato.

Io mi sento di consigliarvi questo romanzo, indipendentemente da quello che è il vostro genere preferito, perché è un libro che parla di emozioni, ma anche di libri e quando si è amanti della lettura, un libro che parla di libri non può che essere apprezzato.


Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5

Alla prossima!

Silvia

venerdì 8 settembre 2017

#12 Diario di bordo: Piani diabolici, ci vediamo a gennaio!

Ok, ok, fermi tutti!
Ma seriamente è già arrivato settembre?!
Cioè, ne siete sicuri? Me lo confermate?


Va bene, torniamo seri perché questo vorrebbe essere un articolo serio (o quasi).

Se mi seguite su instagram (e se non lo fate sono @slyfox_silvia), avrete di certo visto le stories dove vi spiego che i "piani diabolici di conquista" di cui vi ho parlato in questo articolo, slittano inevitabilmente a fine anno.

L'idea iniziale era quella di riorganizzare il blog a partire dal 1° settembre e ci sarei anche riuscita, perché avevo quasi tutto pronto, se non fosse stato che mi sono un po' presa indietro con le recensioni di agosto.
Purtroppo la lettura di un libro in particolare si è rivelata più lunga e lenta del previsto e questo ha sfalsato tutta la mia TBR. Di conseguenza anche la pubblicazione ha subito una battuta d'arresto e mi sono vista costretta a caricare un sacco di cose in questi ultimi gironi.

Se vi state chiedendo dov'è finita la super puntualità di luglio, sappiate che me lo sto chiedendo anche io! Anche se, ad essere onesta, è propri la super puntualità di luglio che non mi spiego *risata nervosa*.

Vabbè, torniamo ai nostri piani che, nel corso di quest mesi sono leggermente cambiati e si sono evoluti.

Prima di tutto vi spiego quale sarà la sorte delle mie due pagine facebook, perché sta proprio qui il cambiamento principale.
Come sapete (perché ormai le ho spammate ovunque), io ho due pagine facebook: una su cui scrivo cose mie - storie, brani, poesie...- e una dedicata alle recensioni e alla lettura.
Inizialmente l'idea era di eliminarle entrambe e creare una nuova pagina da collegare al blog, ma ora, dopo averci ragionato su parecchio, mi sono resa conta di alcune cose.

1- le case editrice e gli autori hanno messo "like" un po' di qua e un po' di là.
Se io elimino le pagine, perdo anche quel poco di seguito editoriale che mi ritrovo.
2- la pagina di scrittura ha più di 2000 like e mi dispiacerebbe perdere tutti questi seguaci.
Anche perché Sognando ad occhi aperti mondi lontani è, paradossalmente, più seguita di Bookish Fox in the box, nonostante io non scriva più nulla di mio da                                                                                                                                      parecchio tempo (direi un anno, se non di più).
3- Non sono in grado di gestire due pagine, figuriamoci tre.
Perché, prima di eliminare tutto, dovrei assicurarmi che chi mi segue continui a farlo; questo vuol dire lavorare su tre pagine contemporaneamente e io, ora come ora, non credo di farcela.

Quindi, cosa ho pensato di fare?

Vi confesso che avevo pensato di unire le pagine, ma poi mi è stato detto che è una pratica poco affidabile e c'è il rischio che vada perso quasi tutto (senza il quasi).
Così alla fine ho deciso per il male minore, ovvero tenere solo la pagina più seguita.
Negli ultimi giorni dell'anno ci saranno non pochi lavori di ristrutturazione!
Ma non preoccupatevi, non vi intaserò la bacheca perché farò tutto il "lavoro sporco" con le pagine adeguatamente nascoste.
Molto semplicemente, voglio cambiare il nome di Sognando... dandole quello del blog e legandola ad esso e al profilo instagram.
Trasferirò alcune delle recensioni del 2016 fatte su Bookish... , in modo che i link che ho sparso per il blog non rimandino al nulla più totale e perché so che gli autori le hanno apprezzate e mi dispiacerebbe cancellarle.
Per finire, ci sarà anche un album con le recensioni del 2017 (immagine + link al blog), in modo da tenere tutto ben' archiviato. Questo vuol dire che, non appena la pagina ristrutturata sarà di nuovo visibile, potrebbe esserci un boom di notifiche e di tag.
Portate pazienza! Lo faccio una volta e poi non lo faccio più.

E questo è quanto!
Come sarà strutturata la pagina ve lo spiegherò più avanti, perché ci sto ancora lavorando.



E voi adesso mi direte:
Ma come mai Silvia, hai deciso di non fare tutte queste cose a settembre? Di tempo ne hai ancora.

Giustissima osservazione!
Il fatto è che mi sono resa conto che, riorganizzare il blog e le pagine quando mancano circa tre mesi alla fine dell'anno è molto poco sensato. Anche perché, come si suol dire "anno nuovo, vita nuova" e quindi avrei finito col fare un sacco di cambiamenti due volte nel giro di tre mesi.
Troppo caos per i miei gusti!

