sabato 21 aprile 2018

Anime Time! Fullmetal Alchemist: Brotherhood | recensione |

Torna il momento anime, mie piccole volpi!
Siete pronte?


Anche questa volta vi parlo di un anime che, per me, è un rewatch!

Fullmetal Alchemist: Brotherhood

  Ambientato in un mondo alternativo simile all'Europa di inizio 1900, narra i viaggi e la maturazione fisica e spirituale di due fratelli, Edward e Alphonse Elric. Abbandonati dal padre alchimista in tenera età e cresciuti quindi dalla sola madre Trisha, i due bambini manifestano fin da subito grandi attitudini nello studio delle scienze alchemiche. Questo li porta, anni dopo, a tentare una trasmutazione umana, il massimo dei tabù dell’alchimia, al fine di riportare in vita la madre, morta di malattia. Un’azione che pagheranno a caro prezzo, dando così inizio a una fantastica avventura che li porterà sulle tracce delle leggendaria Pietra Filosofale al fine di riparare all'errore commesso.

Fullmetal Alchemist: Brotherhood (鋼の錬金術師 FULLMETAL ALCHEMIST Hagane no renkinjutsushi - FULLMETAL ALCHEMIST) segue fedelmente la storia narrata nei 27 volumi del manga, per un totale di 64 episodi. La serie è prodotta da Square Enix e MBS mentre è stata realizzata dallo studio Bones, con Yasuhiro Irie alla regia, Hiroki Kanno come character designer, Akira Senju come compositore delle musiche mentre Hiroki Kanno si è occupato della supervisione alla sceneggiatura. La serie è stata messa in onda tra il 2009 e il 2011 e poi raccolta in 16 DVD.

Come vi dicevo, anche questa volta vi parlo di quello che per me è stato un rewatch.
Ho visto per la prima volta Fullmetal Alchemist: Brotherhood diversi anni fa, quando ancora esisteva l'Anime Night di MTV. Se avete la mia età, di certo lo ricorderete anche voi!
Qualche anno dopo, ho recuperato solo alcuni episodi, perché in quel periodo stavo tentando di scrivere una fanfiction a riguardo, ma poi ho interrotto sia la scrittura che la visione.
Arriviamo quindi al mese scorso quando, dopo aver visto il live action, mi è venuta un'improvvisa voglia di riguardare tutto l'anime. E così eccomi qui!

Anche questa volta, purtroppo, non posso fare un paragone con il manga, perché ancora non ho avuto modo di leggerlo (nonostante sia in wishlist da secoli e abbia le scan salvate sui segnalibri di chrome). In ogni caso vi anticipo subito che, a detta del popolo del web, Brotherhood è una trasposizione molto fedele del manga.


Fullmetal Alchemist: Brotherhood, ha una trama piuttosto complicata e intricata.
Nonostante il numero di episodi non sia eccessivo (ho visto serie che superavano i 200), i temi trattati sono molteplici, legati anche a filosofia, teologia e religione. Allo spettatore viene fornita molto spesso la possibilità di meditare e di analizzare, attraverso le esperienze dei personaggi, anche la propria vita e il proprio modo di pensare.
Diciamo che non lo definirei l'anime giusto per approcciarsi al genere.

Non lo definirei nemmeno l'anime giusto se si cerca una cosetta tranquilla, perché non mancano i momenti di azione, le scene di guerra e di morte e i combattimenti spesso sanguinolenti.
Non direi che siamo ai livelli de L'attacco dei giganti, ma comunque non si scherza neanche qui.
Altra cosa che non manca in FMA: Brotherhood sono le emozioni forti e intense, quelle che catturano e fanno appassionare.
*quelle che distruggono e maciullano i nostri poveri feels, per essere schietti*

Ovviamente, questa marea di emozioni la dobbiamo alla trama, al dipanarsi della matassa, ma anche e soprattutto ai personaggi.
I protagonisti principali della vicenda sono Edward e Alphonse Elric, perché la storia principale si sviluppa attorno a loro, ma ci sono anche molte altre figure, più o meno importanti, che danno origine a sotto trame interessanti che si legano a quella principale.
Questo, lo ammetto senza tanti problemi, è uno degli anime con i personaggi meglio caratterizzati che io abbia visto! Ma soprattutto è uno dei pochi anime in cui viene evidenziata la crescita psicologica dei protagonisti, che sono imperfetti, fallibili, guidati spesso da sentimenti negativi e dall'egoismo, ma che riescono, attraverso le difficoltà che si trovano ad affrontare, a migliorare sé stessi e ad imparare dai propri errori.

