domenica 21 gennaio 2018

BuJo setup! - Bullet Journal 2018 e Gennaio.

Questo sarà un articolo un po' più lungo ma pieno di foto.
Questo, infatti, è un "due articoli in uno"!


Cominciamo subito perché in questo articolo vi parlerò del setup generale del mio nuovo Bullet Journal e anche di quello del mese di Gennaio!
Come vi dicevo nell'articolo precedente, quest'anno ho deciso di togliere alcune cose dal mio BuJo ufficiale per spostarle nel Master BuJo. Il setup generale del mio Leuchtturm, quindi, sarà un po' più scarno rispetto a quello del 2017.

Bullet Journal setup


Cominciamo con la copertina del mio 2018!
Dopo diversi anni, mi sono nuovamente cimentata con gli acquerelli e mi chiedo come ho potuto abbandonarli per così tanto tempo.
Il mio vecchio kit windsor&newton che usavo a scuola è ancora bello in forma, ma questa volta ho voluto provare il nuovo kit di Flyingtiger che ho preso principalmente perché i colori mi hanno colpito moltissimo.
Devo dire che sono molto soddisfatta del risultato e, ve lo confesso, questa doveva essere una prova, ma mi è piaciuta talmente tanto che alla fine non ho fatto altri disegni.
So che non è nulla di eclatante, che avrei potuto fare di meglio o che la copertina del 2017 era più elaborata...ma io la adoro!

Chiavi e Codice colore.

Per la chiavi c'è poco da dire: ho semplicemente variato dei simboli e ne ho eliminati altri.
Se prima per le varie task giornaliere usavo il quadratino, molto scomodo da ripetere ogni volta (e ti viene sempre diverso e ti vengono i nervi), ora uso il puntino!
Il quadratino è diventato il simbolo di eventi/appuntamenti, così è tutto più semplice e lineare.

Ma il cambiamento principale sta nel codice colore!
Avendo deciso di non usare più il tracker delle ore, il mio color code si è ridotto all'osso.
Ora, infatti, lo uso solo per la visione mensile e per il future log, segnando solo eventuali scadenze, compleanni, festività ed eventi.

Future Log e Calendex.

Anche quest'anno ho deciso di sfruttare il Future Log per appuntare compleanni e festività.
So che non è l'utilizzo corretto, ma ho notato che, per visite, lavoro e quant'altro, il calendex mi risulta più d'aiuto.
Anche il Calendex, quindi, rimane uguale allo scorso anno ma con qualche aggiunta nella legenda dei simboli.
Oltre che per programmare gli eventi futuri, ho deciso infatti di usarlo per tenere traccia della pubblicazione del blog e per annotare i giorni in cui sono in ufficio.

Insomma, in definitiva, sia il Future Log che il Calendex sono stati adattati a quello che per me è l'utilizzo migliore, tenendo anche conto di quanto e come ho usato entrambi lo scorso anno.
Il setup generale del mio BuJo si riduce a questo.
Vi parlerò in un altro articolo di tutto quello che ho tolto e ho spostato nel Master BuJo.

*ho scoperto il metodo del Master Bujo grazie a Roberta di Qualcosa di Erre, so che l'avevo già detto ma sempre meglio precisare*


Setup Gennaio.


Il primo cambiamento del setup mensile riguarda la copertina del mese che, per questa volta, non ho disegnato io.
Prendendo ispirazione da Pinterest (se cercate spunti è il paradiso), ho provato a sperimentare con alcune immagine che avevo stampato per altri scopi.
Vorrei aggiungere negli spazi bianchi due frasette motivazionali che si adattino al mood del mese, ma ancora non ho trovato nulla di adatto. Vedremo come si evolverà la vicenda 😉

 Visione mensile.

La visione mensile è rimasta pressoché uguale allo scorso anno.
Ho mantenuto il riquadro della to do list e quello dei goals mensili, cercando di pormi obiettivi raggiungibili mensilmente.
Ho deciso di eliminare la pagina dedicata alle spese nel dettaglio, mantenendo solo il piccolo tracker che, come vedete, ho spostato nella pagina della visione mensile.
In questo modo tutto ciò che riguarda il mese in generale è raggruppato nella stessa pagina e posso avere una buona visione d'insieme.
 *le spese le segnerò nell'agendina dedicata che, lo scorso anno, mi capitava spesso di trascurare, complicandomi la vita a fine mese*

Habits Tracker.