Per quanto riguarda il blog, invece, sto meditando di riorganizzare le schede e le rubriche in maniera più ordinata, ma ancora non ho un'idea precisa.
L'unica cosa che penso farò, sarà ordinare le recensioni in ordine alfabetico piuttosto che cronologico.
In più aggiungerò il tag 2017 a tutti gli articoli di quest'anno, così in futuro, sarà più facile ripescarli e distinguerli da quelli nuovi.
E, ovviamente cambierà la grafica!
Di nuovo. Perché, come vi sarete accorti questa mattina è comparsa una nuova foto a fare da copertina al blog!




E questo è tutto per davvero!
Ci vediamo nella prossima puntata de "Piani diabolici di conquista!" *hua hua hua*
No, ok, sto scherzando!



E fatemi sapere se avete suggerimenti!
Cose che potrei migliorare sul blog, sulle pagine, su instagram; cose che potrei togliere o aggiungere; cose!

Alla prossima!

Silvia

martedì 5 settembre 2017

#11 Diario di bordo: Il mio mese di AGOSTO

Ovvero di Minion, Ferragosto, quintali di cibo e feels, troppi feel!

Ed eccomi qui, anche questa volta, con il riassunto del mese di agosto (e con soli 4 giorni di ritardo).
Lo so, lo so, vi state chiedendo che fine ha fatto la super puntualità del mese di luglio...ebbene, me lo sto chiedendo anche io.
Ma vediamo di cominciare!



Il mese di agosto è cominciato con una delle settimane più calde di questa estate che, Max Pezzali non esiterebbe a definire una "lunga estate caldissima". In quel di Padova e provincia si sono toccati i 40° e io ho creduto di sublimare ogni volta che compievo un movimento più complesso del camminare dal letto al divano.
Sì, sì, lo ammetto, ho poltrito come se non ci fosse un domani!
Ecco perché non ho nulla da raccontare sulla prima settimana, perché non ho fatto nulla...
Ma poi ha piovuto, deo gratia, e quindi sono tornata in forze (circa).

La seconda settimana del mese di apre con un lunedì fresco e dal clima vivibile, per cui ho potuto tenere i capelli sciolti e godermi una bella pizza in compagnia. Abbiamo infatti festeggiato l'inizio delle ferie con i colleghi d'ufficio (e quindi metà parenti...storia lunga). E ho anche visto l'eclissi, ma niente foto perché non avevo la reflex. *shame on me*.
Il giovedì ho fatto shopping, che non guasta mai, e ho comprato un po' di cose carine. Ho anche rinnovato la postapay, peccato che adesso non mi ricordo dove ho messo le carte che mi hanno dato (non ditelo a mia mamma se no mi disereda!).
Il venerdì ho fatto il sushi!
Avete capito bene, non l'ho comprato, l'ho proprio fatto e mi è venuto pure bene! In barba a quelli che pensano che non so fare niente e non so cucinare, tiè!
Per concludere la settimana in bellezza, sabato ho fatto spese pazze da Tiger e pure una live su instagram, durante la quale mi sono sentita una pirletta per metà del tempo (ma mi sono anche divertita, eh). Magari la prossima la faccio quando fa meno caldo, perché ho sudato sette camice.

La terza settimana di agosto si concentra tutta su due avvenimenti molto importanti!
Primo (anche in ordine temporale): Ferragosto!
Finalmente anche questa povera disgraziata (che sarei io) può dire di aver festeggiato un ferragosto degno di questo nome, con gli amici, la grigliata, lo spritz, le api, le zanzare, ecc...
Ve la faccio breve, perché non voglio stressarvi troppo con questi riassunti.
Il 15 sono andata a casa della mia amica Lisa e ho festeggiato il ferragosto con lei, il suo fidanzato Sebastiano, Leonardo, Jessica, Giulia e Andrea.
Mi sono divertita un sacco e ho mangiato anche di più! 
E poi ho finalmente conosciuto Jessica di persona e mi ha fatto molto piacere 😊
Ah, e ho vinto un giveaway, ma di questo vi parlo più avanti.
Secondo: sono andata da Primark!
Che è traducibile con: ho comprato un sacco di cose di Harry Potter e non me ne pento neanche un po'.
Sono dovuta andare fino a Verona e, se lo chiedete a mio papà, probabilmente non ci torneremo mai più, ma è stata una giornata troppo bella! Voglio farmi adottare da Primark e vivere nel reparto Harry Potter, è deciso! 😂

La quarta settimana di agosto è stata altrettanto piena di impegni e cose belle.
Il lunedì sono andata in centro con Cristina, per il nostro solito giretto mensile, e ho fatto un po' di acquisti librosi e mangosi. Finalmente ho comprato La figlia di Odino e ho completato la serie manga Wolf Girl and Black Prince.
Il martedì, poi, sono andata in montagna! (qui trovate l'album con le foto)
L'idea era di andare a Braies, ma l'organizzazione si è rivelata più complessa del previsto, così abbiamo ripiegato su Val Canali e Fiera di Primiero. Più vicino, più comodo, più spazio per parcheggiare. E il lago c'era pure lì, certo, una pozzanghera in confronto a Braies ma comunque molto bello! Anche in questa circostanza ho mangiato un sacco e mi sono divertita anche di più!
Preferisco sorvolare sull'istinto omicida che ho provato dentro un negozio di souvenir a Fiera perché, tutto sommato, sono una brava persona.

