giovedì 30 marzo 2017

#13 Cosa penso di: Pistola e Polvere da sparo. | recensione |

Dopo tanto tempo, eccomi qui con la seconda lettura di marzo!
Prima di cominciare, vorrei ringraziare l'autrice per avermi inviato il suo libro e avermi dato la possibilità di leggerlo!
Grazie!



Pistola & Polvere da sparo.
di Angelica Rubino.

Editore: Montedit
Pagine: 122
Prezzo: 11,00 €

Trama:
Il romanzo di Angelica Rubino rappresenta un autentico mare magnum di alterne vicende e inaspettati colpi di scena che rendono effervescente la narrazione con un susseguirsi di relazioni sentimentali che offro spunti illuminanti e, al contempo, catapultano in zone d'ombra, tra falsità e tradimenti, torbide finzioni e vendette, fino all'inevitabile scenario conclusivo nel quale trionferà l'amore d'una donna in un'appassionata esaltazione dei suoi sentimenti più autentici.
Il racconto prende spunto da un'avvenimento che accade ai giorni nostri ed è l'inaspettata visita ad una signora, vedova e con un figlio, da parte di un notaio francese, che la informa del fatto che il suo assistito, un tale Pierre Ullieul, l'aveva designata erede delle sue proprietà nella cittadina francese Carcassonne, appartenute al ducato dei Leroy e avvolta dalla leggenda che narra d'un tesoro nascosto in quel luogo...
Nelle drammatiche pagine finali si assiste ad un autentico vortice che scoperchia presunte certezze e consolidate posizioni di numerosi personaggi dell'intricata trama ordita da Angelica Rubino, ma le parole convergono prepotentemente ad irradiare il sogno d'amore di Violante.
Dalla prefazione di Massimiliano Del Duca.







Come potete vedere qui sopra, la trama di questo libro è davvero intricata.
L'antefatto è ambientato ai giorni nostri, mentre il resto della vicenda ci fa fare un tuffo nel passato ai tempi della Rivoluzione Francese.
Protagonista principale è la giovane Violante che, nel giro di poco tempo, si trova a passare dalla vita difficile e faticosa della serva, a quella agiata ma comunque per nulla semplice della duchessa.
Grazie ad un matrimonio che, inizialmente, non riesce ad accettare, Violante scoprirà dettagli del suo passato e del passato del marito che non credeva possibili.
L'intera vicenda si svolge sotto un alone di mistero che pervade tutto fino alle ultime pagine.
Le storie e le vite che si intrecciano in questo romanzo sono molte, come svariati sono i personaggi che ruotano attorno a Violante.

Vediamo quindi i personaggi che popolano questo romanzo.
La protagonista indiscussa è Violante, una giovane serva che scoprirà le sue nobili origini e che si troverà a dover affrontare un matrimonio indesiderato (almeno in principio).
Violante è senza dubbio una ragazza molto più emancipata rispetto i canoni dell'epoca. Prima di tutto perché, nonostante sia una serva, sa leggere e scrivere, un suo passatempo infatti è la scrittura (ama comporre poesie). La ragazza inoltre ha un carattere molto forte e deciso, non ama i soprusi e non ha paura di esprimere la sua opinione, anche a rischio di essere punita.
Il suo personaggio mi è piaciuto molto, soprattutto per questa sua "diversità" rispetto le altre ragazze del periodo.
Un altro personaggio molto interessante, non che altro protagonista del racconto, è Julian.
Se inizialmente il marito di Violante si dimostra un uomo duro, intransigente, burbero e scontroso al limite dell'insopportabile, con il passare del tempo, si impara a scavare più in profondità di questo personaggio. Julian, infatti, ha tutt'altro che un carattere semplice: vissuto all'ombra della zia, dopo aver perso i genitori per un brutto incidente, finisce con l'esserne quasi succube.
Crescendo, come è ovvio, il legame che ha con lei si modifica, ma la sua costante presenza a palazzo non può non condizionarlo. Solo con Violante, al di là di qualche scoglio iniziale, Julian sembra essere sé stesso.

Da un punto di vista più generale, ogni personaggio è stato reso in maniera adeguata e presentato quel tanto che basta per renderlo utile alla vicenda e, allo stesso tempo, riconoscibile dal lettore.
Ho trovato la caratterizzazione, tutto sommato, ben fatta e ho apprezzato molto la varietà di caratteri che presentano i personaggi, come anche il fatto che non incarnino degli stereotipi.
Ammetto che non mi è piaciuto molto come è stata resa Maria Antonietta. Nonostante appaia molto poco nel corso della narrazione, l'ho trovata caratterialmente esagerata. Sicuramente corrispondente a ciò che si sa di lei, ma dai tratti troppo marcati ed accentuati.

Un altro dettaglio, a riguardo dei personaggi, che mi è piaciuto molto, è il modo in cui viene trattata l'omosessualità.
Non si cade nel banale, nel ridicolo e nel luogo comune.
L'orientamento sessuale del personaggio in questione (non vi voglio dire chi è) si percepisce tra le righe, anche grazie ai suoi atteggiamenti, ma ci viene svelato dalle sue stesse parole solo al termine del romanzo.

Per quanto riguarda le ambientazioni, ho apprezzato la contestualizzazione storica della vicenda.
Non solo la Regina Maria Antonietta fa una piccola apparizione come personaggio parlante, ma attraverso Julian che viene chiamato dal Re, abbiamo modo di avere notizie e dettagli dal fronte.
La Rivoluzione Francese, infatti, fa da sfondo ad un breve tratto del romanzo e ci permette di inquadrare al meglio il periodo storico in cui si svolge l'intera vicenda.
Più nel dettaglio, sempre per quanto riguarda le ambientazioni, ho trovato le descrizioni ben rese nonostante la loro semplicità. Il lettore non fatica a immaginare i luoghi principali dove si svolgono le scene, e non mi riferisco solo ai luoghi esterni (come il paese, il giardino o il fiume), ma anche a quelli interni come ad esempio le stanze del castello o le locande.


Ho trovato lo stile di Angelica Rubino molto curato e studiato, soprattutto nei dialoghi, affinché si adattasse all'epoca di cui narra.
La storia mi ha catturato e gli intrighi che ci vengono presentati, mi hanno affascinato ed incuriosito fin dal principio.

Personalmente, ho notato solo alcuni dettagli che non mi hanno convinto più di tanto.
Principalmente mi riferisco allo svolgersi della vicenda in maniera troppo veloce. Ammetto di aver avuto la necessità di rileggere alcuni passaggi per capire come si fosse arrivati a quel punto, perché spesso il salto temporale non è molto chiaro.
Penso, ed è solo un puro parere personale, che l'autrice avesse davvero tante cose da dire, ma troppo poco spazio per farlo.
In certi punti si avverte la mancanza di qualcosa, come un passaggio fondamentale che si perde tra le righe e i dialoghi.
Secondo me, con una ventina ( o forse più) di pagine in aggiunta, il romanzo sarebbe stato perfetto e decisamente più scorrevole e chiaro al lettore.

Nonostante questo, la mia è stata una lettura veloce e appassionante, perciò mi sento di consigliarvi questo breve romanzo.


Il mio voto è
✰✰✰ e mezzo
3,5/5



Alla prossima!

Silvia.

mercoledì 29 marzo 2017

#2 Bullet Journal - Chiavi, color coding, indice.

Continua la rubrica relativa al magico mondo del Bullet Journal!


Oggi vi parlo di tre cose molto imporanti per il Bullet Journal e per il Planning in generale. Ovvero: l'indice, le chiavi e il color coding (o codice colore).










