lunedì 30 gennaio 2017

#3 Cosa penso di: Morte all'imperatore. |recensione|

Terza lettura di gennaio!
Sto pubblicando le recensioni alla velocità della luce, ma lo faccio per mettermi in pari. Sarà così solo questo mese, poi prometto di essere più regolare dilazionare il carico ;)


Morte all'imperatore
di Daniele Daccò
Editore: Limited Edition books
Pagine: 160
Prezzo: 14,90 €

Trama:
Un'epica storia di tradimenti, congiure e sotterfugi per uccidere un imperatore.
L'avventura di Sino e Quinio, due idealisti in un regno soverchiato da un tiranno. Destro è l'imperatore, temuto da alcuni e amato da altri. Gli Indovini tengono in scacco il popolo con la superstizione e sulle soglie di una tragica guerra l'imperatore torna nella capitale per una grande parata.
È l'occasione per mettere in atto la congiura.
C'è solo un dettaglio: sono tutti pinguini.
Un libro comico e tragico unico nel suo genere dove è il lettore a scegliere quando ridere semplicemente fermandosi un moneto nella lettura e immaginando la scena.





Come dice la trama qui sopra, questo è un libro comico e tragico allo stesso tempo. In effetti è proprio compito del lettore decidere come vedere l'intera vicenda.  



Se volete basarvi solo sulla trama, che narra di una congiura ai danni dell'imperatore, con annessi omicidi, battaglie, sotterfugi, cospirazioni... beh, direi che stiamo parlando decisamente di una tragedia.
Se invece volete basarvi solo sui personaggi...diciamocelo, esiste forse un animale più comico di un pinguino?
Puoi essere il capo delle guardie, un indovino o l'imperatore, ma sempre un pinguino sei.
L'autore, senza dubbio ha avuto fantasia, ingegno e una grande abilità nel strutturare questo romanzo, perché non credo sia facile alternare comicità e tragedia senza cadere nel nonsense.

Ed ora entriamo un po' nel dettaglio.
La trama è senza dubbio originale e, nonostante si notino svariati richiami all'antica Roma, non si ha mai il dubbio che sia una riscrittura. Insomma, si capisce che gli eventi sono tutti provenienti dalla mente dell'autore.
Personalmente sono stata particolarmente coinvolta dallo svolgersi degli eventi e, ad ogni pagina, volevo saperne sempre di più a riguardo di questa congiura.

Questo anche perché i personaggi sono caratterizzati molto bene.
Sì, lo so, stiamo parlando di pinguini, ma credetemi se non fosse che ogni tanto fanno riferimento allo "scivolare sulla pancia" o alla tipica andatura dondolante di questo animale, li si potrebbe scambiare per essere umani senza nemmeno pensarci un secondo. Vi dirò anche che, per la prima volta ho provato antipatia per un pinguino, cosa per me quasi assurda visto quando adori questo animale.
L'autore è stato in grado di rendere al meglio i caratteri dei personaggi al punto di farli sembrare praticamente degli essere umani e quindi ha permesso al lettore di  tralasciare la "coccolosità" dell'animale e concentrarsi sul personaggio in quanto tale.

Il libro è strutturato in maniera simile ad un copione teatrale.
Si divide in 6 atti e si intuisce il cambio di ambientazione grazie al tipico " personaggio A. esce di scena - Sipario".
Gli spostamenti, i cambi di protagonisti in scena o di location ci vengono parzialmente descritti e sono distinguibili dal resto grazie all'uso del corsivo e delle parentesi.

Vi dico questi particolari perché, nonostante non ci siano descrizioni elaborate e si tratti essenzialmente si di un lungo dialogo a più voci, non è affatto difficile farsi trasportare dalla narrazione, riconoscere i personaggi anche quando non si sa ancora chi sta parlando o immaginarsi le varie scene.

Insomma, fino a qui, si tratta di un libro particolare, diverso dal solito e senza dubbio ricco di originalità.
Purtroppo, però, adesso cominciano i lati negativi che, non sono molti ma ci sono e non si possono ignorare.