 Il venerdì, è stato il compleanno di mio papà e abbiamo festeggiato con una quintalata di pizza fuori in giardino. Inoltre mi sono arrivati ben tre pacchi e mi sono sbizzarrita con le stories su instagram!
Ho ricevuto la mia seconda t-shirt di Tee Tee, Pandamonium, e il funkopop! di Belle dal film live action de La bella e la bestia. In più è arrivato il premio del giveaway (vi ho detto che ne avrei parlato più avanti, ed eccoci qui) ovvero Harry Potter and the Philosopher's stone nell'edizione dedicata al ventennale dell'uscita. La mia era dedicata alla mia casata di appartenenza, ovvero Corvonero.
Katia (_kate.jackson_ su Instagram) mi ha anche inviato un bellissimo coprilibro in tessuto e l'affarino che serve per tenere ferme le pagine, due cose che volevo da una vita ma che non riuscivo mai a trovare da nessuna parte. 😍
Per concludere, sabato sono andata a vedere Cattivissimo me 3 al cinema con Lisa, Sebastiano, Leonardo e Jessica. E poi siamo andati a mangiare al Weedoo, un posto nuovo molto carino che non conoscevo minimamente, ma dove spero di tornare presto!

In questi ultimi quattro giorni del mese, mi sono dedicata ai lavori di casa e sono stata un paio di volte in ufficio (a perdere gli occhi con i codici a barre) perciò non ho poi così tanto da dirvi.



Insomma, a parte la prima settimana (grazie al cielo è durata poco), posso dire che agosto è stato uno dei mesi più belli di quest'anno, almeno fino ad oggi. Ho fatto un sacco di cose, conosciuto persone nuove, mi sono divertita e ho passato molto tempo all'aria aperta.
Non ho rispettato molti punti della mia Summer To Do List, ma ho ancora tutto settembre per recuperare, quindi: FORZA!


Ed ora...PREFERITI DEL MESE!
Pensavate mi fossi dimenticata?! E invece no!

LIBRO: Sicuramente SCRIVERE E' UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso. Forse è stato anche più bello del primo e ora sono proprio curiosa di leggere il terzo.

FILM: Vabbè, CATTIVISSIMO ME 3, ovviamente. Non tanto per il film in sé, quanto più per la compagnia e la bella serata.

SERIE TV: Senza ombra di dubbio...IL TRONO DI SPADE stagione 7. Che è pure finito e ora mi tocca aspettare il 2019.
Troppi feels, ragazzi, troppi.

CANCELLERIA: Una PENNA A SFERA nera della Faber Castell che ho trovato in offerta a 1,00 € ma che è fantastica e scrive da dio.

TE' E TISANE: Siccome è stato un po' caldino, per questa categoria questo mese passo.

ACCESSORIO: Il BORSELLINO PORTA CELLULARE di Decathlon che in montagna mi ha salvato la vita, dato che il mio telefono non sta nelle tasche di nessuno dei miei jeans.

CANZONE: Direi BIRD SET FREE di Sia, anche se ho ascoltato a ripetizione tutto l'album.

MAKE UP: Dopo la make up blender del mese scorso, questo mese vi propongo le MINI MAKE UP BLENDER di Primark, perfette per i correttori.

APP: Ho ricominciato a giocare a LOVE LIVE...lo so, sono una brutta persona, perché avevo smesso e avevo detto che non l'avrei più installato, ma non ho resistito.

YOUTUBE: Cito i Riassunti superaccuratissimi degli episodi di GoT caricati da IL TRONO DEL MUORI. Vi giuro che non ho mai riso così tanto in vita mia guardando un video su YT.



Ed è giunta l'ora di mettere un punto a questo bla bla bla infinito!
Ci vediamo il prossimo mese!

Silvia

lunedì 4 settembre 2017

#54 Cosa penso di: Magico (serie completa)

Eccoci qui con la mini recensione dedicata a Magico!
Mi sembrava giusto, dato che tra luglio e agosto l'ho letta tutta, dedicare qualche parola alla serie completa.




Magico
di Naoki Iwamoto

Categoria: Shonen
Disegni: Naoki Iwamoto
Editore: J-Pop Manga
Pagine: 192
Prezzo: 4,40€
Tankobon: 8 - conclusa

Trama:

Emma è una giovane ragazza di campagna, ma non una come tante: nel suo cuore si nasconde un’antica maledizione, il cui potere potrebbe governare il mondo... o distruggerlo. Tutti, per questo, le danno la caccia, e solo Shion, uno degli stregoni più giovani e capaci del regno, può salvarla. Ma per questo è necessario che Emma e Shion si sposino tra loro! Un inedito shonen fantasy tutto azione e romanticismo!


Metto le mani avanti dicendo che è la prima volta che mi trovo a scrivere la recensione di una serie manga completa e quindi non so bene come strutturare il tutto.
Sicuramente non sarà una recensione lunga, perché non voglio rischiare di svelarvi troppi dettagli della trama.