Cominciamo con l'indice.
Prima di cominciare ad usare il Bullet Journal, pensavo che l'indice nelle agende fosse una cosa praticamente inutile.
In realtà è l'esatto contrario: l'indice è una componente importante del Journaling.
Infatti, grazie all'indice, possiamo avere un quadro generale istantaneo del nostro Bullet.
L'indice è anche molto utile per cercare una pagina specifica del nostro Bullet, senza doverlo sfogliare ogni volta dall'inizio alla fine.

Vi confesso che sfogliare il mio Bullet mi piace molto, perché è un piccolo tuffo nei ricordi, ma ci sono alcuni giorni in cui non ho tempo (e voglia) di cercare la pagina che mi serve.
Ed ecco, quindi, che l'indice mi viene in aiuto!

Nel caso del Leuchtturm1917, all'inizio, ci sono già due pagine (tre facciate) adibite ad indice.
Non vi so dire con certezza per quanto riguarda la Moleskine, ma mi sembra che non ci siano pagine prestampate per questo scopo.
In ogni caso, creare un indice non è poi così complesso.
Qui sotto vi mostro alcuni esempi.



Passiamo ora alle chiavi!
La pagina (o lo specchietto, a seconda delle vostre preferenze) dedicata alle chiavi, è una parte molto importante del Bullet Journal.
Le chiavi, infatti vi consentono una migliore organizzazione della vostra to do list giornaliera.
Ad esempio, vi sarà più facile identificare un evento da un elemento qualsiasi; oppure evidenziare i punti più urgenti della vostra lista.
Qui sotto vi mostro le mie chiavi, così mi posso spiegare meglio.

Come potete vedere, per annotare le cose da fare ho scelto il quadratino (⬜) mentre per gli appuntamenti (gli eventi, le visite, ecc...) ho scelto il cerchietto (⭘).
Il modo in cui contrassegno il simbolo è sempre lo stesso.
Ho poi aggiunto un triangolino (◬)per i compleanno, un asterisco (*) per le note (che non uso molto, ma vabbè) e un punto esclamativo (!) da mettere accanto ai punti urgenti della mia lista.

Sul sito ufficiale del bullet journal le chiavi sono leggermente diverse e ce ne sono alcune che io ho preferito non utilizzare.
Personalmente, dopo aver provato le ufficiali, mi sono resa conto che non erano le chiavi giuste per me e ho creato le mie.

Come vi dicevo nel primo articolo, anche questo fa parte del Journaling: sperimentare, cambiare, inventare, adattare alle proprie esigenze.

Qui sotto vi lascio qualche esempio di chiavi.

E per concludere, vediamo il color coding (o codice colore, all'italiana)!
Voi direte, a cosa mi serve un codice colore se ho già le chiavi che mi consentono di organizzare la to do giornaliera?
Il color coding, in effetti, potrebbe non servirvi n questo caso, ma vi sarà utile in molte altre aree del vostro Bullet.
Ma prima di tutto, cos'è un color coding?
Molto semplicemente, il color coding, abbina un'attività ad un colore e questo metodo organizzativo (se così possiamo chiamarlo) vi sarà utile se userete il tracker giornaliero o il calendex (ma di questo vi parlerò meglio in un altro articolo).
Anche in questo caso vi mostro il mio color coding, così posso spiegarvi meglio come funziona.


L'uso principale che io faccio del codice colore è per monitorare le attività giornaliere.
Come vedete ho scelto quelle che sono le mie attività principali, che ripeto più spesso durante la settimana e ad ognuna ho abbinato un colore.

Se, ad esempio, voglio monitorare le ore di sonno so che a questa attività ho abbinato il giallo e mi basterà sfogliare i miei tracker giornalieri per vedere quante ore ho dormito ogni giorno.

Ovviamente ognuno ha le proprie attività più frequeti, quindi ognuno di voi creerà il proprio color coding pesonale.

Un altro modo di usare il codice colore, nel Bullet Journal, è nel calendex o nel future log, due metodi organizzativi utili per appuntare gli avvenimenti futuri o i programmi a lungo termine.



Ecco qui qualche esempio di color coding.


Con questo si conclude il secondo articolo dedicato al Bullet Journal.
Prossimamente vi parlerò dei tracker, del calendex e del future log.

Alla prossima!

Silvia.

martedì 28 marzo 2017

Sono andata al cinema #4 | Logan: the Wolverine |

Premessa un po' lunga in arrivo.

Chi mi conosce anche al di fuori del web, ma forse anche chi mi conosce al di dentro, sa che ho dei gusti piuttosto atipici in fatto di film, anime e serie tv.
Non sono mai stata il tipo da film sdolcinato o strappalacrime come molte ragazze che ho conosciuto. Non disdegno un po' di romanticismo e la storia d'amore è sempre più che gradita, ma devo dire che preferisco di gran lunga quei film dove tutto questo è condito con un bel po' di azione e magari del fantasy (quello non guasta mai).
Tutto qusto per dirvi che, quello di cui sto per parlarvi è un film di super eroi. Ebbene sì!
Dovete sapere che sono totalmente in fissa con ogni tipo di supereroe esistente (il mio preferito è Spiderman e non sopporto Batman e Superman). I miei preferiti sono i film della Marvel, ecco perchè attendevo questo, in particolare, con molta ansia.

Bene, la premessa è finita, veniamo alla recensione.

Trama:

El Paso, 2029.
Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione.
Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funsiona più come un tempo, mentre il professor X ha novant'anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro.
Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.














Logan - The Wolverine, è un film del 2017 co-scritto e diretto da James Mangold, prodotto dalla Marvel Entertaiment è distribuito dalla 20th Century Fox.
Si tratta del sequel di X-Men le origini - Wolverine e Wolverine - L'Immortale ed è la decima pellicola ispirata al mondo degli X-Men.
Inoltre si tratta dell'ultimo film in cui vedremo Wolverine interpretato da Hugh Jackman e il Professor X interpretato da Patrick Stewart.
Altri due dettagli importanti sono che, contrariamente agli altri film targati Marvel, qui non troverete ne il cameo di Stan Lee ne la classica scena successiva ai titoli di coda.
E con questo, secondo me, vi ho detto abbastanza curiosità.

Logan - The Wolverine si ispira alla serie a fumetti Vecchio Wolverine, infatti quello che ci si trova davanti fin dall'inizio della proiezione è un Logan decisamente invecchiato e malconcio. Insomma, un Logan che non ci si aspetta minimamente.
Come potete leggere dalla trama, ci troviamo nel 2029 e per i mutanti non è affatto un bel periodo, così come non lo è per Logan. Infatti si ritrova a fare l'autista e a vivere disperso nel nulla con il Professor X e Calibano, un mutante albino che è in grado di fiutare i suoi simili.
Anche il Professor X è visibilmente invecchiato e sembra affetto da una malattia cerebrale che gli provoca potenti crisi psichiche in cui i suoi poteri prendono il sopravvento e sembrano esplodere in tutta la loro potenza.
Quando Gabriela, una donna sudamericana, gli chiede aiuto affinchè porti la piccola Laura in North Dakota, Logan si trova invischiato in qualcosa di ben più grande e complicato.
Laura, infatti è una giovane mutante che, con altri suoi coetanei, è riuscita a scappare dal laboratorio dove tutti loro sono stati creati. L'obiettivo è ritrovarsi a "Eden", un luogo forse inesistente e nascosto, per poter superare il confine e tornare ad una vita normale.