Di FMA: Brotherhood, ho molto apprezzato anche la grafica e lo studio di personaggi e ambientazioni.
In entrambi i casi, nulla è lasciato al caso e tutto è molto curato fin nei minimi particolari. Ovviamente non mancano i momenti comici e divertenti, in cui i personaggi assumono delle espressioni che rasentano l'assurdo (che vi faranno morire dalle risate) e che stravolgono totalmente i tratti del viso e, a volte, anche del corpo.
In generale, comunque, i volti sono molto espressivi e le sequenze di azione realizzate davvero molto bene e i maniera sempre fluida e studiata.

Credo sia superfluo dirvi che il mio personaggi preferito in assoluto è Edward,come è superfluo dirvi che affezionarsi ad Alphonse e provare subito una certa simpatia per lui, è inevitabile.
Ad esclusione dei due fratelli Elric, comunque, non ho un vero e proprio personaggio preferito, perché sono tutti interessanti, importanti e da apprezzare, a modo loro. Anche i "cattivi" della situazione, perché trovo che abbiano avuto anche loro un ruolo fondamentale e un'evoluzione non da poco nel corso degli episodi. Personalmente adoro Envy, per quanto si possa adorare un cattivo psicopatico!

Anche se non sono un'esperta in materia,vorrei comunque dedicare due parole al concetto di alchimia espresso in questo anime. Ho trovato le varie spiegazioni, anche filosofiche, davvero interessanti e chiare, in modo che anche lo spettatore meno preparato sia in grado di seguire i ragionamenti dei personaggi.
Mi è piaciuto come l'alchimia sia applicabile a svariati aspetti della vita, dall'esercito alla medicina fino alla quotidianità.L'idea del Portale della Verità, poi, che concede a chi lo attraversa di praticare l'alchimia anche senza l'utilizzo dei cerchi alchemici, mi ha colpito molto così come il principio dello scambio equivalente che sta alla base di questa pratica.

Insomma, come avrete capito, potrei andare avanti a parlare di FMA: Brotherhood almeno per un altro paio d'ore ma, vista la complessità della storia rischierei di farvi una valanga di spoiler e vi impedirei di godere della visione di questo anime.
Visione che io non solo vi consiglio, ma vi impongo!
Non potete dire di essere amanti degli anime, senza aver visto Fullmetal Alchemist: Brotherhood!

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟🌟
5/5

E non poteva essere altrimenti: Fullmetal Alchemist: Brotherhood rientra sicuramente sul podio dei miei anime preferiti. Un rewatch che ho fatto davvero molto volentieri e che credo rifarò ancora, magari tra qualche anno.


Alla prossima!

Silvia

giovedì 19 aprile 2018

Bookish Fox! Valiance di Marika Vangone |segnalazione|

Buon pomeriggio mie piccole volpi!
Oggi vi propongo una segnalazione.


Torna, dopo tempo immemore, la rubrica dedicata al mondo bookish e torna con una bellissima segnalazione!
Oggi, infatti, vorrei parlarvi del libro di una ragazza che ho avuto il piacere di conoscere tramite instagram: Marika Vangone.


Valiance - la normalità è la nuova malattia
di Marika Vangone.

Editore: Dark Zone
Pagine: 138
Prezzo: 10,00€ (ebook 0,99€)
Genere: Fantascienza, Youg Adult, Distopico
Pubblicazione: 22 febbraio 2017
Link di acquisto: cartaceo / ebook

Trama:

Aaliyah è una ragazza comune del ghetto C. Non può uscire mai di casa: ogni abitante del
ghetto ha un difetto, una malattia invalidante; anche i suoi genitori sono deformi, ma non lei.
Lei è normale.
Diversa dal resto del suo mondo, Aaliyah cresce chiedendosi il perché di questa differenza,
credendosi sbagliata. Non può parlare con nessuno perché nessuno deve vederla... non per intero, almeno.
Quando i Valiance entrano nella sua vita, però, tutto cambia. Ogni cosa assume un nuovo e
inaspettato significato.
Aaliyah dovrà prendere decisioni complicate e affrontare una realtà inimmaginabile.
Coraggio, saggezza e ironia si inseguono tra un passato da ricordare e un presente da vivere.
Cosa sarà disposta a sacrificare per essere ciò che è destinata a essere?