Prendendo ispirazione da Elisa di Direiellie, ho deciso di riprovarci con il tracker mensile delle abitudini, che lo scorso anno avevo abbandonato in favore di una visione settimanale.
Oltre a tutte quelle attività frequenti che voglio monitorare e all'umore, ho deciso di aggiungere un paio di voci relative ai social.
In questo modo risparmio spazio nella visione settimanale/giornaliera e recupero qualche pagina mese per mese.

Sleep & Work Log.

New entry di quest'anno è lo Sleep & Work Log, ovvero il tracker del sonno e del lavoro.
In maniera molto semplice, questo tracker permette di avere un visione d'insieme delle ore di sonno e di quelle dedicate al lavoro.
In origine riguarderebbe solo il sonno, ma io ho pensato di unire due tracker e ottimizzare, dato che le ore di sonno è difficile coincidono con quelle di lavoro.
Non so ancora se resterà un tracker fisso di tutti i mesi, perché già adesso mi rendo conto che la mia costanza sta andando a farsi benedire. Credo deciderò a fine mese.

Visione settimanale/giornaliera.

Anche la visone giornaliera ha subito diversi cambiamenti.
Prima di tutto ho deciso di strutturarla in modo da avere sempre visibili tutti i sette giorni (ecco perché la chiamo settimanale/giornaliera).
Ho deciso di togliere il ricapitolo settimanale sotto forma di doodle, perché non sempre avevo qualcosa da riportare. Dovesse succedere qualcosa, riporterò un piccolo disegno o una frase a lato del giorno stesso.
Non c'è più il tracker delle ore e nemmeno il riquadro del meteo, che riporto in maniera super ridotta accanto al giorno della settimana. Come vedete, in questo modo, lo spazio per scrivere i task è maggiore e tutto è molto più ordinato, comodo e anche colorato (perché un tocco di colore ci sta sempre).



Ed ecco qui il primo articolo dedicato al setup del mio Bullet Journal!
Spero vi piaccia l'idea e che, in qualche modo, possa tornarvi utile 😗
Il prossimo articolo sarà molto più breve perché vi mostrerò solo il setup mensile!


Alla prossima!

Silvia

venerdì 19 gennaio 2018

Non è colpa mia di Lucia Magionami e Vanna Ugolini | recensione |

Oggi niente gif simpatiche o introduzioni burlone.
Oggi si parla di argomenti seri.


Il libro di cui vi parlo oggi non rientra assolutamente tra i generi che sono solita leggere e, lo devo ammettere, se non me lo avesse inviato la stessa autrice, non credo l'avrei mai letto.
E avrei fatto male, perché l'argomento principale di questo libro è, non solo di grande importanza, ma anche decisamente attuale.


Non è colpa mia - voci di uomini che hanno ucciso le donne
di Lucia Magionami e Vanna Ugolini.

Editore: Morlacchi Editore
Pagine: 284
Prezzo: 14,00€ (ebook non disponibile)

Trama:

Una giornalista e una psicologa insieme per capire cosa passa nella mente e nel cuore degli uomini che hanno ucciso le loro donne, per tentare di riconnettere esperienze di femminicidi alla realtà dei fatti ma, anche, al contesto culturale e al percorso psicologico che porta uomini normali a diventare assassini e a non assumersene, però, nel profondo, la responsabilità. Dalle interviste di Luca, Giacomo, Luigi risulta chiaro che non sono mostri, non sono malati. Sono persone normali. Le autrici lo affermano con forza: non ci sono raptus, né scatti d'ira, il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell'incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e quindi di riconoscerle. «Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza. Se vogliamo mantenere ad ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male.» Con Premessa di Gabriella Genisi e Prefazione a cura di Cristiana Mangani e Claudia Fulvi.


Come vi dicevo qui sopra, questo libro mi è stato consigliato e inviato direttamente da una delle due autrici che ringrazio molto, perché mi ha permesso di uscire dalla mia comfort zone letteraria e di informarmi un po' meglio su un argomento molto attuale.

Attraverso tre interviste e una serie di documenti ed analisi, le due autrici spiegano cosa accade nella mente di quegli uomini che hanno ucciso le proprie compagne.
Comune, purtroppo, è la frase "Non è colpa mia"

Il libro ha una struttura particolare. 
Le due autrici hanno collaborato mettendo insieme due lavori che si completano a vicenda.