Primo tra tutti è proprio il fatto che, finché non ci si abitua (quindi direi almeno per le prime 10 pagine), è davvero complicato capire chi sta parlando e con chi.
Visivamente il romanzo è simile ad un copione, è vero, ma il cambio di voce è dato semplicemente dall'andare a capo e questo genera un po' di confusione, soprattutto quando in scena ci sono più di due protagonisti.
Un altro problema, che non credo dipenda direttamente dall'autore, riguarda l'editing che, a mio parere non è stato curato a dovere.
In certi casi mancano i punti alla fine della frase oppure la parentesi al termine di una descrizione e io ho notato anche una virgola nel centro esatto di una parola.
In più, qui sopra vi accennavo al fatto che distinguiamo il dialogo dalla narrazione grazie al corsivo, ecco, purtroppo non sempre è così.
In certi punti manca il corsivo e mancano e le parentesi, ed io non so se sia voluto o meno, fatto sta che disorienta e non poco.
La cosa che più mi ha lasciato perplessa (e che forse mi ha anche un po' infastidito), perché mi ha costretta a rileggere la stessa pagina tre volte, è che all'improvviso i nomi dei personaggi cambiano senza un perché. So che non è comprensibile, quindi vi farò un esempio, senza spoilerare state tranquilli.

Abbiamo Sino che fa un lungo monologo con sé stesso e parla di Quinio e Agape.
All'inizio della pagina troviamo scritto Quinio e Agape ma, tre righe più giù Quinio diventa Sino e quindi troveremo scritto Sino e Agape. Ma Sino sta ancora parlando e nel discorso non c'entra nulla.

Mi rendo conto che può trattarsi di un refuso, e non l'avrei nemmeno fatto notare se non fosse che, in 160 pagine questo succede almeno altre tre volte e con altri personaggi.

Questo è davvero un peccato, perché il libro merita molto e non avrei esitato a dargli il massimo dei voti.
Purtroppo, però, io devo valutare il volume nel suo complesso e questi sono dei particolari a cui non sono riuscita a passare sopra.

In definitiva, consiglio vivamente questo libro, non vorrei che si pensasse il contrario perché la mia è stata una lettura scorrevole, veloce e coinvolgente.
L'ho persino consigliato ai miei genitori che ora saranno tampinati dalla sottoscritta finché non l'avranno letto. Per questo spero che l'autore non me ne voglia se mi sono vista costretta ad abbassare il voto....



Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5


Grazie e alla prossima recensione.

Silvia

sabato 28 gennaio 2017

#2 Cosa penso di: Beta |recensione|


Seconda lettura di gennaio! 
Questo primo mese del 2017 sta andando alla grande dal punto di vista libroso.





Beta (Wired vol. 2)
di Mirya
Editore: Autopubblicato.
Pagine: 308
Prezzo: 10,99€ (ebook 2,99€)

Trama:
La relazione tra Caleb e Leanne è nata da poco e sta ancora facendo i conti con anni di ostilità e reciproci pregiudizi. 
In questo clima di tensione basta un errore, a Caleb, per lasciare che ciò che è stato rovini ciò che potrebbe essere, perché un errore non è mai solo un errore, ma è la somma di tutti quelli che l'hanno preceduto.
Allora è proprio al passato che Caleb deve guardare, per capire il presente, per cambiare il futuro, e deve farlo in fretta, perché Natale non è solo una festa sconnessa ma un modo per dire "famiglia". E la sua famiglia ha qualcosa da mostrargli, nel bene e nel male, e qualcosa da nascondergli ancora.
Sballottato nel tempo e nello spazio da tre Spiriti non proprio bendisposti, Caleb insegue la sua Bug, per capire quale sia la differenza, cosa davvero voglia per Natale e come ottenerlo, strisciando e calcolando.








Beta è il secondo volume di una trilogia (il primo è Glitch) ed è la riscrittura di altrettante fanfiction basate sul magico mondo di Harry Potter.
Io ho avuto modo di leggere l'intera trilogia quando era ancora sotto forma di fanfiction e me ne sono innamorata fin dalle prime righe. Lo stesso è stato per Glitch, che ho letto lo scorso anno e che ho recensito qui.

Cosa vi posso dire di questo libro, se non che l'ho adorato dalla prima all'ultima pagina e che, se possibile, mi è piaciuto anche più di Glitch? E, credetemi, Glitch mi era piaciuto parecchio!