PROLOGO


 



Presente





      L'avete mai vista l'alba? Quella moltitudine di colori che corrono e sfumano nell'azzurro del cielo, confondendosi tra le nuvole rosee.
      Forse sì, l'avete vista. Ma di sicuro non come la percepivo io, una bambina affacciata alla finestra di una casa fatta di paglia, mattoni e altro materiale di scarto che mio padre era riuscito a raccogliere quando l'aveva costruita; forse quella casa è ancora lì, nascosta nella foresta, circondata da altre costruzioni uguali ormai vuote.
      Non resta molto di ciò che ero fino a qualche settimana fa, a parte il mio ciondolo a forma di colibrì, un animale ormai estinto, ma così veloce ed elegante che lo invidio; vorrei battere anch'io le ali come faceva lui e fuggire da questa prigione color latte.
      Io e la mia squadra abbiamo fallito la missione, ma non riesco proprio a capire perché. Abbiamo fatto davvero il possibile per non farci scoprire, per tornare a casa come sempre, ma qualcosa è andato storto; forse un rumore di troppo o forse un agguato. Fatto sta che le nostre certezze sono venute meno.
      Mi alzo. Sono venuti a portarmi via. Le gambe mi fanno male per le due ore che ho passato seduta sul pavimento, immersa fino al collo nei ricordi. Si può soffocare con qualcosa d'astratto? Penso di sì. Quasi sento scorrere quelle immagini del passato nella gola e bloccarsi; un passato fatto di persone che ho dimenticato e altre che ho perso troppo presto.
      I militari che sono venuti a prendermi indossano dei guanti. Mi trascinano via di peso, come se fossi un sacco contenente qualcosa di contaminato e quasi mi viene da ridere… cosa non lo è nel nostro mondo?
      Mi guardo intorno un'ultima volta, salutando con gli occhi la mia cella. Ci ritornerò mai o è la fine?
      Dopo non so quanti passi, mi legano a una sedia di legno quasi marcia e mi puntano una luce negli occhi, forse per non farsi vedere. Qualcuno si schiarisce la voce e inizia a parlare. In realtà più che parlare il mio interlocutore pronuncia una sola frase.
      « Raccontami la tua storia.»




E con questo piccolo estratto, che ho estrapolato direttamente da Amazon, concludo la mia segnalazione.
Spero che Valiance vi abbia incuriosito quanto l'ha fatto con me e che acquisterete il libro di Marika!
Se lo leggerete, ricordatevi di lasciare un feedback all'autrice, ma passate anche da me che sono un po' curiosa delle vostre opinioni e mi fa sempre piacere fare due chiacchiere librose!

Vi lascio qualche link utile:
Instagram Marika: marika.vangone94


Alla prossima!

Silvia


giovedì 12 aprile 2018

Fairy Oak - l'incanto del buio di Elisabetta Gnone | recensione |

Benvenute mie piccole volpi!
Ecco a voi la prima vera recensione di aprile!



Il mese di aprile comincia in relax con un bel libro per ragazzi che, come sapete, è un genere che leggo sempre con piacere.
Come vi avevo anticipato, non molto tempo fa, ero decisamente intenzionata a proseguire questa trilogia, quindi eccomi qui a parlarvi del secondo libro.
Vi dico subito che questa sarà una recensione più breve del solito, perché stiamo parlando del volume centrale di una trilogia e non vorrei né ripetermi né svelare troppo.



Fairy Oak - l'incanto del buio
di Elisabetta Gnone

Editore: Salani Editore
Pagine: 357
Prezzo: 14.90€ (rigida) 9,90€ (flessibile)

Trama: 

Fairy Oak è un antico villaggio incantato, cresciuto attorno a Quercia, il grande albero fatato da cui prende il nome. A Fairy Oak i Magici della luce e del buio hanno stretto alleanza e vivono in armonia con i Nonmagici. Ma il tempo della pace sembra destinato a finire, perché un antico nemico è tornato in cerca di rivincita. Il Signore del Buio vuole governare il mondo nell'oscurità e il suo potere si fa ogni giorno più forte. L'antica alleanza tra Luce e Buio vacilla. Tuttavia un legame appare indissolubile, quello che unisce Vaniglia e Pervinca, le streghe gemelle, uguali e opposte, Luce e Buio nello stesso sangue. Su quel legame il Nemico calerà la sua scure. Saprà resistere Pervinca all'incanto del buio? Da questo dipende la salvezza dei                                                                                       Magici e dei Nonmagici della Valle..


A fine marzo vi ho parlato de Il segreto delle gemelle, primo volume di questa trilogia, dicendovi che mi era piaciuta molto e che ero davvero curiosa di proseguire la lettura.
Mi ero ripromessa di non leggere subito il secondo volume e di tenermelo per la metà di aprile, in modo da potermi rilassare un po' tra una lettura "più corposa" e l'altra.
Ecco, mi ero ripromessa, ma non l'ho fatto.