La prima parte di Non è colpa mia è curata da Vanna Ugolini, giornalista di cronaca nera che si trova ad intervistare tre uomini che hanno ucciso le proprie compagne.
Ovviamente i nomi di questi detenuti sono fittizi, così come sono celati molti dei dettagli dei fatti accaduti e dell'indagine, proprio per evitare che il lettore possa risalire alla storia reale.
Ciò che è importante, infatti, in queste tre interviste, non è il fatto di cronaca in sé, quanto piuttosto la reazione di questi tre assassini che provano in ogni modo a spacciarsi per innocenti o, a dirittura, per vittime.

La seconda parte,invece, è curata dalla psicologa Lucia Magionami, e si potrebbe definire una spiegazione (o meglio un'analisi) psicologica della violenza sulle donne. Nello specifico si parla di femminicidio, di violenza verbale, del rapporto di coppia con un uomo violento, ma anche di cosa può scattare nella mente dell'uomo nel momento in cui decide di uccidere la compagna. Si parla anche di raptus, di negazione del fatto e di tanti altri temi correlati.

Da un punto di vista generale, Non è colpa mia è stata una lettura molto interessante e sono molto contenta che, anche a distanza di diversi anni, Vanni Ugolini abbia deciso di rendere pubbliche queste interviste e questa sua esperienza così forte e particolare.
Questa prima parte, infatti, è estremamente coinvolgente, non solo per le interviste vere e proprie, ma anche per gli spezzoni che la giornalista dedica ad un suo pensiero personale o ad un'analisi di ciò che ha appena vissuto.
Trovo che si sia percepita al meglio la professionalità della Ugolini nel mantenere un atteggiamento super partes in presenza del detenuto, ma allo stesso tempo la fatica nel non far trapelare la rabbia o i propri sentimenti.

Personalmente, purtroppo, non posso definire altrettanto coinvolgente la seconda parte.
L'ho letta con molta attenzione, perché l'ho trovata estremamente interessante, ma ho avuto diverse difficoltà di comprensione non avendo particolari conoscenze in campo psicologico.
Resta il fatto, però, che questa spiegazione va assolutamente letta, perché permette di comprendere al meglio i meccanismi mentali che vengono solo accennati nel corso delle interviste.

Vorrei poter ampliare di più l'argomento, ma non credo di avere le competenze adatte ad avviare un dibattito a riguardo.
Perciò mi fermo qui e mi limito a consigliarvi Non è colpa mia, perché tratta argomenti fin troppo di attualità e di cui si dovrebbe parlare più spesso, indagando non solo il fatto in sé ma anche quanto accade dopo.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟
4/5


Alla prossima!


Silvia


giovedì 18 gennaio 2018

#19 Diario di bordo: 1 anno di blog!

Oggi il blog compie un anno!
* ✨party time!✨*



Questo sarà un articolo breve, 
perché vi ho già fatto una testa così 
con i cambiamenti del blog, la nuova grafica ecc...


In realtà, i primissimi lettori fissi sanno che il blog è nato all'inizio di gennaio.
Il compleanno, quello che festeggeremo tutti insieme ogni anno, però, cade il 18 gennaio, perché è la data di inizio pubblicazione.

Il 18 gennaio 2017, infatti pubblicavo questo articolo e cominciavo la mia avventura nel mondo del blogging!

Nel corso di quest'anno sono successe molte cose, molte altre ne ho cambiate e ho avuto anche parecchie soddisfazioni.
Intanto devo ringraziare i miei 44 lettori fissi e tutti coloro che mi seguono tramite la pagina facebook o instagram. Se non fosse per tutti voi che leggete le mie recensioni e i miei sproloqui, oggi non sarei qui a festeggiare il primo compleanno di Tiny Fox! ♡

GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!

Come vi dicevo, questo 2017 è stato un anno di cose belle!
Ho avuto la possibilità di partecipare a due Cover Reveal, grazie a Cristina Vichi che ha scelto il mio blog e mi ha anche dato la possibilità di leggere due dei suoi romanzi.
Ho partecipato ad un Review Party per Newton Compton, leggendo in anteprima Wintersong...e per questo devo ringraziare Grazia, la Spacciatrice di libri, che ha proposto il mio piccolo blog alla casa editrice.
Devo ringraziare Grazia anche per il grande aiuto che mi ha dato agli inizi del blog, perché ha avuto tanta pazienza e ha sopportato le mie domande e i miei dubbi.
Ho partecipate (anzi, lo sto ancora facendo) ad un evento di Salani Editore per la promozione di Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone.
Ho ricevuto diverse proposte di lettura da autori emergenti che mi hanno dato la possibilità, non solo di variare i miei generi di lettura, ma anche di scoprire nuove storie e vivere nuove avventure.