Messa così, sembrerebbe il classico film di Wolverine a cui ci hanno abituato Le origini e L'immortale. In realtà questo ultimo capitolo della saga di Wolverine, per lo meno con Hugh Jackman come protagonista, è un film decisamente più cupo, ma anche molto triste e malinconico.


Si tratta davvero di un gran quantitativo di sentimenti contrastanti, 
che coinvolgono lo spettatore dal primo all'ultimo fotogramma.

Ho apprezzato davvero moltissimo la caratterizzazione dei personaggi, perchè è vero che Wolverine già lo conosciamo ma in lui si percepisce un cambiamento sostanziale fin dalla prima apparizione.
Hugh Jackman, a mio parere, non poteva fare interpretazione migliore. Sarà che lo apprezzo molto come attore e che Wolverine è il mio X-Men preferito da sempre.

Devo dire, a onor del vero, che i protagonisti principali mi sono piaciuti tutti molto.
Il Professor X, nonstante qualche problemino di vecchiaia, è sempre lui: in grado di placare Logan, di farlo ragionare e di metterlo nella strada giusta. Io l'ho sempre visto come una figura paterna per lui, nonostante Logan sia, in effetti molto più vecchio.
Calibano, invece, non lo conoscevo per nulla e mi è stato simpatico subito. Non vi dirò cosa gli succede, ma sappiate che io ci sono rimasta malissimo...

Ma la vera rivelzione, secondo me, è la piccola Laura, una vera forza della natura. Trovo che sia un personaggio fantastico e spero che un giorno o l'altro ne sentiremo parlare ancora. Dafne Keen è stata perfetta, un'interpretazione ottima nonostante la giovane età. E poi io la trovo perfetta come figlia di Logan, perchè secondo me tra i due attori c'è una certa somiglianza.

E vi dirò che mi sono piaciuti anche i cattivi della situazione, perchè li ho trovati molto ben studiati.
Sempre a proposito di personaggi (e poi la chiudo qui), mi è piaciuta l'idea di quella che io ho visto come una nuova generazione di mutanti in cui possiamo trovare molte delle caratteristiche degli X-Men più famosi. Non ho ben capito cosa sia successo a Tempesta, Magneto, Ciclope e tutti gli altri, ma sono certa che la Marvel risolverà presto i miei dubbi. Come sono certa che sentiremo parlare ancora di questo gruppo di bambini in fuga verso "Eden".

Una cosa che mi ha colpito molto di questa pellicola è che, nonostante i toni della trama si facciano più cupi, quelli delle ambientazioni sono l'esatto contrario.
Mi spiego meglio!
La trama e cupa, oscura e decisamente violenta, mentre le ambientazioni sono soprattutto naturali con colori tenui e sabbiosi, ma anche boschi e foreste. Soprattutto l'ultimo scontro mi ha colpito per questo contrasto tra gli spruzzi di sangue della battaglia e il verde del bosco che la ospita.
A me ha colpito moltissimo, anche perchè i luoghi scelti per le riprese erano fantastici, senza ombra di dubbio.
Spero davvero che il concetto che ho espresso si sia capito, perchè ammetto io stessa che è un po' astratto.

Ultimo punto e poi mi accingo alla conclusione.
Qui sopra vi parlavo di spruzzi di sangue, sono sicura che l'avete notato.
Logan - The Wolverine, infatti è sicuramente il film su Wolverine più violento e cruento, almeno a mio parere.
Nonostante io sia facilmente impressionabile, ammetto che il discreto quantitativo di morte e sangue che popola questo film, non mi ha dato per nulla fastidio. Se avete uno stomaco sensibile però, forse questo non è esattamente il film per voi.

Al di là del sangue, questo è anche un film molto molto triste e commovente.

Se alla fine del film, non vi siete commossi o non vi è rimasto un gran magone...
beh...lasciate che ve lo dica, non avete un cuore.

Il finale è davvero molto triste, ma allo stesso tempo c'è un alone di dolcezza e speranza che pervade le ultime scene.
Insomma, a mio parere, un fil stupendo!



Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5






Alla prossima!

Silvia.

lunedì 27 marzo 2017

#3 Diario di bordo: Perchè non pubblico da dieci giorni?



Spunto dal nulla, facendo capolino come un fiore a primavera (perchè siamo pure in tema), dopo ben dieci giorni di assenza totale.
Perchè sono sparita per così tanto tempo?

Perchè, a quanto pare, ho perso ogni capacità organizzativa presente in me! 
Damn!


Ok, sono calma, sono calma.

Sono esattamente 10 giorni che non pubblico nulla e, sicuramente, vi starete chiedendo dove caspiterina sono finita.
Purtroppo, o per fortuna, sono piena di impegni.
Non dico che sto lavorando, perchè sarebbe una parola davvero troppo grossa. Al momento, però, sto aiutando mia mamma in ufficio con alcune scartoffie che mi portano via più tempo del previsto.
Onestamente, non pensavo che mi sarei complicata la vita fino a questo punto. 
E invece...

Oltre a questo piccolo lavoretto che mi occupa ben tre mattine a settimana ( e me le occuperà per un bel po', a quanto apre), in questi giorni ho compiuto gli anni!
Ebbene sì, ora sono 27 e io già comincio a sentirmi anziana 😆
Ma, tralasciando le mie paranoie sui 30 che avanzano, in questi giorni sono stata impegnata anche con i festeggiamenti del compleanno.
Il 18 ( il mio compleanno) ho festeggiato con i miei genitori facendo un giretto ad Arquà Petrarca, sui Colli Euganei.
Il 19, ho passato la giornata al Be Comics a Padova e alla sera ho festeggiato con i miei parenti.
Il 22, per concludere, ho festeggiato con le mie amiche ( ciao Lisa! ciao Cristina!) facendo "shopping sfrenato".
A questi "impegni", aggiungete un po' di stanchezza da cambio di stagione, letture arretrate, sonno infinito e un vano tentativo di riequilibrare i miei orari.
Insomma, sono stati 10 giorni intensi e, mio malgrado, ho come il presentimento che non sia finita qui. Mi auguro di riuscire a mettermi in pari con l'inizio di aprile, perchè ho diverse idee per dei nuovi articoli.



E adesso...rullo di tamburi...un piccolo spoiler di quello che vi aspetta nei prossimi giorni!

Let's go!


Martedì 28: recensione "Logan - the Wolverine" 
Che è scritta da una settimana, se non di più, ma ho dovuto metabolizzare prima di pubblicarla.

Mercoledì 29: secondo articolo sul Bullet Journal, " Indice, chiavi e codice colore".
Anche questo è scritto da un po', lo ammetto...

Giovedì 30: recensione "Pistola e Polvere da sparo", la mia seconda lettura di marzo.

Martedì 4: recensione "La Bella e la Bestia - live action"
Ad una settimana dalla visione, giusto perchè sono sempre puntuale.

Mercoledì 5: recensione "Animali fantastici e dove trovarli - original screenplay", la mia terza lettura di marzo.

Giovedì 6: recensione "Fuga dal Paese delle Meraviglie", la mia quarta lettura di marzo.
                      Recensione "Fiabe Lapponi" la mia quinta lettura di marzo. Libro scelto per la sfida di lettura di Le parole segrete.

Venerdì 7: recensione letture non librose. "Sherlock vol.3" e "Tobiko"

Lunedì 10: Diario di bordo #4, Riassumiamo il mese di marzo!
Piccola novità! In un mix tra preferiti del mese e diario di bordo, vi racconto il mio mese di marzo.