La voglia di tornare nel magico mondo di Fairy Oak è stata troppa!
Le avventure di Vaniglia e Pervinca, le gemelle Periwinkle, mi hanno catturato e non ho potuto fare a meno di tornare al loro fianco e di scoprire cosa sarebbe successo ora che il Terribile 21 è tornato al villaggio.


Come nel Il segreto delle gemelle, anche in L'incanto del buio, seguiamo le avventure di Pervinca e Vaniglia, le gemelle Periwinkell, della loro famiglia e degli altri abitanti del villaggio.
Alla fine del primo libro, il Nemico è tornato a seminare terrore e tutti i Magici sia del Buio che della Luce, stanno collaborando per riuscire a sconfiggerlo e per proteggere le gemelle, che sembrano essere l'obiettivo principale del Terribile 21.

Rispetto al primo volume, la trama si fa più intricata e coinvolgente, aggiungendo anche diversi particolari che fanno chiarezza sul passato della Valle.
Le parti che riguardano il passato, riportate come se fossero brani di un libro, si intrecciano perfettamente alla trama presente, permettendo al lettore di avere un quadro più completo e chiaro della situazione.
Personalmente, ho apprezzato tantissimo, non solo i brani del libro in sé, ma anche l'intreccio tra passato e presente. Come sapete sono una patita del flashback, in qualsiasi forma si presenti, quindi ho trovato queste pagine davvero interessanti.

Rispetto al primo libro, per quanto riguarda i personaggi, ho poco da aggiungere.
Protagoniste sono sempre Vaniglia e Pervinca, che seguiamo più da vicino nella loro vita, mentre cercano di apprendere il più possibile sui loro poteri di streghe.
Compaiono anche molti altri personaggi che abbiamo imparato a conoscere nel primo libro e se ne aggiungono di nuovi grazie ai flashback di cui vi parlavo qui sopra. Queste nuove figure altro non sono se non gli antenati delle attuali famiglie magiche della Valle.
Tra tutti, senza fare troppi spoiler, la mia preferita è sicuramente Mentafiorita!

Anche L'incanto del buio viene scritto come se a raccontare fosse la fata tata Felì che, quando non è presente fisicamente, riporta comunque quello che poi le viene raccontato.
Nonostante io non sia un'amante della prima persona, mi è piaciuto parecchio questo espediente, perché Felì è un personaggio fondamentale e importante che però si limita a raccontare quello che la circonda, aggiungendo solo ogni tanto dei pareri o dei fatti personali.
Confermo quello che ho detto nella recensione precedente sullo stile di scrittura di Elisabetta Gnone, che trovo semplice ma molto curato, adatto anche ad un pubblico più adulto e perfetto per chi vuole immergersi in un'avventura che faccia tornare bambini.

Mi dispiace non poter dire molto di più su L'incanto del buio, ma non vorrei svelare particolari importanti e rovinare a lettura a quelli di voi che ancora non conoscono questa trilogia (io stessa sto evitando qualsiasi tipo di riferimento al terzo volume).
Avrei davvero molte altre cose da dire, ma preferisco fermarmi qui.

Ci tengo solo a dedicare poche righe alla veste grafica di questo volume, perché il lavoro che è stato fatto è assolutamente degno di nota.
Non mi riferisco solo ai due inserti illustrati e a colori che troviamo in tutti e tre i volumi, ma anche ai disegni in bianco e nero che si trovano lungo tutta la narrazione, soprattutto all'inizio di ogni capitolo e al cambio di font che viene applicato nei brani del libro o quando sono i personaggi a scrivere a mano.
Insomma, questa trilogia non è solo bella da leggere, ma anche da vedere!

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟+
4+/5


Alla prossima!

Silvia



mercoledì 11 aprile 2018

Dorama Time! - Peach Girl (live action) | recensione |

Tornano i dorama, mie piccole volpi!
Questa volta, però, è un film e non una serie!


Dopo aver visto Cain & Abel, e quindi dopo aver scoperto i dorama, mi sono appassionata e ho cercato qualcos'altro da vedere.
Durante la mia ricerca, fatta piuttosto a casaccio (lo ammetto), mi sono imbattuta anche in alcuni live action, ovvero la trasposizione cinematografica di un anime/manga. Ho trovato alcuni film tratti da anime che conoscevo già, ma anche altri che proprio non avevo idea di cosa fossero. E proprio da uno di questi sono partita.

Peach Girl

La protagonista di questa storia è Adachi Momo, una studentessa liceale che viene considerata una poco di buono a causa della sua pelle abbronzata e dei capelli tinti, anche se in realtà è dolce e ingenua.
Fin dalle medie Momo è segretamente innamorata del compagno di classe Toji, che sembra a sua volta provare dei sentimenti per lei.
Tra Momo e Toji, però, si intromette Sae, compagna di classe e amica della ragazza che fa di tutto per copiarla e portarle via Toji.
In aiuto di Momo arriva Kairi, il ragazzo più popolare della scuola, che è segretamente (ma neanche tanto) interessato a lei e farà di tutto per vederla felice, anche andare contro i suoi sentimenti.