Ho anche imparato ad usare meglio questa piattaforma, sono riuscita a creare da sola una nuova veste per il blog senza avere nemmeno mezza nozione di grafica pubblicitaria o foto-ritocco e sono felice di aver fatto tutto da sola.

Insomma, non collaborerò con le case editrici, non avrò milioni di follower e il mio forse non  il blog più bello dell'universo, ma sono molto soddisfatta dei miei piccoli risultati.

Spero che questo nuovo anno possa essere pieno di nuovi traguardi, di nuove scoperte e di tante nuove cose da imparare!
E spero davvero che, a tutti voi che mi seguite con pazienza, con i miei ritardi e sproloqui, il blog piaccia e che, come capita a me, vi sentiate un po' a casa vostra.


Un abbraccio grande a tutti!


Alla prossima!

Silvia


P.S. spero che questo articolo non sembri troppo auto celebrativo, sdolcinato e mieloso, perché l'idea non era per nulla questa.

mercoledì 17 gennaio 2018

Gemina di Amie Kaufman e Jay Kristoff | recensione |

Mie piccole volpi, siete pronte per addentrarvi nello spazio profondo?
Verso l'infinito e oltre!


Va bene, va bene, ho capito!
Mi sembrava un buon modo per iniziare, ma se voi avete dei problemi con l'assenza di gravità e le avventure nell'iperspazio, bastava dirlo subito!
No, dai, adesso torno seria per davvero.
Vi giuro che non vedevo l'ora di leggere questo libro. Se penso che l'ho comprato e poi l'ho lasciato lì per più di un mese...mamma mia, che fatica.
Però volevo cominciare l'anno in bellezza, quindi ne è valsa la pena!



Gemina: Illuminae file_02
di Amie Kaufman e Jay Kristoff

Editore: Mondadori
Pagine: 659
Prezzo: 22,00€ 

Trama:

Hanna sapeva che traslocare in una stazione spaziale ai confini della galassia sarebbe stato un brutto colpo per la sua vita mondana. Nessuno però le aveva detto che sarebbe potuto costarle la vita. La saga di «Illuminae File», cominciata con le peripezie di Kady ed Ezra, prosegue a bordo della stazione spaziale Heimdall, dove due nuovi protagonisti dovranno affrontare le conseguenze di una seconda offensiva BeiTech. Hanna è la viziatissima figlia del capitano della stazione, Nik il rampollo di una famigerata famiglia di criminali. Alle prese con la vita di bordo nella stazione spaziale più noiosa della galassia, i due non possono certo immaginare che Kady Grant e la Hypatia sono in viaggio verso la Heimdall con la notizia dell'invasione di Kerenza. Quando una squadra d'assalto della BeiTech invade la stazione, Hanna e Nik saranno costretti a collaborare per difendere quella che è ormai diventata la loro casa. A complicare tutto, la presenza di predatori alieni che fanno fuori l'equipaggio un uomo alla volta. Hanna e Nik capiranno presto che in gioco non c'è soltanto la propria sopravvivenza: nelle loro mani hanno il destino di tutti i passeggeri della Hypatia, e forse dell'universo intero. Tranquilli, però. Hanno tutto sotto controllo. Almeno sperano.



Come vi dicevo, non vedevo l'ora di poter finalmente leggere questo libro, perché Illuminae, lo scorso anno era stato una vera scoperta.
Se non avete letto Illuminae, beh, cosa state aspettando?!
* QUI vi lascio la mia recensione, così potete farvi un'idea*

Vi avviso, però, che Illuminae e Gemina non sono il classico libro a cui siete abituati. 
Resterete senza fiato, fin dalla copertina!

Inizialmente pensavo si trattasse del classico sequel, dove i personaggi del primo libro proseguono la loro avventura, ma Gemina, come vi dicevo non è un libro comune e quindi non è neanche un sequel comune.


