venerdì 23 giugno 2017

#7 Diario di bordo: Piani diabolici di conquista!

- Cosa facciamo questa sera Prof. ?
- Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo: tentare di conquistare il Mondo!



Mi sembrava calzante con il titolo, voi che ne dite?
Ma svarionamenti di questa povera disgraziata (che sarei io) a parte, per quale strano ed assurdo motivo vi ho voluti riunire qui oggi?
Ma per conquistare il mondo, no?!
Ah no? Dite che non è possibile?
Vabbè, allora vi dico che in realtà siamo qui per chiacchierare del futuro di questo blog, perchè miei cari lettori ho grandi piani in mente * inserire tono convinto e cospiratore*

Sono un po' di giorni (in realtà da quando ho aperto il blog, quindi sono mesi, ma non importa) che penso di riorganizzare i miei social.
Il fatto è che ho ritrovato la voglia di scrivere, ma ho anche voglia di impegnarmi con questo blog per farlo crescere e perchè vorrei diventasse qualcosa di più serio (perchè serio al 100% quando si parla di me non è il caso).
Ma così voi non ci capirete nulla, quindi cominciamo dall'inizio!

Non so se vi ho mai parlato della mia passione per la scrittura che è seconda solo a quella per la lettura. Magari ci scriverò un articolo più approfondito, vi dico solo che circa due anni fa ho aperto una pagina Facebook dove ero solita scrivere tutto quello che mi passava per la testa.
La pagina è Sognando ad occhi aperti mondi lontani e, in questi due anni, ha raggiunto i 2267 like, cosa che io non avrei mai nemmeno immaginato. Ci ho lavorato molto, realizzando le copertine per gli album, studiando una buona divisione per argomento e cimentandomi con il FBML (che non ho mai capito per cosa sta).
Insomma, era venuto fuori un gran bel lavoretto e io ne andavo molto fiera.


Poi, però, ho avuto un periodo di blocco.
Un periodo che si è protratto per un bel po', forse quasi un anno, e ho abbandonato la pagina.
Tutto quello che scrivevo, perchè di scrivere non ho mai smesso in realtà, non mi sembrava mai adatto e non mi convinceva mai al 100%, così non lo pubblicavo ( e mai lo farò).

In quel periodo mi ero anche appassionata di recensioni di libri e così è nata Bookish Fox in the box. (la pagina legata a questo blog), in cui per quasi un anno ho pubblicato recensioni a sprombattuto.
La pagina, però, viste tutte le limitazione che Mr. Zucchina impone, non ha avuto il gran successo che speravo e quindi, mi sono detta che era giunto il momento di aprire un blog.

Del tipo: lo fanno tutti, perchè io no?
Perchè sono un impedita con la tecnologia e se non ci fosse stata Grazia de La Spacciatrice di libri sarei ancora lì a cercare di capirci qualcosa.
Adesso penso di essermi messa in carreggiata: non è facile per una come me, che scrive ancora a mano, entrare in contatto con Blogger e i suoi meccanismi, ma ormai penso di aver imparato quello che c'era da imparare ed ora voglio migliorare sempre di più!
E qui entrano in gioco i piani diabolici di conquista di cui vi parlavo.
Cosa vuole combinare questa benedetta ragazza? vi chiederete voi.
Ora ve lo spiego.

Quello che voglio fare, in realtà, è molto semplice.
Prima di tutto, credo proprio che nasconderò la mia pagina di scrittura. Ormai sono secoli che non pubblico qualcosa e, per quanto mi pianga il cuore chiuderla, non mi va nemmeno di lasciarla inattiva.

Poi, voglio chiudere anche la pagina di recensioni. Per il semplice fatto che è talmente in disordine che faccio prima a ripartire da zero che a sistemarla.