Peach Girl (ピーチガール Pīchigāru) è un film giapponese diretto da Kōji Shintoku, scritto da Junpei Yamaoka, interpretato da Mizuki Yamamoto, Kei Inoo, Mackenyu e Mei Nagano e basato sull'omonima serie manga di Miwa Ueda. In Giappone è stato realizzato da Shochiku nel maggio 2017.


Come vi dicevo qui sopra, ho deciso di guardare questo dorama/live action anche se non ne sapevo assolutamente nulla, quindi non potrò fare un paragone con l'anime o il manga (come è stato per FullMetal Alchemist).
Ripeto, anche questa volta, che ho visto questo film in lingua originale con i sottotitoli in inglese, quindi perdonatemi se alcuni dettagli potrebbero non essere spiegati al meglio.


Dovete sapere che, per quanto riguarda i manga e gli anime, ho una piccola passione per gli shojo scolastici. So che, nella maggior parte dei casi, sono un po' banalotti e fin troppo semplici e ripetitivi, però a me piacciono. Sono il mio modo per staccare un po' tra una storia impegnativi e l'altra o anche per accantonare un po' gli shonen e i seinen, che rientrano più in quello che leggo di solito.

Peach Girl, è decisamente uno shojo scolastico, perché la trama ha molte tematiche tipiche di questo genere, sopratutto per quanto riguarda i rapporti interpersonali tra i protagonisti. Ma, contrariamente ad altro che ho visto o letto, qui sono presenti anche temi più importanti e, a tratti, forti.
Si parla, infatti, di lavoro part-time, di rapporti conflittuali con i genitori, voglia di seguire i propri sogni, affari sbagliati, sotterfugi e inganni.
Insomma, direi che c'è molto di più delle pene d'amore di un gruppetto di adolescenti!

Per quanto riguarda i personaggi, ho trovato tutti ben caratterizzati, con delle qualità ben precise e delineate, che identificano subito i protagonisti agli occhi dello spettatore.
Come capita spesso anche negli anime, molti tratti dei caratteri delle figure principali sono un po' stereotipati ed esagerati, ma questo, ho notato, è piuttosto frequente in Giappone.
Personalmente ho molto apprezzato Momo e Kairi!
Ho trovato entrambi dei personaggi ben costruiti e sfaccettati, con molti lati positivi, ma anche diversi negativi.
Li ho trovati troppo carini insieme e ho tifato per loro fino alla fine!
*perché un po' di fangirlaggio ci vuole, ecco*

Spendo anche qui due parole sugli attori, anche se non ne conoscevo neanche mezzo (dall'alto della mia totale ignoranza).
Premettendo, ancora una volta, che non me ne intendo di recitazione, ho trovato che abbiano fatto tutti un buon lavoro e una discreta interpretazione.
Vi confesso che, solo a metà film, mi sono accorta che Kei Inoo, l'attore che interpreta Kairi, è un componente degli Hey! Say! JUMP ( lo stesso gruppo idol di Ryosuke Yamada, di cui vi ho parlato nella recensione di Cain & Abel). Da qui si capisce quanto poco ne sappia ancora in materia!
Tra tutti, devo dire, lui è quello che più mi è piaciuto, soprattutto perché ha una faccia simpatica e lo trovo molto buffo. Anche Mizuki Yamamoto, che interpreta Momo, mi è sembrata molto brava e l'ho subito apprezzata perché ha una bellezza diversa da quella di altre attrici giapponesi che ho avuto modo di vedere. Diciamo che lei mi è sembrata una ragazza semplice e normale.
Per quanto riguarda gli altri due attori principali, sono un po' perplessa e indecisa su quale sia il mio giudizio. Mackenyu, il ragazzo che interpreta Toji, non mi ha convinto al 100% e mi ha dato un po' l'idea di essere costantemente spaesato e perso nel suo mondo; mentre Mei Nagano, che interpreta Sae, mi è sembrata a tratti un pochino esagerata, soprattutto nel tono di voce.
Ovviamente sono pareri personali e sicuramente le mie impressioni sono anche conseguenza di richieste specifiche sull'interpretazione del personaggio. Non avendo visto l'anime o letto il manga, non ho modo di capire bene la situazione e mi posso basare solo su quello che ho visto in questo live action.