L'intera vicenda di Gemina, infatti, si svolge pochi giorni dopo la fine di Illuminae, ma in una nave spaziale diversa e con protagonisti diversi.
Ci troviamo infatti nella stazione di salto Heimdall, dove Hanna Donnelly, Niklav Malikov e sua cugina Ella Malikova, si apprestano a festeggiare il Terra Day.
Hanna è la figlia del comandante della nave spaziale, mentre Niklav ed Ella fanno parte di un cartello di spacciatori e delinquenti. E non vi dico altro per non rovinarvi l'infinità di colpi di scena che ci sono in questo libro.
Da un punto di vista generale, sui personaggi non ho nulla di negativo da dire.
Hanna è, proprio come Kady, una ragazza decisamente cazzuta. Un po' figlia di papà, forse, ma non fatela arrabbiare, perché i passatempo preferiti in famiglia sono la strategia di guerra e il combattimento al Dojo.
Niklav, Nik per gli amici, invece, è tutto tranne che il classico bad boy. Ha a cuore la famiglia, soprattutto la cugina, spaccia un pochettina di droga in giro per la nave, ma è anche un gran simpaticone e non ha per nulla l'aria del delinquente (se escludiamo i tatuaggi inquietanti).
Ah, ed è totalmente perso per Hanna, che però è innamorata di un altro...
La storia si fa interessante, vero? Ma io non vi posso dire altro.
Arriviamo a quella che, secondo me, è il best personaggio ever. Signori e signore: Ella Malikova in tutto la sua sarcastica e pungente ironia.
Io l'ho adorata! Senza di lei Gemina non sarebbe stata una lettura così bella.
Ella è paralizzata, ma è anche un hacker professionista (ed è solo una ragazzina) che con il suo computer Anansi riesce a fare praticamente qualsiasi cosa.

Insomma, credo sia chiaro che i protagonisti sono davvero ben costruiti e che hanno tutti un carattere forte e ben definito. Anche la controparte cattiva è davvero un bel gruppo di personaggi, e si potrebbe pensare che giochino un ruolo marginale, ma vi assicuro che non è così.


Ma mi sto dilungando, scusatemi... è che Gemina è un bel malloppone ed essere sintetici non è per niente facile.

Veniamo però a ciò che mi ha più colpito di questo libro, ovvero la struttura e la veste grafica.

Come è stato per Illuminae, mi sono letteralmente innamorata della struttura alternativa di questo romanzo.
Anche in questo caso, infatti, la storia ci viene narrata attraverso chat private, comunicati radio, trascrizioni di registrazioni di sorveglianza e tanto altro. Se pensate che questo possa generare confusione e rallentare la lettura, vi sbagliate di grosso.
Avviene, infatti l'esatto contrario.
Proprio grazie a questo espediente narrativo le 659 pagine di Gemina scorrono alla velocità della luce (giusto per stare in tema) e alla fine di ogni documento si vuole subito leggere il successivo.

Devo anche spendere due paroline sui disegni di Marie Lu che ha illustrato il diario di Hanna.
Secondo me sono bellissimi e danno quel tocca in più non solo alla narrazione, ma anche al personaggio. Lo stile ha qualcosa di familiare, molto simile a quello di alcuni videogame, ma trovo che si adatti perfettamente alla struttura del libro.

Insomma, se vi è piaciuto Illuminae, sicuramente vi piacerà anche Gemina.
Anche in questo caso ci sono state delle pagine non propriamente semplici da leggere a livello logistico, ma molte meno rispetto al volume precedente.
Ora, ovviamente, non vedo l'ora di leggere il seguito.
Credo ne vedremo delle belle!
E come dice Hanna, la storia è appena cominciata!


Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 e mezzo
4,5/5


Alla prossima!

Silvia


martedì 16 gennaio 2018

Voldemort: Origins of the Heir - fanmade film - | recensione |

Mie piccole volpi, buonsalve!
Ma secondo voi, il primo film "al cinema" di questo nuovo anno, poteva non avere a che fare con Harry Potter?
Eh! Eddai!


Tornando seri.

Sabato 13 gennaio, sul canale youtube TRYANGLE FILMS è uscito un cortometraggio totalmente fanmade ispirato all'ascesa di Lord Voldemort. (ed ecco spiegato perché "al cinema" è virgolettato)
Poteva una potterhead disagiata come me perderselo?
Ovviamente no!

Io però l'ho visto domenica sera, perché quello era l'unico momento di pace e serenità che avevo e per tutto ciò che riguarda Harry Potter necessito di pace e serenità. Absolutely!