Terzo punto, per quanto riguarda Facebook, voglio aprire una pagina legata esclusivamente al blog, che si chiamerà come il blog (la fantasia).
Lì raccoglierò, non solo le condivisioni delle recensioni e degli altri articoli che continuerete a trovare qui, ma anche le foto del mio buller journal, le foto delle mie uscite (quelle di cui vi parlerò nei preferiti), le condivisioni delle fanfiction che ho intenzione di scrivere e anche qualche cosina a caso scritta da me.

Altra cosa che voglio fare è passare al profilo aziendale su Instagram e legarlo al blog, in modo da avere un altro canale di condivisione e una possibilità di contatto.
Perchè, lo step finale, sarà quello di creare una mail Gmail apposita per il blog, dove potrà contattarmi chiunque di voi. Sia mai che si fa viva pure qualche casa editrice * huahuahua*
Ammetto che mi piacerebbe anche imparare ad usare Google+, ma lì mi servirebbe un aiuto da qualcuno di voi (AAA cercasi anima pia con molta pazienza.)

In questo modo spero di ottenere, da parte mia, più regolarità e migliori risultati, e da parte vostra, più visibilità e quindi partecipazione.

Quando avranno inizio questi piani?
Dato che il caldo mi uccide, credo proprio che se ne parlerà a settembre, anche se io sono già segretamente all'opera. Diciamo che volevo avere qualche parere e magari qualche consiglio soprattutto da chi è nell'ambiente da più di me.

Che ne pensate?
Avete delle proposte? 
Qualche cambiamento/miglioramento da suggerire?
Io sono a vostra disposizione!

Ed ora torno a sciogliermi per il caldo!
Ma solo io appiccico e sudo anche dove pensavo non fosse possibile?!?!

Alla prossima!

Silvia.

giovedì 22 giugno 2017

#3 Bullet Journal | tipi di tracker |

Dopo secoli e secoli, eccomi qui con un nuovo articolo dedicato al bullet journal!
Sto lavorando ad un progetto che secondo me potrebbe rivelarsi interessante, ma nel frattempo...oggi parliamo di tracker.



Prima di vedere nello specifico i vari tipi di tracker, cerchiamo di capire cos'è e a cosa serve.
Nella maniera più semplice, il tracker altro non è che un metodo utile al monitoraggio di alcune attività.
To track, infatti, vuol dire tracciare, perchè con il tracker noi tracciamo un grafico (più o meno semplice) dell'andamento di una certa attività.
Messo così può sembrare un po' complicato e anche dispersivo, in realtà i tracker sono utilissimi sotto molti fronti e non sono per nulla difficili da usare.




Prima di cominciare, vi avviso che alcuni di questi tracker io non li utilizzo (perchè per me non sono necessari) e che di altri riporterò il nome con cui io stessa li ho sempre sentiti chiamare. Se dovessero esserci correzioni da fare, non esitate a dirmelo.

Cominciamo con il tracker più semplice che potreste usare nel vostro bullet juornal: il tracker delle ore o giornaliero.

Quello che vedete nella foto qui accanto è il mio bullet journal con il layout che ho scelto per il tracker giornaliero.
Precedentemente lo disegnavo in un unica fila di quadretti ma l'effetto non mi piaceva più, così sono passata ad un riquadro 4x6 quadretti.
Il tracker delle ore è strettamente legato al color coding (codice colore). Come potete vedere nella parte sopra, i quadretti che rappresentano le ore del giorno, sono colorati in base all'attività svolta. 
Es.: giallo = ore di sonno.
Dalle 2 alle 9 ho dormito.
Arancio = tempo libero (che io identifico come i pasti ed eventuali spostamenti brevi)
Dalle 9 alle 10 ho fatto colazione e ho preso il tram fino al centro città.
Nella parte sotto, invece, potete vedere il tracker vuoto, pronto per essere colorato con le varie attività giornaliere.