Io, comunque, se vi piace il genere, ve lo consiglio!
Si è trattato di una visione simpatica, divertente e a tratti anche commovente ed emozionante che coinvolge e cattura fino alla fine.
Anche qui mi sento di mettere in evidenza le location bellissime che danno, come sempre quando si parla di Giappone, quel punto in più e rendono tutto più bello e kawaii (per restare in tema).

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 +
4+/5

P.S. Adesso voglio recuperare l'anime, se esiste, e pure il manga! 
Mannaggia a me che guardo cose che non conosce e che allungano la mia wishlist.
Sono un genio!


Alla prossima!

Silvia

martedì 10 aprile 2018

Q502 di Sylvie Freddi | recensione |

Buonsalve mie piccole volpi!
Prima recensione di aprile, anche se un po' in ritardo.


Anche se questa è la prima recensione di aprile, il libro di cui vi parlerò è l'ultima lettura di marzo.
Mi sono presa con un po' di ritardo perché, come sapete, a fine marzo ho iniziato una dieta che sta un po' rivoluzionando non solo la mia alimentazione, ma anche le mie giornate in generale.
Ho passato una settimana all'insegna della stanchezza e della poca voglia di leggere, perciò ho terminato la mia lettura con l'inizio di aprile.


Q502 - 300 anni dopo il grande esodo
di Sylvie Freddi

Editore: Stampa Alternativa
Pagine: 197
Prezzo: 14,00€

Trama:

Pianeta Marte, 300 anni dopo il Grande Esodo. Un detective viene incaricato di cercare una ragazza scomparsa alla nascita. L'indagine lo porta nei profondi meandri della città di Agra, nelle desertiche terre del pianeta rosso e nello spazio buio. "Q502" è una coinvolgente avventura marziana tra scienza e fantascienza. Veloce, divertente, terribile, leggera e nel contempo profonda.


Prima di cominciare la recensione, vorrei ringraziare l'ufficio stampa Il Taccuino che mi ha inviato questo romanzo, permettendomi di addentrarmi un altro pochino nel mondo della fantascienza che, come sapete, non è tra i generi che leggo di solito.

Q502 trasporta il lettore su Marte, 300 anni dopo il grande esodo, coinvolgendolo in un'indagine intricata e misteriosa, alla ricerca di una ragazza speciale.
Un mistery fantascientifico che cattura fin dai primi capitoli e che sa condensare nelle poche pagine, una storia coinvolgente ed interessante.

Dato che vi sto per parlare di un romanzo piuttosto breve, la recensione sarà breve a sua volta, per evitare di svelarvi troppo e di rovinarvi la lettura.


Q502 - 300 anni dopo il grande esodo è un libro particolare a partire dal suo formato.
Questo volumetto, infatti, oltre a contare poco meno di 200 pagine, ha anche una dimensione davvero particolare, perché molto più piccolo rispetto ai libri a cui tutti siamo abituati. Personalmente, lo paragonerei, come misure, ad un manga, per capirci.
*fossero tutti così i libri, non avete neanche idea di quanto spazio avrei in libreria*

Nonostante la brevità del romanzo, la trama non ne risente risultando ben studiata e piuttosto intricata. Il mistero e la fantascienza si intrecciano molto bene, catapultando il lettore all'interno della vicenda fin dai primi capitoli.

Ho molto apprezzato il modo in cui è strutturato il nuovo mondo creato da Sylvie Freddi, perché con pochi tratti e senza esagerare con le descrizioni, le ambientazioni sono ben delineate e chiare agli occhi del lettore. Io mi sono trovata fin da subito trasportata su Marte, tra le vie delle nuove città create dopo il Grande Esodo.
Devo ammettere che alcuni particolari sono lasciati in sospeso e non vengono ben spiegati. Diciamo che ci sono diverse cose che vengono date per scontate, come ad esempio dei particolari che si riferiscono al background generale della vicenda.
Tutto sommato, comunque, non è così difficile destreggiarsi anche senza essere a conoscenza di certi dettagli.

Per quanto riguarda i personaggi, ho trovato che sia stato fatto un buon lavoro.
Nonostante le poche pagine a disposizione e i molti personaggi che entrano in campo, la caratterizzazione in generale è ben strutturata, in grado di delineare al meglio le varie figure (primarie o secondarie che siano) e permettendo al lettore di immedesimarsi pur non conoscendo completamente (anche in questo caso) il background dei protagonisti.
C'è anche da dire che, alla base della vicenda ci sono un'indagine e un mistero da risolvere e quindi risulta necessario non svelare tutto subito, per non rovinare il finale.
E, a proposito del finale, vi assicuro che è qualcosa di inaspettato e che, secondo me, lascia spazio ad un possibile seguito.