Magico è la storia di Emma e Shion, due ragazzi che si trovano a vivere insieme una serie di grandi avventure.
Emma racchiude in sé il potere distruttivo dell'Echidna, un essere che, se risvegliato, potrebbe distruggere tutto ciò che si trova sul suo cammino.
Shion, invece è un Arcimago: un mago molto potente che decide di aiutare Emma a contenere il potere dell'Echidna.
L'unico modo per salvare la vita della ragazza è intraprendere il Magico, una serie di complicati rituali che portano ad una sorta di matrimonio in grado di sigillare i poteri della creatura che si nasconde in Emma.
Le avventure e le prove che i due dovranno affrontare saranno sempre più difficili e rischiose, perché, se Shion vuole proteggere Emma, c'è anche chi vuole impadronirsi ad ogni costo dei poteri dell'Echidna, senza tener conto della salvezza della ragazza.


Come credo avrete notato, sbirciando le brevi recensioni che faccio ogni mese, non ho un genere manga che preferisco. Spazio senza problemi dallo shojo, allo shonen fino ad arrivare al seinen.
Devo dire, però, che non sono un' amante di quegli shojo che sono solo storia d'amore e nulla più o di quegli shonen che non sono altro che combattimenti e battaglie.
Diciamo che, quando c'è una commistione di generi mi sento più attratta dalla trama e apprezzo di più la serie.

Magico, infatti, non è solo uno shonen con molta avventura, battaglie, combattimenti e tornei, è anche il racconto della storia d'amore tra Emma e Shion. Questi sono i due filoni narrativi principali, ma ovviamente ad essi si intrecciano anche le vicende di altri personaggi, abbiamo degli spaccati sul passato dei protagonisti e delle storie secondarie che poi si ricollegano alla trama principale.
Sembra quasi impossibile che tutto questo sia racchiuso in solo 8 volumi e che sia stato reso tutto così bene.
Sì, perché la trama di Magico non solo è avvincente, ma è anche molto ben costruita!

Per quanto riguarda i personaggi, posso dire di averli trovati tutti molto ben realizzati e con caratteri delineati. C'è qualche stereotipo ma, per come la vedo io, lo stereotipo fa parte della struttura tipica del manga, poiché alcune caratteristiche dei personaggi fanno parte della cultura che c'è in Giappone riguardante questi fumetti.
Il personaggio che più mi ha colpito è Shion, perché io ho una piccola passione per i maghi e per i personaggi con "fenomenali poteri cosmici" ma super timidoni e che si imbarazzano per un non nulla. Come si fa a non adorare Shion?!

Altro particolare non da poco che mi ha colpito molto di questa serie manga, sono i disegni!
Anche le tavole più cariche di dettagli non perdono di accuratezza, gli scontri sono realizzati così bene che sembrano veramente in movimento e i volti sono sempre molto espressivi.
Queste, per me, sono le tre caratteristiche che rendono una tavola (che sia manga o graphic novel) degna di un punto in più!
Inoltre c'è anche una discreta dose di pucciosità e kawaii che non guasta mai, diciamocelo!

Sicuramente Magico è una serie che consiglio a tutti coloro che non hanno un genere preferito o che apprezzano un po' tutto, perché qui c'è proprio tutto.
Sono solo 8 volumi e si leggono tutti in maniera molto scorrevole e veloce. Sono divertenti, emozionanti e coinvolgenti!

Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5

Al prossimo manga!

Silvia


domenica 3 settembre 2017

#53 Cosa penso di: Da quassù a Terra è bellissima - Tokyo girl destruction vol.1 - Orange vol.1 - Magico vol. 5/8

E per concludere le letture di agosto ecco i manga e le graphic novel!
Anche questo mese ho fatto parecchie letture non librose: 1 graphic novel e 6 manga.
A breve la recensione dedicata a Magico, qui troverete solo un piccolo accenno.

Da quassù la terra è bellissima.

Graphic novel

Genere: Percorso terapeutico anticonvenzionale
Autore: Toni Bruno
Editore: Bao Publishing
Pagine: 208
Prezzo: 20,00€ (ebook 10,99€)

Da quassù la Terra è bellissima è la storia di Akim, un astronauta russo che non riesce ad affrontare nuovamente la preparazione alla nuova missione, e di Jones, uno psicologo americano che soffre di attacchi d'ansia.
I due entreranno in contatto e, senza rendersene completamente conto, si aiuteranno a superare i loro problemi.
Ho acquistato questa graphic novel diverso tempo fa, attratta principalmente dai colori delle tavole più che dalla trama in sé.
Dopo averla letta, posso dire, non solo che i disegni e gli accostamenti di colori sono fantastici, ma anche che la trama è coinvolgente, appassionante e, a tratti, toccante.
Vengono trattati argomenti molto importanti, come l'ansia o gli attacchi di panico e il tutto viene fatto durante il periodo torico della guerra fredda, quando russi e americani erano in pieno contrasto.
Ciò che più mi ha colpito, infatti, è proprio che i due protagonisti appartengano a fazioni opposte e che, superato il momento di diffidenza, riescano ad instaurare un buon rapporto di amicizia.
Sicuramente una graphic novel che mi sento di consigliare a tutti!

Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5

Tokyo girl destruction vol.1

Manga

Categoria: Seinen
Autore: Battencourt
Disegni: Battencourt
Editore: J-Pop Manga
Pagine: 192
Prezzo: 5,90€

Tokyo Girls Destruction è la storia di Kumi Amesu, una ragazza che decide di frequentare la Amazon, una prestigiosa e particolare scuola giapponese. Lo scopo di Amesu è scoprire come è morta la sorella Towa, anche lei studentessa sella Amazon. Amesu non sa, però, che al suono dell'ultima campanella, la scuola si trasforma in un campo di battaglia.
Questo manga mi ha ispirato fin da subito e devo dire di non esserne rimasta per nulla delusa. La trama è molto intrigante e sono curiosa di vedere come verrà sviluppata negli altri due volumi che compongono la serie.
Ammetto che certe "inquadrature" da fanservice non rientrano nei miei gusti (delle mutandine delle protagoniste non mi importa poi tanto), ma bisogna accettare anche questo.
L'unica cosa, se non vi piace la violenza, lasciate perdere questo manga: qui se le danno di santa ragione! 
Trattandosi del primo volume non voglio sbilanciarmi troppo sulla valutazione.

Il mio voto è:
✰✰✰ e mezzo
3,5/5

Orange vol.1

Manga

Categoria:
Autore: Ichigo Takano
Disegni: Ichigo Takano
Editore: Flashbook 
Pagine: 192
Prezzo: 6,90€

Orange è la storia di un gruppo di ragazzi che frequentano la seconda liceo. Il primo giorno di scuola, Niho, riceve una lettera dalla sé stessa del futuro che la invita a non avere gli stessi rimpianti che ha avuto lei. Quando Niho conosce Kakeru, compagno di classe appena trasferitosi, capisce che forse alcuni dei rimpianti della sé stessa del futuro, hanno a che fare con lui.
Questo manga mi ha stupito!
Devo dire di aver acquistato il primo volume spinta dalle recensioni positive che avevo letto nel web e senza saperne più di tanto. La trama mi ha catturato e, nonostante i momenti tristi e malinconici, credo che potrebbe rivelarsi una serie molto carina da proseguire.
Sicuramente acquisterò anche gli altri volumi.
Anche in questo caso, trattandosi di un primo volume, non voglio sbilanciarmi con il giudizio.

Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5


Magico vol. 5/8

Manga

Categoria: Shonen
Autore: Naoki Iwamoto
Disegni: Naoki Iwamoto
Editore: J-Pop Manga
Pagine: 192
Prezzo: 4,40

Dato che la recensione dedicata all'intera serie sarà il prossimo articolo che pubblicherò, non mi voglio soffermare troppo su questi quattro volumi.
Vi dico solo che, dal quinto volume in poi la storia di fa ancora più ricca di avventura e che c'è anche un torneo molto particolare, con prove che metteranno in seria difficoltà i nostri protagonisti.
Piccolo anticipo sul mio parere personale: un anime sarebbe fantastico!

Il mio voto è (a questi quattro volumi):
✰✰✰✰
4/5

#52 Cosa penso di: Robin Hood | recensione |

Quinta lettura, è il momento del classico!
Robin Hood è da sempre uno dei miei personaggi preferiti e ho già avuto modo di leggere anni fa la versione a fumetti di questo classico, è giunto il momento di leggere il libro.


Robin Hood
di Alexandre Dumas

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Prezzo: 4,90€ (ebook 1,90€)

Trama:
Il romanzo "Robin Hood. Principe dei ladri" (opera originaria "Robin des bois. Le prince des voleurs", Dumas 1872) narra le vicende dell'eroe popolare dell'Inghilterra, vissuto in epoca medioevale. Personaggio metà storico e metà leggendario, ispiratore di alcune opere della letteratura inglese, viene immaginato come un generoso fuorilegge sassone o come un semplice bandito dell'epoca. Il Robin Hood della moderna leggenda, ripreso da Dumas anche nel suo romanzo successivo "Robin Hood. Il proscritto" ("Robin Hood le proscrit", 1873) è un nobile sassone che dopo essere stato privato delle sue terre dal nemico sceriffo di Nottingham è costretto a rifugiarsi nella foresta di Sherwood e considerato un fuorilegge. Con i suoi compagni e amici di avventura, fra i quali Frate Tuck e Little John, la storia si dipana con moltissimi colpi di scena, con la guerra fra i sassoni e i normanni, senza tralasciare le relazioni amorose. Oltre all'amore, nel romanzo, nella banda degli allegri compagni della foresta, viene accompagnato e rafforzato l'onore, l'amicizia e la volontà di combattere contro i soprusi. Naturalmente non mancano molteplici riferimenti all'abilità di arciere del famoso protagonista.