Rispetto al primo volume, Beta è senza dubbio più riflessivo e introspettivo. 
Personaggio principale, attorno a cui ruota tutta la vicenda, è Caleb Webster (ovvero Draco Malfoy nella fanfiction). 
In questo secondo volume, il personaggio di Caleb subisce senza dubbio una crescita interiore non da poco, ma ovviamente non ce la fa da solo, perchè stiamo parlando di Caleb. E Caleb non è decisamente il tipo di personaggio che è incline al cambiamento interiore.
Lo aiutano tre Spiriti del Natale: il natale presente, il natale passato e il natale futuro.
Non per nulla, il titolo della fanfiction è "Il canto di Natale di Draco Malfoy".

Caleb, infatti, proprio come Ebenezer Scrooge, compirà un viaggio attraverso i Natali della sua vita e, in questo modo, anche dentro sè stesso. Si renderà conto di non essere poi così tanto diverso da chi disprezzava e capirà, si spera, il significato di Natale e famiglia. 


Foto presa dalla pagina facebook di Mirya.

Dato che stiamo parlando del protagonista, scendiamo un po' nel dettaglio anche con gli altri personaggi.
In questo secondo volume, tutti gli altri protagonisti  che abbiamo incontrato in Glitch, compaiono in maniera minore. Li troviamo in alcuni spezzoni e soprattutto nei capitoli finali.
Tra le pagine di Beta, oltre al nostro Caleb, impariamo a conoscere anche altri personaggi, che a me personalmente, incuriosivano già in Glitch. Mi riferisco a Byron Sullivan, al professor Praeman e a Zhang Li e anche ai tre Spiriti che accompagnano Caleb nel suo "viaggio".
Devo dire che li ho apprezzati tutti tantissimo, anche se quella che più mi ha colpito è stata Zhang Li.
Vengono svelati, inoltre, dei particolari davvero interessanti sul passato dei nostri protagonisti e dei loro genitori. Io sono rimasta davvero sbalordita nello scoprire certe cose anche se, e non voglio fare l'Hermione della situazione, un pochino l'avevo intuito che poteva essere così. Ovviamente non posso svelarvi nulla se no che bello è? ;) 
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, sui personaggi non ho davvero nulla da dire. Mirya non si smentisce mai e caratterizza tutti i protagonisti in maniera impeccabile. Se quello che cercate è un libro pieno di personaggi perfetti, beh, lasciate perdere le opere di Mirya, perchè qui i personaggi sono reali, umani, consistenti e decisamente imperfetti, come è giusto che sia.


Trattandosi di un romanzo più riflessivo del precedente, le ambientazioni sono meno curate perchè si preferisce dare spazio a sentimenti ed emozioni.
Nonostante questo, però, non è difficile riconoscere i luoghi del primo romanzo e nemmeno figurarsi le nuove location che ci vengono proposte nel corso della narrazione.

Personalmente lo stile di scrittura di Mirya mi è sempre piaciuto moltissimo, fin dai tempi delle fanfiction.
Sa catturare il lettore fin dalle prime parole, la lettura non si interrompe mai ed è sempre scorrevole e coinvolgente. Non ci sono punti morti, la trama non è mai cedevole e non c'è mai un momento in cui si vorrebbe chiudere il libro.
Piuttosto è il contrario: riuscire a smettere di leggere è quasi impossibile!

Un particolare rende questo libro diverso dal solito: come per Glitch, anche in Beta, la trama segue due filoni temporali separati.
Mi spiego meglio.
Escludendo il capitolo 0, che funge da prologo e il capitolo 6 che funge da epilogo, tutti gli altri si sdoppiano. Avremo quindi un capitolo 1 che racconto i fatti presenti (ovvero l'incontro tra Caleb e gli Spiriti) e un capitolo 1.1 che racconta alcuni avvenimenti passati.
Una cosa che a me ha colpito molto anche in Glitch è che i fatti presenti sono narrati con un tempo passato, mentre per i fatti passati viene usato un tempo presente.
Io ci tengo a dire questa cosa ogni volta che mi è possibile, perchè trovo che sia un espediente narrativo non da poco e perchè non credo sarebbe la stessa cosa se la struttura fosse diversa.

Vorrei dirvi davvero tante altre cose su Beta, ma finirei in primo luogo col farvi una sfilza di spoiler da qui a Pasqua e, in secondo luogo scadrei in un eccessivo fangirlaggio. Quindi, mi fermo qui.