Per concludere, ho molto apprezzato anche lo stile di Sylvie Freddi, perché si tratta di una scrittura  semplice ma molto curata, in grado di coinvolgere il lettore fin dalle prime righe, permettendogli di immedesimarsi in Dylan (il protagonista) e di seguire le indagini al suo fianco.
In definitiva, trovo che Q502 - 300 anni dopo il grande esodo sia stata una lettura molto carina e appassionante.
Sul finale però, lo ammetto, mi aspettavo qualcosina di più.
Mi spiego meglio: il finale è davvero una sorpresa e non ci si aspetta un risvolto del genere, ma è il modo in cui ci si arriva che è, a mio parere, troppo sbrigativo e che lascia un po' troppo in sospeso e senza spiegazioni.

Comunque è un romanzo che mi sento di consigliare anche a chi, come me, non è un grande amante della fantascienza.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟 e mezzo
3,5/5



Alla prossima!

Silvia

giovedì 5 aprile 2018

Bujo setup! - Aprile 2018

Buon pomeriggio mie piccole volpi!
Inizia un nuovo mese e arriva così il momento dedicato al bullet journal!




Oggi vi mostro il setup di aprile del mio bullet journal!
Come sapete, perché ormai lo ripeto in continuazione, ho già spiegato tutto il necessario nel primo articolo (quello dedicato a gennaio), perciò qui vi parlerò solo di eventuali modifiche o aggiunte apportate nel corso del tempo.

La struttura base, anche questo mese, è rimasta  invariata.
Mi trovo molto bene con queste impostazioni e penso che le manterrò ancora per un po'.
Ho dovuto, forzatamente, apportare qualche modifica al Habit Tracker, per quanto riguarda due fattori: per prima cosa ho dovuto modificare un paio di voci, perché a causa della dieta non erano più necessarie. La seconda modifica, invece, è conseguenza di un piccolo errore che ho fatto mentre tracciavo le righe evidenziate. In parole povere, ho sbagliato colore, così ho cercato di risolvere nel modo più carino da vedere.
Per quanto riguarda le decorazioni, sono tornata al "non disegnato da me", come era stato per gennaio e febbraio. Avevo stampato, diverso tempo fa, un paio di fogli di doodle floreali e mi dispiaceva che restassero lì inutilizzati, così li ho colorati e ritagliati per farli diventare una perfetta decorazione (ne ho avanzati solo due).
Anche per questo mese ho scelto una gamma di colori che faranno da filo conduttore, ovvero il rosa!
Non chiedetemi come mai mi sia venuta questa idea, dato che è risaputo quanto poco mi piaccia questo colore, mi sono semplicemente sentita ispirata.

Bene!
Nessuna modifica particolare neanche questo mese, perciò vi lascio alle foto!







Cosa ne pensate?
Io trovo che sia venuto piuttosto bene, nonostante il rosa e le decorazioni "riciclate". Penso, comunque, che il mese prossimo tornerò a disegnare io tutto quanto e ho già qualche ideuzza a riguardo.
Come sempre spero che l'articolo vi piaccia e possa, in qualche modo, tornarvi utile.


A presto!

Silvia

sabato 31 marzo 2018

#22 Diario di bordo: recap mensile MARZO

Eccoci qui, mie piccole volpi!
L'ora di nuovo recap mensile è arrivata!


Eh sì, il momento del recap mensile  arrivato di nuovo.
Solitamente, per me, Marzo è un mese piuttosto variabile, così come sono variabili il mio umore e la mia voglia di fare.
Quest'anno, complice la vecchiaia che avanza, non è stato da meno.
Un po' per via del compleanno (ogni anno ce n'è una per l'organizzazione dei festeggiamenti), un po' per via della dieta, questo mese ho avuto totalmente la testa da un'altra parte.

Ma veniamo a noi e al riassunto di questo terzo mese del 2018!

La velocità con cui passa Marzo è piuttosto variabile, lo devo ammettere.
Quest'anno mi è sembrato, per la prima metà, lungo e infinito, mentre è passato alla velocità della luce negli ultimi giorni.
Domani è già aprile e io nemmeno me ne sono accorta! Assurdo!

Dal punto di vista delle letture, Marzo è stato una disfatta di Caporetto, da mettersi le mani nei capelli, ve lo assicuro.
Non parlo dal punto di vista della qualità, perché quelle di questo mese sono state tutte letture molto belle, ma piuttosto della quantità. Purtroppo, ad oggi, mi fermo a quota tre e mezza, perché la quarta ancora non l'ho terminata.
Da un lato, lo devo ammettere, mi va anche bene, perché vuol dire che sto seguendo correttamente il mio proposito di leggere serenamente e con i miei tempi, dall'altra un po' mi scoccia, perché non è stato un rallentamento totalmente voluto da me...
Ma ormai è andata così, recupererò ad aprile.