A cosa serve un tracker delle ore?
Molto semplicemente a monitorare il vostro stile di vita giornaliero, tenendo traccia di quelle che sono le vostre attività principali e di quanto tempo impiegate a svolgerle.
Personalmente lo trovo molto utile perchè mi aiuta a capire se è il caso di aumentare o diminuire il carico di lavoro, le ore di sonno, il tempo che passo a leggere (che non sarebbe mai abbastanza, per come la vedo io), ecc...
Vi faccio un esempio: a fine mese scorro i vari tracker giornalieri per farmi un'idea di come strutturare le giornate il mese seguente. Se mi accorgo di aver trascurato il lavoro in favore della lettura o del sonno, mi auto-impongo di dormire di meno (ma sempre 8 ore, mi raccomando) e di impegnarmi di più nel lavoro. Oppure se mi accorgo di aver fatto pochi lavori domestici, mi impegno a gestire le giornate in modo che sia sempre tutto pulito e in ordine.
Sono esempi un po' stupidi, me ne rendo conto, ma la mia organizzazione ne ha tratto giovamento, ve lo posso assicurare.

Un altro tracker molto utile e forse il più usato è l'habit tracker o tracker delle abitudini.
Un tracker che vi occuperà forse un po' pi spazio rispetto a quello qui sopra, ma che si rivelerà nel corso del tempo molto molto utile. Io, ad esempio, non potrei farne a meno!

Inizialmente, nel vecchio bujo, usavo la visione mensile di questo tracker, ma mi sono accorta di non essere per niente regolare nella compilazione.
La regolarità è una delle mie croci, sappiatelo.
Con la vista settimanale (per cui mi sono ispirata a @qualcosadierre), invece, mi trovo benissimo e non dimentico mai di compilare.

Come funziona un habit tracker?
L'habit tracker non è altro che il monitoraggio di alcune abitudini tipiche della vostra giornata.
Avete l'abitudine di svegliarvi alle 7, ma sapete che qualche volta vi capita di sgarrare e volete vedere quante volte succede in un mese?
L'habit tracker fa per voi!
Se vi sveglierete alle 7 riempirete la casellina, mentre non lo farete se resterete a poltrire fino alle 10.
Ma potete anche sfruttarlo per darvi degli obiettivi.
Volete svegliarvi presto tutte le mattine perchè, come nel mio caso, avete bisogno di regolarizzare gli orari e volete vedere quanto riuscite ad essere regolari?
Allora riempirete la casella solo se riuscirete a raggiungere il vostro obiettivo e, a fine mese, vi renderete conto di quanto siete stati bravi e mattinieri.
Come vedete non è complicato.

Sotto, nella stessa pagina, potete vedere anche due social tracker utili soprattutto a chi gestisce un blog, una pagina Facebook, un profilo Instagram o un canale Youtube.
Il primo, il piccolino, serve a tenere conto di quando e quanti post avete pubblicato nel corso della settimana. Mentre l'altro, quello più grandicello, tiene conto dell'aumento o del calo di like/follower nei vari social.

Un altro tracker che ho cominciato ad usare quest'anno è il tracker dell'umore.
Anche in questo caso potete farne una visione annuale, mensile o giornaliera. Io ho deciso di cominciare con una visione annuale, ma non mi precludo la possibilità di crearne una versione settimanale o giornaliera. Diciamo che ci sto lavorando.

Anche il tracker dell'umore è di utilizzo molto semplice.
Si tratta di un metodo abbastanza pratico per monitorare il nostro umore nel corso del mese e, di conseguenza, anche nel corso dell'anno.
Vi confesso che inizialmente non ne vedevo l'utilità, ma poi mi sono convinta: tutto sta nel decidere i giusti stati d'animo da tenere d'occhio.
Io, ad esempio, sono una persona molto pigra e ansiosa perciò ho deciso di monitorare la mia produttività e la mia ansia, in aggiunta ad altri stati d'animo più basici.