Credo sia palese che consiglio a tutti questo libro, anzi l'intera trilogia (anche Gold che ancora non esiste), come consiglio tutte le opere di Mirya.
Se volete leggere le fanfiction, perchè come me siete patite della Dramione, le trovate qui, qui e qui.


Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5

E cosa state facendo ancora qui?!
Per l'Ybit, andate a comprare questo libro!


Alla prossima recensione!


Silvia

giovedì 26 gennaio 2017

#1 Cosa penso di: Illuminae: file_01 | recensione |


La prima recensione del blog, sono emozionata! *^*

Illuminae è stata la mia prima lettura di gennaio e quindi del 2017, e devo dire che l'anno è cominciato decisamente bene!




Illuminae: file_01
di Amie Kaufman e Jay Kristoff
Editore: Mondadori
Pagine: 599
Prezzo: 22,00 €  (ebook 9,99€)

Trama:
Questa mattina Kady pensava che rompere con Ezra sarebbe stata la cosa più difficile da affrontare oggi.
Questo pomeriggio il suo pianeta è stato invaso.

Anno 2575, due megacorporation si fanno la guerra per Kerenza, un pianeta che è poco più di un granello di sabbia coperto di ghiaccio e sperduto nell'universo.
Purtroppo nessuno ha pensato di avvertire gli abitanti di quel pianeta dell'imminente attacco.
Bersagliati dal fuoco nemico, i due neo ex, Kady ed Ezra, trovano riparo su due astronavi che si stanno occupando dell'evacuazione.

Ma l'invasione di Kerenza non è che l'inizio...





Quando è uscito questo libro (mi riferisco alla traduzione italiana), io già avevo sentito voci di ogni genere riferite all'edizione originale in lingua. Non leggendo in inglese, però, e trattandosi di un libro decisamente particolare, non ci ho capito granché.
E così, fortunatamente, ho evitato tutti gli spoiler del caso e sono riuscita a godermi la lettura dalla prima all'ultima pagina.


Devo ammettere, però, che sono stata molto indecisa sul voto da dare alla mia lettura, perché, come vi dicevo qui sopra, questo è un libro molto particolare.
Non troverete, infatti, la classica narrazione perché questo non è un romanzo, questo è un insieme di file: ci sono trascrizioni di interrogatori, di chat, di filmati...ma ci sono anche pagine che vi lasceranno senza fiato.
Dovrete seguire la narrazione tra linee rette, picchi, spirali, cerchi...
E non mi riferisco al ritmo, ma all'aspetto visivo e all'ordine delle parole. 
In certi casi, mentre leggevo, ho dovuto rigirare il libro in tutti i versi per potermi facilitare la comprensione, senza contare i punti in cui un pezzo di parola si perde nella congiunzione tra le pagine. Si capisce sempre tutto quello che si legge, ma non sempre è facile concentrarsi sul discorso.
Ed è proprio questo che mi ha messo il dubbio sulla valutazione.

Visivamente il libro è qualcosa di stupendo, credo di non aver mai avuto nulla di simile tra le mani e non mi pento affatto di averlo preso cartaceo (spendendo decisamente tanto).
Senza contare la sovra-coperta plastificata e semi trasparente, che è una delle più belle e particolari che io abbia mai visto; o la copertina, curata fino nei minimi dettagli e, per una volta, identica all'originale americana.
Purtroppo, però, la lettura a volte risulta un po' rallentata e non molto semplice, per i motivi che vi ho detto qui sopra.

Tutto sommato, comunque, la storia mi è piaciuta!
Non avevo mai letto nulla che fosse ambientato nello spazio, con astronavi, colonizzazione dei pianeti, intelligenze artificiali e chissà che altro.
I personaggi, nonostante non ce ne venga mai fatta una descrizione dettagliata, sono comunque ben caratterizzati.
Kady ed Ezra mi sono stati simpatici fin da subito. 
Soprattutto Kady che, in parole povere, è un hacker con i fiocchi e ha i capelli rosa.
Kady è senza dubbio quello che si può definire un personaggio cazzuto. Non vi posso dire tutto quello che fa durante le quasi 600 pagine di Illuminae, altrimenti vi svelerei tutta la storia e anche il finale. 
Mi sono piaciuti gli scambi di battute tra i due neo ex fidanzati, che a tratti sono stati davvero divertenti. 
Un altro personaggio che mi ha colpito molto, ammesso che di personaggio si possa parlare, è Aidan, l'intelligenza artificiale che controlla la nave spaziale dove si trova Ezra. Mi è piaciuto come a volte appaia così confuso e spiazzato da sembrare umano. Mi è piaciuto anche come, dall'inizio fino alla fine, lui sia l'unico a comprendere la verità e la gravità di quello che sta accadendo. Nonostante l'equipaggio della nave spaziale consideri le sue azione dettate da un mal funzionamento del server (o qualcosa di simile, di computer capisco gran poco).
Il legame che si crea tra Aidan e Kady, l'unica con cui si mette in contatto diretto e che riesce a capirlo, è davvero particolare e interessante. A volte mi sembrato quasi che cominciasse a provare dei sentimenti per lei...