Voldemort: the origin of the Heir, come dice il titolo stesso, parla di Voldemort.
Per la precisione racconta, riprendendo quasi alla lettera quello che ci viene detto nei libri, come Tom Riddle sia diventato Voldemort. Per essere ancora più precisi, vediamo principalmente quello che accade quando Tom termina i suoi studi ad Hogwarts e inizia a lavorare da Magie Sinister.

L'intera vicenda ruota, inoltre, attorno agli eredi dei quattro fondatori e alla loro missione: trovare il cimelio della propria casa.
Può, all'apparenza, sembrare un dettaglio poco importante, atto solo a mostrarci Tom tra i banchi di scuola, ma questo particolare è il preludio alla creazione degli Horcrucx.

A raccontare la storia è Grisha McLaggen, ex studentessa di Grifondoro ed erede della casata di Godric che, come Tom, faceva parte del ristretto gruppo degli eredi dei fondatori.
Questo è, come molti hanno sicuramente intuito, un personaggio che è stato creato appositamente per il film, perché è lei che racconta tutta la vicenda, catapultando lo spettatore in un gioco di flashback e ricordi.
Ho trovato questo espediente assolutamente perfetto per rendere la narrazione più coinvolgente, perché, come sappiamo dai libri, molti particolari del passato di Voldemort sono ancora avvolta nell'ombra e molti altri non sarebbero stati poi così necessari alla trama del film.
Nonostante fosse un personaggio con il palese ruolo del narratore, Grisha mi è piaciuta. L'ho trovata ben costruita e, soprattutto, ben amalgamata nel contesto al punto da poter risultare tranquillamente una figura canonica.


Se si parla di personaggi e figure canoniche, però, è assolutamente necessario tirare in ballo il grande protagonista di questo fanmade, ovvero Tom Riddle.
Ho trovato assolutamente perfetto l'attore che lo interpreta! (la foto)
Credo sia inevitabile trovarlo un bel ragazzo (gli occhi sono fatti per guardare, they say) però non mi riferisco solo a questo. Parlo principalmente dell'interpretazione, che io ho trovato ottima, e della somiglianza con l'attore che vediamo ne La camera dei segreti. (la gif)

E a proposito di Camera dei segreti e quindi dei film della Warner Bross, ho apprezzato tantissimo la grande presenza di citazioni ai film canonici.
Senza contare l'enorme cura che è stata messa nei dettagli!
Per farvi qualche esempio: il medaglione di Serpeverde sembra appena uscito da Il Principe Mezzosangue; il diario di Tom è una copia quasi perfetta di quello che vediamo ne La camera dei segreti; e, dettaglio non meno importante, il pacchetto di Gelatine Tutti i gusti + 1 che compare sul tavolo della stanza dove i quattro discendenti si allenano.
Ma la cura traspare anche dalla resa dei costumi, dalla ricerca delle location e dall'ottima fattura degli effetti speciali.

In tal proposito, ci tengo a fare un paio di precisazioni.
La prima è che la produzione di questo film è totalmente italiana e che molte riprese sono state fatte proprio in Italia. Quando ho letto nei titoli di coda che si ringraziava la regione Trentino, ho subito pensato che certi posti non potevano che essere località italiane.
La seconda è che il budget di questo fanmade era paragonabile ad una miseria rispetto a quello che ha speso la WB per uno dei film di Harry Potter.
E guardate cosa sono riusciti a fare questi ragazzi con così poco a disposizione!

Insomma, per concludere, io l'ho trovato un film davvero ottimo.
Trasparivano la cura, l'impegno e la passione che sono state messe nel realizzarlo e, a mio parere, questo bastava a far passare in secondo piano il doppiaggio che in alcuni punti forse non era al massimo.

Se non l'avete ancora visto, per favore, fatelo!
Non credo che ve ne pentirete!

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟🌟 meno
5-/5


 Alla prossima!

Silvia


Vi lascio un po' di contatti della Tryangle.
- link diretto al film

domenica 14 gennaio 2018

Organization time! - Come mi organizzerò in questo 2018?

Prima di tutto: breve spiegazione!
Questa non è una nuova rubrica, ho solo allargato il bacino di "Bullet Journal" facendola diventare una rubrica dedicata al planning in generale.
Siccome però non credo di avere le competenze per insegnarvi a pianificare la vostra vita, mi limiterò a dirvi come mi organizzo io. Se poi ne trarrete consiglio, ne sarò felice!

Cominciamo!