Il funzionamento è semplice e intuitivo.
Tutto quello che dovete fare è colorare la casellina del giorno in base a quello che è stato l'umore predominante. Potete anche abbinare due colori, o creare caselline più grandi da dividere in mattina-pomeriggio-sera per avere un quadro più dettagliato.
Anche questo, insomma, è un tracker a libera interpretazione e che ognuno di voi può personalizzare in base alle necessità.
Se volete un parere personale, io mi trovo molto bene nonostante non sempre mi riesca di essere regolare. Per questo sto valutando l'idea di rivisitarlo in modalità settimanale.


Qui sotto, per concludere questo articolo kilometrico, vi propongo un collage con altri tracker che io non uso ma che ho sentito spesso nominare o che ho visto usare da altri.
Le immagini sono prese da Pinterest, dove potete trovare miliardi di idee utili e di spunti interessanti.



I primi due che incontriamo (numeri 1 e 2) sono altri due modi di strutturare l'habit tracker.

Nel primo caso (1) abbiamo un calendario per ogni attività, il che ci consente di visualizzare in maniera più dettagliata l'andamento mensile di una certa abitudine.
Non ho mai provato questo layout, ma mi da l'idea di essere comodo e scomodo allo stesso tempo.
Di sicuro c'è una certa comodità nel suddividere le attività, ma allo stesso tempo mi sembra dispersivo e utile solo se non abbiamo molto da monitorare.

Nel secondo caso (2) abbiamo la visione mensile dell'habit tracker di cui vi parlavo qui sopra.
Avendola usata vi posso dire che è molto comoda e che vi consente di monitorare molte attività contemporaneamente. Se come me, però, non siete costanti, a lungo andare potreste dimenticarvi di compilarlo.

Gli altri tre (3,4 e 5),invece, sono tracker più particolari e specifici.

Il terzo esempio (3) è un tracker delle serie tv che, lo dice il nome, vi serve per controllare l'avanzamento della visione delle vostre serie tv preferite.
In oltre vi serve anche per annotarvi le serie che vorreste vedere e per farvi un'idea del numero di stagioni ed episodi.
Non ho una foto disponibile, ma questo tracker è una new entry nel mio bullet journal e si sta rivelando molto utile.

Il quarto (4) e il quinto (5) esempio sono, rispettivamente, un tracker dedicato esclusivamente alle ore di sonno e uno ai passi fatti durante il giorno.
Percè ho esso proprio questi due?
Perchè volevo mostrarvi qualcosa di un po' più particolare, per farvi capire come sia possibile realizzare un tracker per qualsiasi cosa. Basta solo armarsi di pazienza per disegnare la struttura e impegno nel compilarlo.


Con questo si conclude il terzo articolo dedicato al bullet journal, spero vi sia stato utile e di non avervi annoiato.
So che vi avevo detto che vi avrei parlato anche del calendex, ma non volevo scrivere un articolo troppo lungo... ve ne parlerò la prossima volta insieme alla level ten life!

Alla prossima!

Silvia




giovedì 15 giugno 2017

#31 Cosa penso di: Il mistero del treno azzurro | recensione |

Questa è la mia seconda lettura di giugno.
Dov'è la prima?
La prima non c'è, per il momento, perché si tratta del libro scelto per il GDL di Grazia la Spacciatrice di libri e la recensione la leggerete a fine mese 😉
Questo, invece, è il libro che ho scelto per la sfida di lettura di LPS - Le parole segrete. Questo mese era prevista la lettura di un libro di un genere che non si legge spesso.
Cominciamo!


Il mistero del treno azzurro
di Agatha Christie.