Delle ambientazioni è un po' difficile parlare, non essendoci descrizioni ma solo alcune immagini.
Così come è difficile parlare dello stile di scrittura.
Quelli che abbiamo davanti sono un insieme di file, quindi il linguaggio è quello tipico dei rapporti militari, delle e-mail, delle chat.
Senza dubbio la lettura è veloce, forse non sempre il massimo della scorrevolezza, ma tutto sommato veloce. Ci sono un bel po' di termini tecnici, il linguaggio informatico non manca e, cosa un po' particolare, le parolacce ve le dovete immaginare perché sono censurate.


C'è un altro particolare, ve lo confesso solo alla fine di questa recensione, che mi ha fatto abbassare il voto.
Alla fine, gira che ti rigira, Illuminae si trasforma in World War Z (sì, il film con Brad Pitt).
Arrivano gli zombie assassini, o meglio, arriva un morbo che trasforma tutti in psicotici assetati di sangue e se, fino a quel momento la trama mi aveva preso abbastanza, poi sono rimasta un pochino delusa, perché mi sarei aspettata tutto ma non gli zombie.

Ecco, mi sa che ho detto troppo...
Mi fermo qui perché non voglio rischiare di svelare più del consentito.




Io, comunque, questo libro mi sento di consigliarvelo.
Soprattutto se siete amanti del fantasy/distopico/spaziale, direi che questo è il libro che fa per voi.


Il mio voto è:
✰✰✰✰ 
4/5

Grazie e alla prossima recensione! 

Silvia

martedì 24 gennaio 2017

Sono andata al cinema! #1 | Your name |


 Non ho mai fatto la recensione di un film ma, di questo in particolare, vi devo parlare ad ogni costo!
Portate pazienza se non sarà una recensione seria, ma è la prima volta che ci provo...

Trama:
Mitsuha è una studentessa che vive in una piccola città rurale e desidera trasferirsi a Tokyo.
Taki è uno studente di liceo e vive proprio a Tokyo, ha un lavoro part-time in un ristorante italiano, ma vorrebbe lavorare nel campo dell'arte o dell'architettura.
Una notte, Mitsuha sogna di essere un giovane uomo, si trova in una stanza che non conosce, ha nuovi amici e lo skyline di Tokyo si apre dinnanzi al suo sguardo.
Nello stesso momento Taki sogna di essere una ragazzina che vive in una piccola città di montagna che non ha mai visitato.
Ma quale sarà il segreto che si cela dietro questi strani sogni incrociati?












Your name (君の名は。Kimi no na wa., lett. "Il tuo nome."è un film di animazione giapponese del 2016, scritto e diretto da Makoto Shinkai ( lo stesso di 5cm al secondo che, chi ama il genere di certo conoscerà).
Dura poco meno di 2 ore e, proprio in questi giorni ( 23, 24 e 25 gennaio), lo trovate al cinema tra le programmazioni speciali grazie ad una collaborazione tra Dynit e Nexo Digital.

Come vedete, la trama che vi ho riportato è piuttosto scarna. Si tratta infatti di quella che ho letto io sul sito del cinema dove vado di solito.
Non vi dirò cercate una trama più ampia su Wikipedia, perché vi rovinereste tutto il film. Il mio consiglio è di andare al cinema sapendone poco o nulla.


Solo così potrete cogliere ogni sfumatura e stupirvi sinceramente della bellezza di questo film di animazione che sa toccare le corde più profonde dell'anima.



Non prendetela come una frase buttata lì per fare scena, si tratta della realtà.