Da poco più di un anno, come sapete, ho adottato il metodo organizzativo del Bullet Journal, di cui vi ho già parlato in un paio di vecchi articoli.
In realtà, la mia avventura con il BuJo è iniziata nel 2016, con un quadernino a quadretti piuttosto malandato, perché non ero certa che questo sarebbe stato un percorso adatto a me.
Ma questa è un'altra storia, ve ne parlerò in un altro articolo.

Nell'anno appena passato, ho usato solo il Bullet Journal, inserendo non solo il planning gioraliero (tipo agenda), ma anche una serie di collection e tracker che pensavo mi sarebbero potuti tornare utili.
E nella maggior parte dei casi, così è stato, peccato che molti non sono stati completati (e non perché ho trascurato i miei propositi) ed ora il tutto risulti un po' scomodo.

Da qui nasce la mia idea di ragionare su un'organizzazione alternativa per il 2018.

Nella foto qui accanto potete vedere tutti i miei "quaderni del 2018", come ho deciso di soprannominare il malloppo.

Andiamo con ordine e vediamoli uno per uno, con annessa piccola spiegazione.

Leuchtturm1917 giallo

Come l'anno passato, il Leuchtturm è, anche quest'anno, adibito a Bullet Journal.
C'è però una piccola variazione: da quest'anno lo userò solo ed esclusivamente per il planning giornaliero. Ho mantenuto la visione mensile e quella giornaliera esattamente come lo scorso anno, ma ho tolto diverse cose.
Una tra queste è il riassunto settimanale che, negli ultimi giorni di dicembre è rimasto vuoto *shame on me*

Master Bujo

Nello specifico il mio Master Bujo è il quaderno spiralato giallo fluo che vedete sopra il Leuchtturm.
Cos'è un Master Bujo?
Per farvela semplice (e grazie alle spiegazioni di Qualcosa di Erre), il Master Bujo è l'insieme di tutti quei tracker, quelle liste o collection, quegli appunti che non volete mettere nel Bullet Journal ufficiale perché potrebbero avere una durata superiore a quella del quaderno.
Ad esempio, il tracker dei libri da leggere ha una durata annuale, ma non è detto che il vostro quaderno basti per un anno intero. Se dovesse finire nel giro di sei mesi sareste costretti a riportare tutti i tracker che vi servono da lì alla fine dell'anno.
Nel mio Master Bujo, insomma, ci saranno tutti quei tracker che avevo sperimentato lo scorso anno e, mano a mano che mi verranno in mente, anche altre collection che potrebbero tornarmi utili.
Vi parlerò del mio Master Bujo più nello specifico (mostrandovi anche qualche foto) in un articolo a parte.

Agenda

La mia è una semplicissima agendina di Flyingtiger, a cui ho cambiato la copertina perché fosse gialla come tutto il resto.
Userò l'agendina per gestire i social e il blog (soprattutto il blog).
Annoterò i progressi di lettura, la data di pubblicazione dei post ed eventuali idee per il blog o le pagine facebook.


Quadernino

L'ultimo quadernino della piccola pila che vedete in foto, lo userò molto semplicemente per scrivere i miei pensieri, le idee per il libro o per le fanfiction che ho in mente e qualche altra cosuccia.
Come sapete ho anche la passione per la scrittura e in questo nuovo anno ho intenzione di scrivere con più regolarità, nella speranza di portare a termine almeno uno dei tanti progetti in corso.

Mancano solo due cose nella foto.
L'agendina delle spese, che ho ritenuto inutile mostrarvi, dato che l'uso è già spiegato nel nome; e un quadernino extra che userò come "diario della dieta".
Molto semplicemente, dal primo giorno di dieta in poi, ho deciso di tenere nota dei miglioramenti e degli eventuali sgarri (speriamo di no!).


Ed ecco qui il mio starter pack del 2018. 
Mi rendo conto che, molto probabilmente, questo non è un articolo particolarmente esaustivo, ma si tratta di una presentazione. Piano piano, nei prossimi giorni vi spiegherò tutto nel dettaglio, sperando che possa tornarvi utile e possa risultare in qualche modo interessante.


Alla prossima!

Silvia

mercoledì 10 gennaio 2018

L'incubo di Biancaneve: la città dei mercenari di Scarlet Danae | recensione |

La prima recensione dell'anno!