Martedì 11: In my mailbox "Born to Read - Marzo"
La box di marzo è arrivata, scopriamo insieme cosa conteneva!



Sono molto fiera del mio piano di programmazione!
Ora, l'unica cosa da fare è rispettarlo... ahahah *risata isterica*
Perchè sì, sarò costretta a programmare tutti gli articoli fino al 10 di aprile e alcuni ancora non li ho terminati.
Nel frattempo conto di tornare la personcina organizzata di sempre e di riprendermi da questo "momento un po' meh".

Stay tuned!
E, se vi va, seguitemi su instagram @slyfox_silvia, dove riesco ad essere molto più presente del previsto.



Ci vediamo presto!

Silvia.


venerdì 17 marzo 2017

#12 Cosa penso di: Le fiamme di Darastria | recensione |

Prima lettura di marzooooo! \(*^*)/
Sono partita un po' in ritardo e con il libro più cicciotto di tutta la tbr, sono un genio, lo so, ma volevo troppo leggere questo libro 😍




Le fiamme di Darastria
di Laura Fornasari.

Editore: Ailus editrice
Pagine: 648
Prezzo: 15,00 € (ebook 2,99 €)

Trama:
Mezzodrago. Hennet ha ormai accettato la sua natura.
L'ultima battaglia per la libertà è stata vinta ad un prezzo troppo alto, e sembra che non ci sia altro posto per lui se non tra i sopravvissuti delle terre libere.
E' allora che si schiudono le porte della città degli elfi, e due nomi riemergono dal passato.
Quello di Lirah, che ha finalmente risposto al richiamo della magia e ha trovato qualcuno disposto ad insegnarle, e quello del mezzelfo Aravar.
Ma soprattutto, dietro le mura della città si cela la risposta alla più grande domanda di Hennet: esistono altri come lui?
Il secondo capitolo della saga di Ishtar, dove, su un orizzonte sempre più cupo, l'avanzata del culto rinnegato della Morte sembra inarrestabile e i segreti più oscuri vengono rivelati.


Per convincermi a leggere un libro fantasy, basta solo una parola: draghi.
Sono la mia creatura fantastica preferita in assoluto, se ci sono i draghi quel libro (o quel film) di sicuro fa per me. Non pensate che, per questo, mi piacciano tutti i libri con i draghi che leggo: sono molto selettiva e critica.
E la critica che è in me, di questo libro dice solo una cosa: wow!
Ok, adesso mi riprendo e cerco di fornirvi una recensione seria e composta.

Le fiamme di Darastria è il secondo volume di una trilogia fantasy, che ho avuto il piacere di conoscere circa un anno fa quando ho letto il primo volume Le lacrime di Ishtar (la recensione qui).

Alla base della trama c'è la storia di Hennet, un giovane ragazzo che, all'improvviso, scopre di essere un mezzodrago e lo scopre nel modo più sconvolgente possibile, perché viene rapito da un mago che vuole usarlo per i suoi esperimenti e per il suo esercito.
Hennet riesce a scappare e a mettersi in salvo, ma la sua avventura non è finita, perché la guerra è alle porte e gli ibridi del mago sono tutt'altro che dei semplici esperimenti.
Anche in questo volume la trama ruota essenzialmente attorno ad Hennet che deve imparare a convivere al meglio con la sua natura di mezzodrago e con capacità che non pensava di avere.
Senza contare che ora Hennet scopre che, nascosti dalle alte mura della città di Darastria e protetti dagli elfi, esistono altri mezzidraghi proprio come lui e che, come lui, sono in pericolo e nel mirino del mago. La guerra si fa sempre più vicina e lo scontro finale è alle porte.
Molti enigmi vengono svelati, ma molti altri si creano nel corso della narrazione.

Il protagonista principale, come credo avrete capito, è Hennet ma, attorno a lui ruotano molti altri personaggi davvero interessanti.
Nel primo volume, i miei preferiti o, per lo meno quelli che mi avevano colpito di più, erano Lirah e Gade e devo dire che la mia idea non è cambiata affatto. Anzi, giunta alla fine del libro, ho apprezzato entrambi molto di più. Senza contare che ho scoperto delle cose su Gade che non mi sarei mai aspettata e che mi hanno incuriosito tantissimo!
Oltre a loro, che già conoscevo, ho apprezzato Lilien e Zelmar i due elfi fratellastri di Aravar.

Da un punto di vista più generale, mi è piaciuta particolarmente la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto per quelli che già si conoscono perché si può notare una crescita e una maturazione.
Ogni protagonista ha dei tratti caratteriali ben distinguibili che lo rendono riconoscibile e che, nella maggior parte dei casi, lo fa apprezzare fin da subito.
L'autrice è stata in grado di portare nel suo mondo le più svariate creature mitologiche e fantastiche e, pur mantenendone le caratteristiche principali, è riuscita a dare a ciascuna di loro un tocco personale che le rende diverse e particolari.

E a proposito di mondi e creature, un'altro tratto di questo libro che ho molto apprezzato (così come del primo volume) è il lavoro che c'è dietro alle ambientazioni.
Laura Fornasari ha creato dal nulla un mondo intero, con regioni, fiumi, laghi, monti, città e tanto altro. Ogni regione è facilmente identificabile e, per il lettore, non è difficile muoversi assieme ai protagonisti nel Quistham, passando per le terre libere, l'Ablamar e le città degli elfi.
Personalmente mi sono persa nelle descrizione dettagliate e curate dell'autrice, riuscendo ad immaginare davanti ai miei occhi, non solo i luoghi ma anche i personaggi e le creature.
Lo stile della Fornasari mi piace molto e la sua narrazione mi ha catturato fin dall'inizio.
Trovo che sia semplice ma allo stesso tempo curato e ricercato, senza dubbio consono al genere fantasy del suo romanzo.
La lettura è veloce, coinvolgente ed appassionante. Nonostante le oltre 600 pagine, il libro si legge in maniera scorrevole e io, personalmente, ho faticato a chiuderlo di volta in volta.


Senza dubbio lo consiglio!
Se avete letto il primo non potete perdervi questo secondo volume.
Mentre se non l'avete fatto...beh...credetemi, è davvero il caso che recuperiate in fretta.


Il mio voto è:
✰✰✰✰✰ 
5/5


Alla prossima!

Silvia.

martedì 14 marzo 2017

#11 Cosa penso di: Sherlock vol.2 e Paper Girls vol.1

E per concludere, finalmente, le recensioni di febbraio, ecco lo spazio dedicato alle letture non librose.
Per quest'anno mi sono imposta di inserire in ogni tbr una graphic novel e almeno un manga.
Anche questo mese ci sono riuscita Yatta! \(*^*)/

Cominciamo!

Sherlock vol. 2 - Il banchiere cieco -


Manga.
Categoria: Seinen (Drammatico, Mistero, Psicologico)
Autore: Steven Moffat, Mark Gatiss.
Disegni: Jay
Editore: Planet Manga
Pagine: 192
Prezzo: 4,50 €

Cosa vi posso dire di questo secondo volume che già non ho detto riferito al primo?
I disegni sono davvero fantastici, sembra di rivedere l'episodio della serie. Sono dettagliati, curati e resi alla perfezione.
Ammetto che, prima di cominciare a leggere, non ricordavo la trama dell'episodio (perchè è passato parecchio da quando l'ho visto in tv), ma mi è bastato sfogliare le prime pagine per entrare nella narrazione e riportare alla mente anche i più piccoli dettagli della storia.
Non posso fare altro che consigliarvi assolutamente questo volume, ma anche l'intera serie, soprattutto se siete fan di Sherlock!

Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5



Paper Girls vol. 1

Graphic Novel.
Genere: Amicizia e paradossi temporali
Autore: Braian K. Vaughan, Cliff Chiang
Editore: Bao Publishing
Pagine: 144
Prezzo: 18,00 € (ebook 8,99 €)

Paper Girls è la storia di un gruppo di ragazzine che consegnano giornali a Cleveland e si trovano invischiate in una guerra tra "alieni" che si rivela molto più simile ad una guerra generazionale.
Devo dire che, nonostante tutti ne abbiano parlato più che bene, io non sono sicura di aver apprezzato appieno questa graphic novel.
La trama è interessante, l'idea di base mi ha colpito, ma poi tutto si fa troppo confusionario e a me non è risultato per nulla chiaro.
Sarei curiosa di leggere anche il secondo volume per poter dipanare la matassa, anche parzialmente ma, allo stesso tempo, non so se sono davvero interessata.
Si può dire che io stia vivendo un vero e proprio conflitto XD

Detto questo, comunque, mi sento di consigliarla agli amanti del genere che sono sicura apprezzeranno più di me.

Il mio voto è:
✰✰✰
3/5

Alla prossima!

Silvia

lunedì 13 marzo 2017

#10 Cosa penso di: Tutta la pioggia del cielo | recensione |

Quarta ed ultima lettura di febbraio, che però mi ritrovo a terminare nei primi giorni di marzo.
Ho letto questo libro per il GDL di Grazia, la spacciatrice di libri e spero di riuscire a partecipare a questo gruppo di lettura anche il mese prossimo (o meglio, questo mese).



Tutta la pioggia del cielo.
di Angela Contini.

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 280
Prezzo: 6,90 € ( ebook 0,99 €)

Trama:
Lui odia le scemenze, è vegano e innamorato della natura.
Lei odia le rane, ha paura degli animali e quando si mette in testa una cosa non c'è verso di farle cambiare idea.
Victoria è una scrittrice in crisi creativa. Il suo agente, per aiutarla a superare l'impasse, la spedisce da Chicago in una tranquilla fattoria nel Vermont,, dove il silenzio è l'unica cosa che non manca.
Nath è di una bellezza selvaggia, ma burbero e scostante fino alla maleducazione. Ha deciso di rinunciare a un lavoro prestigioso per dedicarsi alla vecchia fattoria del padre, anche se è sempre più schiacciato dai debiti. Perciò la sorella Susan gli propone di affittare una stanza a una ragazza di città con il blocco dello scrittore che, assicura, non gli darà alcun fastidio.
E invece i guai, sotto forma di un viso pieno di lentiggini e inappropriati tacchi alti, stanno per arrivare...




Comincio col dire che il romance è sempre stato uno di quei generi letterari che ha la tendenza a lasciarmi perplessa. Non è che non mi piaccia, è solo che non lo inserirei nella lista di generi preferiti.
E allora voi mi direte: ma perché hai letto questo libro?
I motivi sono due, uno conseguenza dell'altro.
Grazie alla Born to Read Box ho avuto il piacere di leggere Il Principe e la Neve di Angela C. Ryan (ovvero Angela Contini) e mi sono innamorata del suo stile, oltre che della storia in sé.
Di conseguenza, mi è venuta voglia di leggere altro di questa autrice e ho colto la palla al balzo grazie al GDL di Grazia.

Cosa vi posso dire di questo libro?
Pensavo che, trattandosi di un romance, mi sarebbe piaciuto molto meno dell'altro che è un fantasy.
La realtà è che ho amato questo libro dal primo capitolo fino all'ultimo e non me lo aspettavo.
Insomma mi ha coinvolto e stupito.
Ma andiamo con ordine.
Tutta la pioggia del cielo, racconto la storia di due personaggi che non potrebbero essere più diversi di così.
Da una parte abbiamo Victoria, 27 anni, scrittrice di successo alle prese con un libro che non ne vuole sapere di scriversi e una serie infinita di paranoie e manie che non la lasciano vivere serena.
Dall'altra c'è Nath, 30 anni, amante della natura e degli animali, vegano, burbero e indisponente, che cerca di mandare avanti la fattoria del padre nonostante un cassetto di bollette da pagare e un bel po' di debiti.
Quando i due si conoscono, come è ovvio, non possono andare d'accordo e lo scontro è inevitabile.
Entrambi hanno un carattere forte e mettere da parte l'orgoglio, le insicurezze e le proprie abitudine non è assolutamente cosa da poco. Però, con il passare del tempo, complici alcune disavventure, i due riescono ad avvicinarsi fino a scoprirsi innamorati. I guai però non sono finiti e le sfide da affrontare nemmeno...

Per quanto riguarda i personaggi, mi sono piaciuti fin da subito e ne ho apprezzato la caratterizzazione.
A mio parere non si tratta dei soliti personaggi banali e anche un po' poco realistici che si leggono nella maggior parte dei romance. In questo caso sono realistici, originali e ben costruiti.
Nath mi è stato simpatico fin dal principio, con quel suo carattere brusco che nasconde anche tanta dolcezza. Senza contare che, uno che ha un papero come animale domestico non può non stare simpatico.
Mi sono rivista molto nel personaggio di Victoria, soprattutto perché condividiamo non poche manie (oltre alla passione per la scrittura, ovviamente). Il motivo principale, però, scherzi a parte, è che Victoria non è la classica ragazzetta svampita e un po' sciocca che ricorre (mio malgrado) in questi romanzi. Victoria ha tante manie, parecchi complessi, questo è certo, ma è anche una con le palle (passatemi il termine), perché non si fa mettere i piedi in testa da Nath, dalla casa editrice o da chiunque altro. Ha un carattere forte e deciso e sa quello che vuole.
Di Victoria mi è piaciuto anche il rapporto con la scrittura e lo scrivere libri.
Credo che il suo concetto di "essere scrittrice" rispecchi appieno quello che è il mio concetto di "vorrei essere una scrittrice". E lo so che non si capirà nulla di questa frase, ma sono certa che, chi ha la passione per la scrittura come me e ha letto il libro, capirà che cosa intendo (spero).


Anche le ambientazioni sono ben studiate.
Ho apprezzato il contrasto tra la grande città e la campagna, che si nota in maniera netta non solo per i luoghi ma anche per i personaggi che li popolano.
Per come l'ha descritto l'autrice, soprattutto attraverso gli occhi di Victoria, il Vermont sembra un luogo da sogno, perfetto per trovare la pace e l'ispirazione.

Lo stile di Angela Contini mi è piaciuto molto, nonostante lo conoscessi già.
Mi è stato facile immedesimarmi nei personaggi, immaginarmi al loro fianco durante la narrazione ed emozionarmi con loro.
Il suo è uno stile semplice ma completo e curato, che cattura il lettore, lo emoziona e lo appassiona.
Le mie parti preferite sono quelle di Victoria, perché trovo che da suo punto di vista sia tutto descritto in maniera più completa, ma anche sognante.


Questo collage è di proprietà di CrazyForRomance spero non le dia fastidio
se l'ho inserito nella mia recensione. 
Ma, qui sopra, se avete letto bene, vi ho detto che Victoria sta scrivendo un libro.
Ebbene, una cosa che mi ha colpito e mi è piaciuta davvero molto di questo romanzo è "il libro nel libro", perché noi lettori abbiamo la possibilità di leggere dei pezzi del libro di Victoria. Anche perché, questi spezzoni, trovo che siano parte integrante della narrazione.
Voi non lo sapete, ma questo è uno dei miei espedienti narrativi preferito, perché mi da l'idea di leggere due storie contemporaneamente e mi fa sentire più vicina ai personaggi principali.