Your name racconta una storia semi fantastica, che però sa anche rispecchiare al meglio la realtà di tutti i giorni. Il confronto tra Tokyo, grande città metropolitana, e Itomori, paesino rurale e montano, è davvero molto interessante ed evidente. 
La cura che c'è nel ricreare i luoghi, sia della grande città che del paesino, è senza dubbio da ammirare e la bellezza delle ambientazioni non può non catturare lo sguardo dello spettatore.

Parte più importante, però, la fanno i personaggi, o meglio i legami che intercorrono tra essi.
Per quanto mi riguarda, ho trovato la sfera emotiva dei personaggi davvero ben studiata: ampia, variegata, ma soprattutto reale e tangibile.
Ogni emozione si prova fino in fondo e si viene catapultati, inevitabilmente, in un vortice di sentimenti che coinvolge dal primo all'ultimo minuto di visione.

Mi è piaciuto che non sia un unico susseguirsi di tristezza e malinconia, ma che ci siano anche tanti momenti di gioia, felicità e allegria. I siparietti divertenti non mancano, come non mancano le scene in cui si sfiora la commozione.

Questo film è un continuo susseguirsi di emozioni contrastanti, fino al colpo di scena finale che, ne sono sicura lascerà tutti senza fiato ma che, poco dopo vi farà tirare un sospiro di sollievo.




Personalmente mi sono emozionata tantissimo!
Ho riso, ho sfiorato la commozione, mi sono sentita in ansia ma ho provato anche un grande sollievo.
Avete presente quando tutto poi si risolve per il meglio? Vi sentite svuotati da tutta la malinconia e non potete fare a meno di sorridere, sospirare e sentirvi infinitamente sollevati.

Ecco, l'effetto di questo film è proprio questo.
E non vi voglio sembrare eccessivamente sdolcinata, perché mi rendo conto che questa recensione sta prendendo una piega davvero troppo "da insulina", ma credetemi, parlarne così è inevitabile.

Da appassionata di disegno (e da una che, ogni tanto, ci prova), vorrei spendere qualche parola anche sulla componente tecnica e non solo su quella sentimentale.
Una cosa che mi ha colpito molto è, senza dubbio, la resa del colore.
Ci sono dei colori fenomenali!
Le sfumature, la luminosità, la cura per il contrasto e il chiaroscuro sono qualcosa che salta all'occhio anche a chi di tecniche pittoriche (anche digitali) non ne capisce nulla.
Lo stile, nella resa dei personaggi, è ottimo e davvero ben curato. I volti sono espressivi, nonostante abbiano il tipico stile da anime shojo/scolastico.
Per non parlare dei paesaggi, talmente accurati da sembrare veri.
Credo sia praticamente impossibile non notare la cura e la passione messe in quest'opera.

L'ultima cosa che mi sento di dirvi riguarda le musiche.
Come un classico episodio di un anime, abbiamo una sigla d'inizio e una di fine: entrambe davvero molto belle!
Nonostante siano, come è ovvio, in giapponese, nei titoli di coda si ha modo di leggere anche la traduzione italiana e quindi, di comprenderne al meglio il significato.
Sono molto carini anche i vari sottofondi musicarli che intercorrono durante la visione, sempre perfettamente coordinati al momento e alla sensazione che la scena vuole suscitare.



E niente, io credo proprio di aver detto abbastanza.
Concludo questa specie di recensione, consigliandovi di approfittare di questa occasione e di vedere questo film. Non ne rimarrete delusi!

Non darò un voto, perché credo che quantificare quanto mi è piaciuto sia impossibile.
Vi dico solo che comprerò il libro a breve e anche il dvd, sperando che sia presto disponibile in Italia ;)







Ed ora, sono curiosa di sapere le vostre impressioni!
L'avete visto? Vi è piaciuto? Lo vedrete?

A presto!

Silvia.












mercoledì 18 gennaio 2017

#1 Diario di bordo. * Una nuova avventura*



Bene! E dopo questo momento di disagio iniziale, direi che possiamo cominciare...

In effetti oggi mi sento un po' come il mio amico Bilbo, qui sopra ( anche l'altezza è quasi la stessa ahahah!), perché oggi inizia ufficialmente la mia avventura da aspirante blogger.
Questo mio piccolo spazio nel web, ve ne sarete accorti, è nato già diversi giorni fa ma, tra le mie tante fisse, c'è anche quella per i numeri.
Evidentemente conservo ancora una parte dello spirito matematico del liceo ;) 

Come vi dicevo, ho una piccola passione per i numeri. Li osservo spesso e mi piace fare strani calcoli con le date, notare se c'è una ricorrenza di un certo numero o cose simili.
Potete dirmi che ho seri problemi, non mi offendo anzi, ne sono abbastanza consapevole.