Come vi dicevo qui sopra, Robin Hood è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti,soprattutto nella versione Disney (e non solo perché è una volpe...lo so che lo state pensando).
Dopo aver visto tutti i film esistenti (o quasi) e aver letto la versione a fumetti del romanzo, mi mancava solo il libro. Ho questo classico da diversi anni e non avevo mai trovato il momento giusto per leggerlo, perché, ormai lo sapete, non è un genere che mi ispira al cento per cento.
In ogni caso, eccomi qui, reduce dalla lettura di uno dei pochi classici che posso dire di aver apprezzato.

Robin Hood è la storia di un proscritto, come lui stesso si definisce, a cui sono stati tolti tutti i possedimenti e gli avere e che, quindi, ha deciso di "occupare" la foresta di Sherwood, con i suoi compagni di avventure.
Robin, con l'aiuto di Little John, Will il Rosso e gli altri suoi uomini fidati, compie delle scorribande ai danni dei Normanni e del Clero, rubando loro tutto quello che è possibile per poi donarlo ai più bisognosi.



Protagonista principale dell'intera vicenda è, ovviamente, Robin Hood, ma attorno alle sue avventure si intrecciano anche le storie dei suoi compagni e di altri personaggi più o meno importanti.
Dal mio punto di vista, questo approccio particolare alla narrazione, che non vede un unico protagonista, è molto interessante. In questo modo, non è solo Robin ad essere ben caratterizzato e presentato in maniera completa, ma anche tutti gli altri.
Spesso sono gli stessi personaggi a presentarsi a Robin e al lettore, introducendo la loro storia passata e la loro problematica attuale.
Per quanto questo stratagemma letterario mi sia piaciuto, ho notato comunque delle carenze nella caratterizzazione di alcuni personaggi e anche dei dettagli troppo stereotipati in certi altri.
C'è anche da dire che si tratta di un libro scritto attorno alla metà del 1800 e che i canoni letterari erano sicuramente diversi da quelli moderni.
In favore di Dumas, però, mi sento di dire che ho trovato molto attuale (sotto certi versi) il suo modo di vedere il ruolo della donna. Ad esempio, Lady Marian, in una scena del libro, impara a tirare con l'arco alla pari degli uomini di Robin.

Per quanto riguarda le ambientazioni, non c'è moltissimo di cui parlare.
I principali luoghi in cui si svolge la vicenda sono la foresta di Sherwood e alcuni castelli dei signorotti locali. Tutto viene descritto in maniera precisa, ma sempre facendo in modo che la descrizione non prevalga sulla narrazione. Ciò che ha più importanza, in questo libro, sono le avventure e i sentimenti, i tranelli e i trucchi di Robin e le storie dei personaggi.
Le ambientazioni, come è giusto che sia, sono necessarie alla narrazione, ma fanno principalmetne da sfondo.

Per quanto riguarda la scrittura, vi dirò che avevo già letto un paio di libri di Dumas e che, quindi, ero già entrata in contatto con il suo stile.
Per essere un classico del 1800, lo stile si rivela a tratti piuttosto moderno, pur mantenendo tutte quelle forme tipiche dell'epoca. La mia è stata una lettura molto scorrevole e veloce, pur conoscendo già la storia di Robin Hood, mi sono appassionata alla trama e posso dire di aver apprezzato ancora di più questo eroe d'altri tempi.

Senza dubbio è un classico che mi sento di consigliare a chi ama l'avventura, i trabocchetti e le astuzie, ma anche a chi non è appassionato di questo genere letterario, perché si presta bene ad un possibile avvicinamento (mettiamola così).




Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5



Alla prossima!

Silvia

venerdì 1 settembre 2017

#51 Cosa penso di: Il ritorno dei Berserker | recensione |

Quarta lettura  del mese di agosto!
Grazie all'autore che mi ha dato la possibilità di leggere questo suo libro! Sono sempre troppo felice di poter trovare dei fantasy tutti all'italiana!


Il ritorno dei Berserker
di Pietro Ferruzzi.

Editore: Auto pubblicato (amazon)
Pagine: 291
Prezzo: 2,99€ (disponibile solo digitale)

Trama:
Cosa succede quando gli Dei si intromettono nella vita dei mortali?
Quali sconvolgimenti possono portare nei loro fragili regni e quali aiuti per migliorare le loro esistenze?
La Dea Aetherea sta chiamando a raccolta i suoi vassalli che saranno inviati in lungo e in largo per le terre di Oppas alla ricerca di piccoli tasselli, utili per completare un disegno più grande e salvare le razze dallo sterminio.
Il malvagio Voden invia i suoi berserker per abolire la libertà e stabilire il suo predominio.
Cosa possono fare i mortali contro il volere degli Dei? Quanto le loro libere scelte influenzeranno il risultato nello scontro finale?
«Non puoi sapere tutto, la conoscenza è come un mosaico, fatta da piccole e innumerevoli tessere, ognuno ne porta un po’ con sé, nessuno è in grado di contenerle tutte».
Azione, scontri, battaglie in campo aperto, magia, emozioni e divertimento vi accompagneranno in questa storia dove la via più semplice non è mai quella giusta e prendere decisioni ponderate sarà cruciale per la salvaguardia del mondo!



Vi anticipo subito che questo è il secondo volume di una serie fantasy e che io non ho ancora avuto modo di leggere il primo, in modo che, se vi doveste rendere conto che non ho capito nulla, almeno sapete il perché.