Insomma, penso che ormai sia chiaro quanto mi è piaciuto questo libro.
Ovviamente lo consiglio, perché si tratta di una lettura semplice, veloce e coinvolgente.
Personalmente l'ho trovata perfetta anche per chi, come me, preferisce altri generi.



Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5

Grazie e alla prossima!

Silvia

sabato 11 marzo 2017

Sono andata al cinema (o quasi) #3 | Fukushima: A Nuclear Story |

Lo so, lo so, è tardi per un articolo ma oggi ho visto un "film" di cui vorrei assolutamente parlarvi.
Sarà una recensione molto breve, perché non ho le competenze per parlare di questo argomento in maniera più approfondita. Ci tengo solo a spendere due parole...

                                                                                                                                               Trama:
Un viaggio lungo quattro anni nella duplice tragedia che ha colpito il Giappone nel marzo del 2011, diretto da Matteo Gagliardi, scritto da Christine Reinhold, Matteo Gagliardi e Pio d'Emilia. Una produzione Teatro Primo Studio - Film Beyond.
Pio, il giornalista italiano corrispondente per Sky che vive in Giappone da più di 30 anni, è a Tokyo il giorno del terremoto e decide di partire per raggiungere le zone colpite dallo tsunami: sarà il primo giornalista straniero a riuscirvi.
Fukushima: A Nuclear Story offre un punto di vista totalmente inedito della tragedia, narrata dalla voce di Massimo Dapporto per la versione italiana e Willem Dafoe nella versione inglese. Christine Reinhold e Matteo Gagliardi uniscono in questo documentario - risultato di tre anni di ricerche - la storia di un giornalista, Pio d'Emilia, che non ha abbandonato il suo lavoro nel momento di maggior pericolo nucleare, i dubbi e i timori di un uomo nei giorni seguenti la triplice tragedia di Fukushima e la ricerca di ciò che è veramente accaduto nella centrale nucleare di Fukushima Daichii. In una intervista inedita l'ex Primo Ministro Naoto Kan rivelerà come Tokyo, e probabilmente il Giappone, si siano salvati per un caso fortuito da una catastrofe ben più grande.


Oggi, 11 marzo, si ricorda il sesto anniversario della triplice tragedia che ha colpito il Giappone nel 2011. Sono sicura che se, come me, avete visto il TG oggi, ne avrete sentito parlare.
Ho scoperto questo docu-film grazie alla pagina Facebook della fumetteria che frequento solitamente, che ha messo a disposizione il link per poter vedere questa proiezione.
Oggi e domani Fukushima: A Nuclear Story è visibile gratuitamente qui ( se siete interessati).


"Il nucleare illumina il nostro futuro"
Fukushima: A Nuclear Story non è esattamente un film. Si tratta più di un documentario che ripercorre la vita di Pio d'Emilia nel giorno della tragedia e in quelli seguenti.
Pio d'Emilia, come avrete letto in trama, è un giornalista italiano che vive in Giappone da 30 anni e lavora come corrispondente per SKY.
Una volta appreso dello tsunami che ha colpito il nord del Giappone (nella regione di Tohoku) e del conseguente disastro nucleare, il giornalista decide di lasciare la sua casa a Tokyo per dirigersi sul luogo dell'accaduto e documentare l'evento.
Quello che è successo alla centrale di Fukushima Daichii è solo l'elemento scatenante per una riflessione più ampia su quanto possa essere giusto sfruttare l'energia nucleare e su quali possono essere i rischi che questo comporta.
In Giappone, al momento della tragedia erano attivi più di 50 reattori (ad oggi solo 2 sono tornati in funzione) e la maggior parte della popolazione, così come gli organi di governo erano più che favorevoli all'uso dell'energia nucleare. Inutile dire come, dopo sei anni e un numero enorme di vittime, l'idea generale sia cambiata.

Ho trovato questo documentario davvero molto interessante, sia per capirne di più sull'argomento "Nucleare Sì o No", sia per quanto riguarda la tragedia in sé, le reazioni della popolazioni e come sono cambiate le cose dopo Fukushima.
Penso che questo documentario possa definirsi molto più che una semplice inchiesta giornalistica perché, non solo si entra nella vita di chi è sopravvissuto, dei testimoni oculari dell'evento e degli esponenti del governo coinvolti direttamente, ma anche perché si vive tutto al fianco stesso del giornalista che ci porta nella vita di tutte queste figure, ma anche nella sua.

Un'altra cosa davvero particolare, ma direi tipica dello stile nipponico, è la presenza di spezzoni in stile anime che risultano delle vere e proprie ricostruzioni dei fatti e che permettono allo spettatore di assimilare e comprendere gli eventi senza urtarne la sensibilità.

Non voglio entrare nel merito della discussione sul nucleare e su quanto possa essere giusto o meno sfruttarlo, perciò preferisco fermarmi qui.
Personalmente non posso fare altro che invitarvi a vedere questo "film" fintanto che è disponibile gratuitamente.

In questo caso, vista la gravità dell'evento narrato, preferisco non dare voti.


Alla prossima e buona notte!

Silvia.

venerdì 10 marzo 2017

#1 | Bullet Journal | Cos'è e come funziona? - la mia prima esperienza -

Eccomi qui, finalmente, con il primo articolo dedicato al Bullet Journal!
Ormai era da un po' che vi avevo promesso di avviare questa rubrica e quindi, cominciamo 😄

Questo primo articolo servirà come introduzione iniziale e vi racconterò un po' la mia esperienza. Dal prossimo, invece, entreremo più nel vivo e vedremo anche qualche pagina più specifica.

Che cos'è il Bullet Journal?

Per dirla con parole mie, il Bullet Journal altro non è che un'agenda personalizzata e personalizzabile che serve per organizzare al meglio il proprio tempo, ma anche per fare liste e tanto altro.
Potete usare il Bullet Journal per gli impegni di lavoro, ad esempio le scadenze dell'ufficio; oppure per organizzarvi lo studio universitario, appuntando le date degli appelli, delle sessioni, degli incontri con il vostro relatore.
Ma, se come me avete un lavoro saltuario e non studiate più da un bel po', potete usarlo anche per organizzare la vita di tutti i giorni, dall'appuntamento dalla parrucchiera alla visita medica, fino alle pulizie di primavera.

Senza contare che nel vostro Bullet Journal potete anche inserire una serie di liste, a seconda di ciò che preferite. Ad esempio, potreste dedicare una pagina ai libri che volete leggere nel 2017, alle nuove uscite al cinema, alle serie tv che avete in visione o che vorreste vedere.
Perché, oltre che ad organizzare, il Bullet Journal può servire anche a catalogare.

Il Bullet Journa è stato inventato da Ryder Carrol, digital product designer di New York, dopo diversi anni di sperimentazione.

Come ogni metodo organizzativo che si rispetti, anche il Bullet Journal ha i suoi termini tecnici e specifici. All'inizio può risultare un po' complicato destreggiarsi tra simboli, nomi, liste e schemi, ma in realtà è molto semplice. Basta prenderci la mano e tutto diventa automatico.
Ma, di tutto questo parleremo nel prossimo articolo (che non dovrete aspettare molto), oggi vorrei raccontarvi la mia esperienza e fare un po' un bilancio e un confronto tra il prima e il dopo Bullet Journal.