Se consideriamo la mia vita, uno dei numeri che ricorre più spesso è il 18.
  • Sono nata il 18.
  • Abito al numero 18.
  • In ordine alfabetico sono stata spesso il 18.
  • Alcune persone a me care sono nate il 18.
  • La mia vita è cambiata a 18 anni.

E ce ne potrebbero essere altri, di punti da inserire, ma questi sono i principali.
Come vedete questo per me è un numero importante, a volte penso mi porti fortuna, ecco perché ho deciso di aspettare fino ad oggi per pubblicare questo primo articolo.

La premessa è finita.
Ma come, direte voi, questo è solo l'inizio?
Ebbene...sì. Sì, lo confesso,ho in mente un articolo un pochino più lungo...




No! Fermi! Fermi! Non andate via!
Sarò breve, lo prometto. Cercherò di contenere la mia scrittura logorroica e mi terrò qualcosina per i prossimi articoli. Contenti?

Allora, cominciamo!
Cosa volevo dirvi in questo primo diario di bordo? Molto semplicemente volevo spiegarvi qualcosa di più sul perché ho deciso di aprire un blog...
Avevo in mente anche un tour di questa mia nuova casetta, ma c'è davvero gran poco da vedere al momento. Questo lo rimandiamo a più avanti, che dite? 

Tutto è cominciato molti anni fa, io avevo sedici anni e per la prima volta mi sedevo davanti ad un computer con l'intento di scrivere qualcosa di mio. Fino a quel momento non ci avevo mai pensato, avevo già abbastanza problemi con la scuola, di certo non mi serviva imbarcarmi in altre cose.
E, invece, contrariamente ad ogni aspettativa: mi è servito! Mi è servito eccome, direi!

Non vi racconterò la storia della mia vita, perché sarebbe decisamente noiosa, vi dirò solo che da quel momento non ho più smesso di scrivere.

Scrivere è diventato l'unico modo per esprimere quello che non riuscivo a spiegare a parole.




Ho riempito quaderni su quaderni con le mie storie, intere cartelle stazionano tutt'ora incomplete nella memoria del computer, lontane da occhi indiscreti. 
Insomma, scrivere è diventata una grande passione, al punto di farmi desiderare di farlo anche per lavoro. Ovviamente, se sono qui, ancora non ci sono riuscita...ma non demordo!

Ed ora, ne sono certa, vi chiederete cosa c'entra la scrittura con il blog.
Il fatto è che la pagina facebook cominciava a starmi un po' stretta, lo devo ammettere.
Sono una persona timida e, a voce, non amo interagire con chi non conosco, ma se a proteggermi ci sono uno schermo e una tastiera allora "chiacchierare" diventa quasi piacevole.

Come avrete letto nella mia presentazione (qui), ho molte passioni e mi piacerebbe trovare qualcuno con cui parlarne e con cui confrontarmi. Sono sempre alla ricerca di consigli, idee, spunti e cosa c'è di meglio di un bel confronto?
Se poi il consiglio o l'aiuto sono in grado di darvelo io, mi sento ancora più contenta!

Insomma, questo blog nasce perché avevo voglia di crearmi uno spazio dove racchiudere tutto quello che mi piace e, allo stesso tempo, poterlo condividere con voi. Per trovare qualcuno con cui parlare di libri, fotografia, disegno e scrittura. E, chi lo sà, magari anche per trovare nuovi amici!


Siccome non voglio cadere nello sdolcinato (carina e coccolosa sì, ma con moderazione), mi fermo qui. Di me non vi voglio dire troppo, imparerete a conoscermi leggendo i miei sproloqui e credetemi, io sproloquio spesso...vi ho avvisato.

Al momento questo è tutto ciò che vi lascio da leggere, ma presto arriveranno un paio di recensioni e anche qualche "sorpresina"....*ihihihih*
Il blog è abbastanza scarno ma sto cercando di fare del mio meglio per renderlo più confortevole per me e per voi. 
E niente, spero tornerete a trovarmi! 






Un abbraccio!

Silvia