Questo rallentamento nelle letture, però, non mi ha impedito di vedere tante cose belle!
Marzo è stato un mese che si potrebbe definire dedicato più alle serie tv e agli anime, che ai libri.
Infatti, complice il Live Action di FullMetal Alchemist che ho visto in febbraio, ho deciso di fare un rewatch di FullMetal Achemist: Brotherhood ed è stata un'idea fantastica!
L'avevo visto anni e anni fa, quando ancora esistevano MTV e l'Anime Night, quindi è stato un po' come vederlo per la prima volta.
Ho rivisto anche Kaichou wa: Maid-sama! un anime molto carino e leggero che avevo già visto un paio di anni fa.
E, in più, ho avuto modo di vedere il mio primo dorama e di scoprire qualcos'altro della cultura orientale che mi affascina sempre moltissimo. Cain & Abel è stato una sorpresa gradita e spero di recuperare altri dorama altrettanto carini.
Anche con The Crown sta procedendo bene, a rilento, ma bene e ho recuperato altri due episodi. Forse riuscirò a parlarvene nel mese di aprile.

Poi, poi, poi...gli eventi...
Beh, Marzo è il mese del mio compleanno, quindi già questo è un evento importante, direi!
Ho festeggiato un po' a rate, ma è stato comunque un bel compleanno. Ho ricevuto dei bei regali, soprattutto utili, e sono molto soddisfatta!
Altro evento importante è che ho iniziato la dieta!
Ebbene sì, dopo lunghe peripezie, finalmente sono riuscita a prendere appuntamento con la dietologa.
Sono troppo felice!
Ho iniziato lunedì 26 e, voi non ci crederete, ma ho già perso un kilo. La strada è lunga ancora, per raggiungere il mio obiettivo, ma mi sento piuttosto motivata. Con aprile riprenderò anche a fare attività fisica, perché vorrei evitare di risentire della forza di gravità (sapete com'è).


Insomma, un mese piuttosto pieno, voi che dite?
Ma ora, direi che è il caso di passare ai preferiti.

Cominciamo, ovviamente, con il libro che questo mese è Obsidian di Jennifer Armentrout, primo volume della serie Lux.
Questo libro è stato una vera sorpresa! 
Questa serie mi piace davvero e non me lo aspettavo, visto quello che si sente dire sui libri della Armentrout.

Per quanto riguarda anime e serie tv, direi che citare Maid-sama! e Cain & Abel è d'obbligo!
Non vi ho ancora parlato di FMA, perché ancora non ho terminato il rewatch, ma sono a buon punto.
Questo mese niente categoria film, perché non sono andata al cinema...
Ho visto diverse cose carine in tv, tra cui The Martian e Interstellar, ma non ho avuto modo di parlarvene qui sul blog con una recensione.

Per la musica, vi cito Give me Love! degli Hey! Say! Jump!, sigla di chiusura di Cain & Abel, che ho trovato davvero molto carina e tutta la discografia di Avril Lavigne, che ho ripreso ad ascoltare di recente per una cosa che sto scrivendo. Una su tutte, direi I'm with you.

Nella categoria minestrone, questo mese troviamo:
Due funko pop! (che non possono mancare) a tema Harry Potter, ovvero Ginny e Ron sulla scopa.
Ho ordinato entrambi a febbraio ma sono arrivati a marzo, quindi ci stavano tra i preferiti!
Sicuramente la felpa spaziale di H&M, che ho trovato in offerta a metà prezzo e che adoro, perché sono una patita di stelle, spazio e simili.
Lo YogiTea alla menta, che è una cosa troppo buona e che sto centellinando perché le confezioni contengono poche bustine (troppo poche, secondo me).
E, per finire, Itadaki High Jump! un programma televisivo giapponese che guardo sottotitolato su youtube (sono episodi vecchi), con protagonisti gli Hey! Say! Jump! (sì, quelli della canzone di prima), che mi fa morire dal ridere.
* aaawww Yamada-kun! *


E anche questo mese il recap è finito!
Spero d non avervi annoiato, di non aver sproloquiato e fangirlato troppo e che mi sia piaciuto il mio consueto racconto mensile.
Approfitto per augurare a tutti voi una Buona Pasqua per domani!

Come sempre, se avete suggerimenti o volete fare due chiacchiere, sapete dove trovarmi!

Noi ci vediamo ad aprile!
Alla prossima!

Silvia