Quelli che vedete qui accanto sono i miei primi Bullet Journal.
Come vedete sono semplicemente due quaderni, uno semplice e uno spiralato. Non ve li mostrerò all'interno, perché non sono esattamente ben fatti.
Ho scelto due quaderni molto semplici, perché quando ho cominciato non sapevo se questo metodo poteva interessarmi o meno e soprattutto non sapevo se mi sarei trovata bene.

La mia esperienza con il Bullet Journal è cominciata ad aprile 2016.
Avevo già sentito parlare di questo metodo organizzativo, perché comparivano spesso molte immagine tra le consigliate di Pinterest. Ammetto, però, che fino a che non ho creato un profilo Instagram, non ero molto interessata a capire cosa fosse.
Quasi per caso, poi, sono capitata nel profilo di qualcosadierre e sono rimasta affascinata dalle sue foto ma anche dal suo bullet.
Mi sono informata, mi sono resa conto che poteva fare al caso mio e ho deciso di cominciare.

Inizialmente non sapevo bene come destreggiarmi.
Volevo provare tutto e ho inserito cose che, in realtà, non mi sono servite a nulla e sono rimaste in sospeso.
Con il passare del tempo, leggendo articoli e guardando video, ho imparato cosa fosse bene questo Bullet Journal e ho ridotto tutto al minimo.
Il Bullet, infatti, consiste proprio in questo: nello sperimentare varie cose fino a capire cose è giusto per noi.

Quello che vedete qui accanto, invece, è il mio attuale Bullet Journal.
Si tratta di un Leuchtturm1917 puntinato.
Dopo aver capito che questo metodo mi piaceva e, soprattutto, mi era molto utile, ho deciso di fare una piccola spesa e ho preso questo quaderno che è perfetto per il journaling.
Adoro la consistenza della carta e il fatto che sia resistente ad ogni tipo di inchiostro; a breve vorrei provarlo anche con gli acquerelli.
Vabbè, avete capito quanto io sia soddisfatta di questo quaderno.


Per concludere questo articolo iniziale che, in realtà, spiega molto poco, vi posso dire che il Bullet Journal ha decisamente migliorato la mia organizzazione. Riesco a gestire meglio le mie giornate e faccio molte più cose di prima, proprio perché ho una to do list da rispettare.

Nel prossimo articolo vi parlerò di chiavi, color coding e indice.

Alla prossima!

Silvia.

martedì 7 marzo 2017

#1 In my mail box | ordine mondadori |


E' arrivato il corriere! 

Dato che per le prossime due recensioni dovrete portare un po' di pazienza (non molta, non preoccupatevi), ne approfitto per avviare qualche rubrica che è lì in sospeso da quando è nato il blog.

Oggi inauguriamo la rubrica IN MY MAIL BOX, dove vi mostro cosa mi porta il corriere. Saranno principalmente pacchi librosi (perché compro solo quello), ma anche qualche piccolo extra a sorpresa.

Ci tengo a precisare che tutto ciò che mi porta il corriere è acquistato personalmente dalla sottoscritta con i propri risparmiucci.

Ma torniamo a noi!
Come vi dicevo qui sopra, in maniera decisamente sobria e pacata, oggi è passato il corriere!!!


Ok, la smetto e torno seria, prometto.

Come avrete letto dal titolo, in questo caso si trattava di un ordine fatto allo store online di Mondadori. Ho una libreria ad un paio di kilometri da casa, ma è molto piccola e spesso non trovo i libri che mi interessano. Online, invece, si trova sempre tutto e, cosa molto importante, c'è sempre lo sconto del 15% che non è poco. Superando i 24,00€ di spesa poi, la spedizione è gratuita ed io faccio sempre in modo di accumulare un paio di libri nel carrello, in modo da approfittarne.



Ed eccolo qui il meraviglioso contenuto del mio pacco!
Sapevo benissimo cosa c'era dentro, perché l'ordine l'ho fatto venerdì, ma ero comunque molto emozionata.
Come vedete si tratta di:

✤ Your name di Makoto Shinkai.
Libro tratto dall'omonimo film e scritto dal regista della pellicola.
Questo breve romanzo ripercorre l'intera trama del film e credo proprio che sarà in grado di emozionare allo stesso modo.
Come sapete ho apprezzato tantissimo il film (qui la recensione) e non vedevo l'ora di avere tra le mani il libro.

✤ Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness e Siobhan Dowd.
Di questo libro ho sentito tanto parlare, ma ammetto di non averlo mai sfogliato, come ammetto di non conoscere benissimo la trama.
Mi hanno incuriosito le illustrazioni di Jim Kay (lo stesso che ha illustrato Harry Potter) e sono rimasta molto colpita dal gran numero di recensioni positive.

✤La volpe e la stella di Coralie Bickford-Smith.
Anche di questo libro so molto poco.
L'ho notato in alcune foto su instagram e ne ho sentito parlare molto bene.
Penso si tratti di un libro per bambini, ma che può essere letto anche dagli adulti, ed è completamente illustrato. La Salani ha fatto un lavoro eccezionale con questa edizione, non c'è che dire.
Ha un costo un po' elevato, ma credo che varrà tutti gli euro spesi.
E poi la protagonista è una volpe, potevo non averlo nella mia libreria?! 😉


Ecco, questo era il contenuto del mio pacco delle meraviglie e, quasi sicuramente, sarà anche il mio unico acquisto libroso (cartaceo) per questo mese.

Cosa ve ne pare?
Conoscete questi libri?
Li avete letti o vorreste leggerli?
Avete visto Your Name?

Sono curiosa di sapere i vostri pareri e di sentire i vostri consigli!


Ah, questa sono io in una versione molto lilla e floreale, che vi mostro i miei nuovi "bambini".
Sì, quella è la mia libreria in procinto di esplosione...infatti questi tre non so ancora dove li metterò, forse stazioneranno sulla scrivania.

Seguitemi su instagram, per vedere altre foto (librose e non) simile a questa.
Mi trovate come slyfox_silvia io vi aspetto

Al prossimo unboxing!

Silvia.

sabato 4 marzo 2017

#9 Cosa penso di: Memorabilia. Storie di un mondo invisibile | recensione |

Terza lettura di febbraio!
Mi sa che la tbr va a farsi benedire...
Ma mi rifarò a marzo, lo prometto!




Memorabilia. Storie di un mondo invisibile.
di Raul Londra.

Editore: il Ciliegio
Pagine: 304
Prezzo: 17,00 €

Trama:
Un sottile filo di speranza e una malinconia sono trama e ordito dei racconti che compongono Memorabilia.
Una tessitura di storie ed emozioni che, proprio come attraverso un velo, lascia trasparire, dalla narrazione di fatti quotidiani o dalle vicende ispirate al mondo antico, dinamiche e sentimenti universali e per questo "memorabili"









Prima di tutto, cos'è un memorabilia?
Cosa vuol dire?

Memorabilia: s.m.pl., lat. memorabilis, -e "memorabile". Eventi o fatti degni di essere ricordati| estens., opere, personaggi, spec. del mondo dello spettacolo e della cultura, devenuti oggetto di culto. Per memorabilia si intendono degli oggetti legati generalmente ad un passato relativamente recente e a fatti di una certa importanza.
Da un punto di vista più letterale, il termine può riguardare una serie di ricordi, di piccoli frammenti, di dettagli...
E questo è quello che è questo libro.
Memorabilia è una raccolta di racconti più o meno brevi, suddivisi in cinque categorie: De rerum vita, De rerum morte, De rerum antiquiis, Epistulae amoris e Saggi.
Ogni sezione, come potete sicuramente capire, ha un tema ben preciso che fa da filo conduttore ai vari racconti.