Il ritorno dei Berserker, è la storia di un regno in pericolo, minacciato dal ritorno di una specie pericolosa ed indistruttibile: i Berserker.
Nel tentativo di salvare la propria patria, si intrecceranno le storie di Cameron, re delle terre di Oppas; di Arya e Kurt sulle tracce dei genitori per compiere la loro missione; di Alison sacerdotessa di Aetherea e oracolo della sua predizione; di Viola e Basil inviati in gran segreto nelle terre al di là del mare, e di tanti altri.
Vent'anni dopo Il Sigillo di Aetherea, Cameron, Viola e Alison si trovano nuovamente coinvolti in uno scontro che metterà in pericolo non solo le loro vite, ma anche quelle di tutti gli abitanti del Regno.



Come vi dicevo qui sopra, per me non sarà facile recensire al meglio questo libro, poiché ancora non ho avuto modo di leggere il primo volume della saga. Questo non vuol dire che Il ritorno dei Berserker non mi sia piaciuto o che non sia leggibile separatamente dal primo.
Mi spiego meglio su questo secondo punto: trattandosi del secondo volume di una serie, è ovvio che la lettura ne risulti facilitata se si è a conoscenza dei fatti accaduti nel primo. Ma, visto il salto temporale piuttosto consistente (passano circa vent'anni) e l'introduzione di nuovi personaggi appartenenti ad una nuova generazione (i figli dei vecchi protagonisti), direi che, tutto sommato, si può leggere questo volume separato dal precedente. 
Personalmente, comunque, cercherò di recuperare Il Sigillo di Aetherea perché voglio risolvere dei piccoli dubbi che mi sono rimasti nel corso della lettura e perché vorrei approfondire la conoscenza dei personaggi della prima generazione. Credo che la loro sia stata un'avventura interessante e voglio saperne di più.

Parliamo quindi dei personaggi di questo libro, che non sono pochi.
Nonostante la trama segua principalmente due filoni narrativi, quello di Cameron e quello dei fratelli Arya e Kurt, non si può dire che la rosa dei protagonisti si riduca a loro tre.
Ogni personaggio che viene presentato, anche quelli secondari, ha una sua importanza specifica all'interno della storia e, nell'arco della narrazione, potrebbe a dirittura acquisire un ruolo importante. Ecco perché non entrerò nel dettaglio, per non rischiare di compromettere la vostra lettura svelando troppi particolari.
Da un punto di vista generale, ho trovato tutti i personaggi bene costruiti, con caratteri delineati e resi al meglio sotto diverse sfaccettature. Ognuno di loro, infatti, non si presenta come lo stereotipo dell'eroe, ma ha dei difetti, delle debolezze e, a volte, anche un lato oscuro che minaccia di prendere il sopravvento.
Questo, secondo me, è un dettaglio importante, perché umanizza i protagonisti, rendendo più facile l'identificazione da parte del lettore che, in questo modo si sente anche più coinvolto negli avvenimenti.
Tra i miei personaggi preferiti troviamo Puck, simpatico folletto che accompagna Kurt e Arya nella loro avventura, gli stessi Kurt e Arya e Cameron. Quest'ultimo proprio per la sua completezza a livello di costruzione del personaggio. E vi dirò, anche Lucas, che inizialmente non mi stava molto simpatico, può tranquillamente rientrare tra quei personaggi che subiscono un forte cambiamento a livello caratteriale.

Per quanto riguarda le ambientazioni, devo dire che ho molto apprezzato la resa dei luoghi e dei paesaggi. Il mondo in cui si muovono i personaggi è, ovviamente, inventato, ma è reso così bene da sembrare reale!
Cosa positiva, inoltre, è che le descrizioni, seppure molto accurate, non interrompono la narrazione e non                                                                                             spezzano il ritmo della trama.

In tal proposito, vi posso dire che mi è piaciuto parecchio lo stile di Pietro Ferruzzi, perché si tratta di una scrittura curata e precisa, ma non per questo pesante o noiosa. Anzi, la mia si è rivelata una lettura veloce, scorrevole e appassionante.
Nonostante io non abbia ancora letto il primo volume della serie, posso dire di aver capito la vicenda quasi completamente.

Sicuramente è un romanzo che mi sento di consigliare a chi apprezza il fantasy all'italiana e desidera scoprire nuovi autori.
Abbasso il giudizio di pochissimo, perché ammetto che avrei preferito leggere i libri in ordine, ma si tratta solo di una mia piccola "fissa da lettrice", non ha nulla a che fare con il libro in sé. Diciamo che, per quanto mi sia stato tutto chiaro fin dal principio, credo che, se avessi letto i volumi in ordine, avrei apprezzato entrambi molto di più.


Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5


Alla prossima!

Silvia

mercoledì 30 agosto 2017

Sono andata al cinema #9: Cattivissimo Me 3

In barba alla mia veneranda età, sabato sera sono andata a vedere Cattivissimo Me 3 perché ho una fissa per i Minion e non mi vergogno neanche un po'!
Ah, vi avviso, sarà una recensione breve, perché vorrei evitarvi i miei deliri (che non sono così necessari).