Ok, ok, freniamo l'entusiasmo!
Ma, stiamo in tema con la gif qui sopra e parliamo un attimo di principesse Disney.
Lo devo confessare, la principessa che meno sopporto è Biancaneve.
Non ve ne andate, ok?!
È che proprio non ce la faccio. 
Ci ho provato, ma niente...

Quella del libro che vi sto per recensire, però, è una Biancaneve tutt'altro che convenzionale 😉


L'incubo di Biancaneve: la città dei mercenari
di Scarlet Danae

Editore: auto-pubblicato per Amazon
Pagine: 154
Prezzo: 1,49€ (disponibile solo in ebook)

Trama:

Una ragazza sfortunata, usata dalla matrigna come schiava sessuale. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?




Come vi dicevo, Biancaneve non l'ho mai sopportata e, con l'idea che si trattasse di un retelling, ammetto di essere partita un po' prevenuta. Temevo che, nonostante apprezzi il genere, l'ostilità verso la principessa in questione, non mi avrebbe permesso di apprezzare al meglio il libro.

Ma, L'incubo di Biancaneve non è un retelling!
Lo si potrebbe definire un seguito, ma anche questo termine non sarebbe propriamente corretto.
Questo romanzo, infatti, racconta una diversa versione della storia di Biancaneve, ambientandola in un universo parallelo in stile fantasy/steampunk che nulla ha a che fare con la Disney o i fratelli Grimm.



La stessa Bianca, la protagonista, quando viene catapultata in questo strano mondo, ha una reazione che si potrebbe definire tutto tranne che pacata e rilassata. E devo dire che è proprio questo che mi ha subito ispirato simpatia.
Bianca non è la classica protagonista perfetta, dal comportamento irreprensibile che siamo soliti trovare nei libri, soprattutto se associata ad una principessa. La ragazza, infatti, è piuttosto problematica: sottomessa alla matrigna, che vorrebbe tanto strozzare (e anche io), dipendente da droga e alcol, frequentatrice di quartieri malfamati, avvezza al sesso e al turpiloquio.
Ha un carattere forte, è brusca e ha sempre la risposta pronta, ma è anche ansiosa e spaventata, piena di dubbi e insicurezze...come tutte le ragazze della sua età.
Ma anche come chiunque si trovasse in un mondo parallelo totalmente sconosciuto e con una missione da portare a termine.

Credo sia proprio questa evidente imperfezione a rendere Bianca una protagonista davvero interessante e diversa dal solito.

Da un punto di vista generale, la caratterizzazione dei personaggio è piuttosto ben fatta.
Stiamo parlando, in ogni caso, di un romanzo molto breve, in cui si da spazio principalmente all'azione e allo svolgimento della vicenda, però i personaggi principali sono resi piuttosto bene e il lettore non ha difficoltà ad identificarli.
Personalmente ho apprezzato tantissimo Cogito, il dectorade di Bianca, una maschera in latex parlante e senziente che funge da aiutante e grillo parlante per la ragazza.
Non mi voglio esprimere troppo su Darknight, perché sono certa che nel secondo volume lo vedremo molto più partecipe. In più non vorrei fare spoiler sul personaggio.

Ho apprezzato molto lo stile di scrittura di Scarlet Danae. L'ho trovato semplice e diretto, ma allo stesso tempo curato e che, a in alcuni casi, offre anche uno spunto di riflessione.
Mi è piaciuta la resa delle ambientazioni, che sono un buon mix tra fantasy e steampunk e, se mi è concesso dirlo, con qualche reminiscenza di un'epoca passata.
All'inizio credevo mi sarei ritrovata a leggere una versione fantasy di un romanzo rosa/erotico, perché il primo capitolo può trarre in inganno, ma L'incubo di Biancaneve è tutt'altro e molto di più.
Davvero una bella scoperta e un buon modo per cominciare il 2018!
Non vedo l'ora di leggere il seguito.

Piccola nota sui disegni a tema che si incontrano all'inizio di ogni capitolo: mi sono piaciuti tantissimo!
Lo stile è semplice, in bianco e nero, ma rappresentativo non solo del capitolo in quanto tale, ma anche della storia in generale.

Unico piccolo dettaglio negativo, è la presenza di alcuni errori di battitura e, anche se in misura nettamente di minore, di grammatica.

Al di là di questo, comunque, si tratta di un libro che mi sento di consigliare a chi cerca una lettura breve ma appassionante, con un'ambientazione poco usuale e una protagonista diversa dal solito.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 +
4+/5


Alla prossima!

Silvia