Trattandosi di una serie di racconti, variano i personaggi, così come le ambientazioni e quindi non ve ne posso parlare in maniera dettagliata.
In generale, comunque, posso dire che i personaggi, nonostante la brevità dei racconti, risultano tutti caratterizzati in maniera precisa e accurata. Allo stesso modo, le ambientazioni sono ben definite e le descrizioni sono ben fatte. Si vede che, per quanto i racconti siano spesso molto brevi, c'è uno studio e del lavoro dietro.

La narrazione risulta scorrevole e la lettura è veloce, come capita spesso per le raccolte di racconti.
Personalmente, ho trovato lo stile di Londra semplice ma curato, anche se, a mio parere si nota che questo è il primo romanzo che ha scritto e pubblicato.
Ho già avuto modo di leggere un libro di questo autore (di pubblicazione successiva a questo, trovate qui la recensione.) e, devo dire, che l'ho apprezzato molto di più.
Trovo che si noti, in questo caso, come l'autore sia alla prima esperienza e successivamente si più sicuramente vedere un netto miglioramento.

Con questo non voglio dire che il libro non mi sia piaciuto, anzi!
Io lo consiglio agli amanti delle raccolte di racconti, ma consiglio anche di leggere questo libro prima degli altri dell'autore, in modo da apprezzarli tutti appieno.

Prima di lasciarvi al voto, vorrei spendere due parole su un racconto che mi ha colpito più di altri.
Per la verità, si tratta di due racconti collegati e appartenenti a due categorie diverse.
Si tratta di "Il caso, il destino, la volontà" per la categoria De rerum vita e "Giulio B. - storia di un ragazzo che imparò ad amare" per la categoria De rerum morte.
I due racconti sono collegati, perché i personaggi sono gli stessi, solo in tempi e situazioni diversi.
I racconti parlano di Giovanni, un ragazzo che si scopre innamorato di Benedetta, sua compagnia di scuola, proprio quando viene a sapere di avere un tumore incurabile.
Il primo racconto ci parla di come Maicol, che ha appena affittato la vecchia casa di Giovanni, scopra un diario in uno scatolone e poi faccia la conoscenza di Benedetta.
Mentre il secondo ci parla di Giovanni, dei suoi sentimenti e delle sue sensazioni.
Si tratta, in entrambi i casi, di un racconto molto triste, emozionante e carico di speranza.
Mi è piaciuto come i due racconti siano gli unici ad essere collegati tra loro e si completino a vicenda.


In conclusione, il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5


Grazie e alla prossima!

Silvia

mercoledì 1 marzo 2017

#8 Cosa penso di: Alice from Wonderland | recensione|

Seconda lettura di febbraio!
Purtroppo a causa di una leggere influenza e di qualche altro problemino di salute, non sono riuscita a leggere quanto avrei voluto e ho dovuto rallentare molto la mia "velocità di crociera".
Ecco spiegato perchè sto caricando recensioni alla velocità della luce anche questa volta. Mi auguro che marzo vada meglio e che mi riesca di organizzarmi un po' di più.



Alice from Wonderland
di Alessia Coppola.
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 346
Prezzo: 11,96 € (ebook 2,49 €)

Trama:
Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland?
Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia?
Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto.
Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. E' una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile.
Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile.
Sottomondo non è mai stato così sopra.
Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta.







Premetto che Alice nel Paese delle Meraviglie è sempre stata una di quelle storie che non ho mai capito se e quanto mi piacesse. Mi riferisco principalmente al cartone Disney, perché fino 2/3 anni fa non avevo ancora avuto modo di leggere il libro.
In generale il romanzo non è poi così male, decisamente particolare non c'è che dire, ma non mi è dispiaciuto. Nell'ultimo periodo, poi, ho avuto modo di scoprire la saga di Splintered (Il mio splendido migliore amico) che mi ha permesso di apprezzare un po' di più questa storia.
Perché faccio questa premessa?
Perché Alice from Wonderland, come avrete capito dalla trama, parla proprio dei personaggi creati da Carroll.
Devo ammettere che non sono sicura si possa definire un retelling, perché non racconta la storia in maniera diversa, ma ipotizza un seguito.


I protagonisti sono tutti quelli che, chi ha letto Alice nel paese delle Meraviglie, sicuramente già conosce. Però, in questo libro, nonostante abbiano conservato alcune piccole caratteristiche del personaggio originale, sono tutti umani.
Questo perché, Carroll, grazie all'aiuto di una strega ha portato in vita Alice, lo Stregatto, il Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto e tutti gli altri.
Alla morte dello scrittore, purtroppo, i personaggi si ritrovano in un mondo che non conoscono appieno e, per giunta, privi di ogni memoria di Sottomondo e di loro stessi.
Sarà compito di Alice, una volta recuperata la memoria, cercare i suoi compagni e progettare il ritorno al Paese delle Meraviglie. Anche se non sarà così semplice come credono.
L'avventura di Alice e i suoi amici, si svilupperà tra le vie di Londra, viaggi nel passato e interdimensionali.

La caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta moltissimo.
Ho trovato che il carattere dei personaggi non sia stato per nulla snaturato rispetto al romanzo di Carroll. Anzi, i protagonisti subiscono una crescita e una maturazione molto importante, perché diventano umani, accettano questa condizione ma, allo stesso tempo, restano sé stessi.
Ho apprezzato tutti i personaggi principali allo stesso modo, non saprei identificare un preferito tra loro. Vi posso dire che sono rimasta colpita da Algar, il Brucaliffo, che in questa storia si potrebbe definire il "cattivo della situazione", nonostante lo faccia solo per amore di Alice.
Ammetto che, da estimatrice dei "cattivi", preferisco lui a Edmund, il Cappellaio Matto, che ho trovato a tratti troppo sdolcinato nei confronti di Alice e anche decisamente lunatico (anche se questo fa parte del personaggio).


Per quanto riguarda le ambientazioni, devo dire che sono rimasta piacevolmente stupita anche in questo caso.
Mi sono piaciute le descrizioni dei luoghi e degli abiti, ma soprattutto mi hanno colpito quelle dei macchinari e delle invenzioni.
Ho notato comunque che, nonostante le descrizioni siano ben fatte e accurate, c'è la volontà da parte dell'autrice di lasciare qualcosa alla fantasia del lettore e di non svelare mai tutto completamente.
Le descrizioni, in oltre, non rubano spazio ai sentimenti e alla narrazione, anzi sono perfettamente amalgamate.

Lo stile di Alessia Coppola mi ha colpito molto e mi è piaciuto.
Trovo che si adatti perfettamente all'epoca in cui è ambientato il libro. Si tratta di uno stile di scrittura semplice, ma curato e pieno di dettagli. Il lettore non fatica ad immedesimarsi nei personaggi, immaginarsi al loro fianco durante la narrazione, visualizzare luoghi e quanto altro in maniera precisa.
La lettura si rivela coinvolgente fin dai primi capitoli e appassionante fino all'ultima riga.
Il finale fa presagire la presenza di un sequel perché lascia il lettore in sospeso e con la voglia di saperne assolutamente di più.

Insomma, questo romanzo mi è piaciuto parecchio e mi ha anche permesso di apprezzare di più Alice nel Paese delle Meraviglie. Spero di poter leggere al più presto il seguito perché sono davvero curiosa di sapere cosa succederà ora.

Personalmente consiglio questo libro agli amanti del genere, a chi ha apprezzato i romanzi di Carroll e a chi vuole leggere qualcosa di diverso dal solito retelling.

Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5