Trama:

L'ex cattivissimo Gru ha abbandonato le passate malvagità per trascorrere una vita serena con le figlie acquisite Margo, Edith e Agnes, nonché con la moglie Lucy, che a sua volta sta cercando di diventare una buona madre per le bambine.
Sia Gru che Lucy lavorano ora per l'AVL, agenzia che si incarica di catturare i supercattivi, ma la nuova direttrice, l'ambiziosa Valerie Da Vinci, licenzia in tronco entrambi quando non riescono a fermare il progetto criminale di Balthazar Bratt, ex star bambino protagonista di un telefilm in cui commetteva ogni sorta di nefandezze, che ora confonde realtà e finzione continuando a comportarsi come se vivesse negli anni '80 (l'epoca del suo massimo successo).


Cattivissimo Me 3 è un film d'animazione del 2017 diretto da Pierre Coffin, Kyle Balda ed Eric Guillon. È il terzo capitolo della saga di cui fanno parte Cattivissimo me e Cattivissimo me 2.
Nel cast di voci originale troviamo nuovamente Steve Carrell, Kristen Wiig, Pierre Coffin, Miranda Cosgrove e Dana Gaier; mentre per l'Italia tornano Max Giusti e Arisa, nei ruoli principali, con l'aggiunta di Paolo Ruffini.

In Cativissimo Me 3, Gru e Lucy lavorano per l'AVL e danno la caccia ai supercattivi. Primo tra tutti Balthazar Bratt, ragazzino prodigio degli anni Ottanta, ora dimenticato da Hollywood e intenzionato a vendicarsi.
Ma quando i vertici dell'AVL cambiano, Lucy e Gru vengono licenziati e, visto che Gru non vuole tornare cattivo, i Minion se ne vanno.
In questo momento di crisi, Gru scopre di avere un fratello gemello di nome Dru che ha sempre vissuto con il padre e che ora vuole conoscerlo.
Il più grande desiderio di Dru è seguire le orma da supercattivo del padre e può farlo solo con l'aiuto del fratello, molto più adatto al ruolo di lui.
I due tenteranno di derubare Balthazar Bratt e, allo stesso tempo, di intralciare i suoi piani supercattivissimi.

Allora, trattandosi di un cartone animato per bambini, non potrò cimentarmi in una recensione filosofica, perché credo sia un'impresa impossibile.
Ovviamente, come tutti i film di animazione, i messaggi importanti non mancano, ma Cattivissimo Me 3 (così come i due precedenti) ha come scopo principale il divertimento.
E credetemi, con i Minion non ridere è impossibile!

Io l'ho trovato un film davvero carino e divertente, che non aveva nulla da invidiare a Cattivissimo Me e Cattivissimo Me 2. È inevitabile che, più sono i seguiti e più possa calare l'attenzione sulla trama o la simpatia dei siparietti comici però, secondo me, in questo caso sia l'uno che l'altro fattore sono da considerarsi alla pari con i film precedenti. Forse di poco inferiori al primo, perché si sa che il primo resta sempre il migliore.

A livello di trama, come sempre, abbiamo la storia principale, che segue la nuova vita di Gru e Lucy alle prese con la caccia ai supercattivi, il ruolo genitoriale e la comparsa di Dru. Ci sono poi le storie laterali, come le avventure dei Minion che finiscono in prigione o di Agnes che va alla ricerca di un vero unicorno.
Queste trame secondarie si intrecciano alla narrazione principale ma, allo stesso tempo, costituiscono episodi a sé stanti e, a tratti, anche più divertenti.

Per quanto riguarda i personaggi, trattandosi sempre degli stessi, mi sento solo di aggiungere che ho apprezzato molto la contrapposizione caratteriale tra Gru e Dru, che si rispecchia anche nei colori che li contraddistinguono.
Gru, che ha vissuto con la madre, ha sviluppato un carattere chiuso, scontroso, dispettoso e poco socievole. Perfetto per fare il supercattivo e tramare nell'ombra, infatti veste sempre di nero.
Dru, che ha vissuto sempre con il padre, invece, ha un carattere gioviale, allegro ed espansivo. È un po' tonto, ingenuo e infantile, l'esatto opposto del fratello, infatti veste sempre di bianco.
Altra cosa che mi è piaciuta è il ribaltamento di ruoli che viene accennato nel finale del film, facendo presupporre anche la possibilità di un seguito.

Ovviamente, mozione d'onore va ai Minion!
I mostriciattoli gialli più combina guai dell'universo, in questo nuovo capitolo di Cattivissimo Me, si ribellano a Gru e finiscono in prigione, dove dettano legge alla stregua dei criminali più incalliti.
Oltre alla scena dei tatuaggi in prigione, breve ma esilarante, mi ha fatto molto ridere anche lo spezzone in cui i Minion si trovano a cantare e ballare sul palco di un talent show. Avevo già visto il video ovunque sul web, ma vi assicuro che non ho mai riso così tanto.

Insomma, per concludere, direi che questo è un film che consigli a tutti, sopratutto se avete voglia di farvi due risate!

Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5



A presto!

Silvia