Editore: Mondadori
Pagine: 244
Prezzo: 10,00€ (ebook 6,99€)

Trama:

Il lussuoso Treno Azzurro unisce nella notte Londra con la Costa Azzurra, trasportando personaggi dell'alta società, miliardari americani, nobili europei, ereditiere e investigatori famosi come Hercule Poirot.
Tra loro anche la giovane e bella Ruth Kettering, figlia del miliardario Van Aldin e moglie infedele del corrotto Derek Kettering.
Per lei, è l'ultimo viaggio: all'arrivo a Nizza, infatti, viene ritrovata strangolata e, per di più, senza la preziosa collana di rubini che aveva con sè.
Gli indiziati sono numerosi: il marito, l'amante, un'avvenente ballerina, un imprendibile ladro internazionale.
Chi è stato? 
La polizia brancola nel buio, ma non Poirot...



Ormai, dopo quasi sei mesi di recensioni, penso vi sarete resi conto quanto io adori il fantasy e credo anche che ormai sia chiaro che leggo prevalentemente questo genere.
In realtà leggo anche altri generi, alcuni che mi piacciono di più altri di meno, e tra i miei preferiti ci sono i gialli. Io adoro i gialli, anche se non li leggo spesso come vorrei.
I miei preferiti sono quelli di Sherlock Holmes, ma non disdegno nemmeno Maigret, mentre per quanto riguarda Agatha Christie, devo dire che apprezzo lo stile ma non sopporto Poirot.
E che libro sono andata a scegliere? Ovviamente uno con Poirot, perché una seconda possibilità non si nega a nessuno.


Il mistero del treno azzurro, come tutti i gialli che si rispettino, è la storia di un omicidio.
Il Treno Azzurro è un treno di lusso che collega Calais alla Costa Azzurra e che si fa scenario di un omicidio misterioso.
Ruth Kettering, figlia del miliardario americano Rufus Van Aldin viene trovata morta nella sua cabina in circostanze piuttosto misteriose. La sua morte sembra essere solo la conseguenza di una rapina, ma Poirot, che si trovava in viaggio sul treno, non ne è così convinto.
Cominciano quindi le indagini per capire chi abbia ucciso Ruth Kettering. Principali indiziati sembrano essere il marito Derek Kettering, da cui la donna aveva intenzione di divorziare, e l'amante il conte la Roche a cui la donna stava per ricongiungersi.
Nelle indagini di Poirot viene coinvolta Katherine Gray, trovatasi per caso a parlare con la vittima poco prima della sua morte e, per circostanze quasi assurde, conoscente di Derek Kettering.
Importante dettaglio dell'omicidio, è la sparizione dei gioielli che la vittima portava con sé, perché dal principio fino alla fine nulla è quello che sembra e l'assassino si rivela essere il personaggio più improbabile.


Vi fa capire quanto poco io legga gialli, il fatto che questo è il primo che mi trovo a recensire e, onestamente, non idea di come strutturare la recensione e se sia necessario apportare modifiche a quello che, di solito, è il mio modo di procedere.
Dovendo stare attenta a non fare spoiler, col rischio di svelarvi l'assassino prima del tempo, cercherò di dire ma non dire...proprio come fa Poirot.

A proposito di Poirot, vediamo i personaggi.
Da un punto di vista generale, i personaggi non sono affatto male, anzi sono ben caratterizzati. Ci vengono descritti abbastanza bene anche da un punto di vista fisico, ma è il lato caratteriale quello che più colpisce perché ognuno ha un carattere diverso con degli atteggiamenti specifici che lo rendono subito identificabile.
Ovviamente mi riferisco principalmente ai protagonisti, ma anche i personaggi secondari sono realizzati bene.
Bisogna dire, però, che in questo genere la parte più importante la fa la trama. I personaggi sono necessari, come credo sia ovvio, ma non c'è l'obbligo di caratterizzarli in maniera perfetta o di renderli in maniera tale che il lettore si identifichi. L'unica cosa che è inevitabile, quando si parla di personaggi, è provare o meno simpatia o antipatia che, secondo me, sono cose che vanno oltre la caratterizzazione.
Ditemi che non vi è mai capitato di trovare un personaggio ben caratterizzato, ma antipatico sopra ogni dire (o il contrario)?!
In tal proposito, mi vedo costretta ad aprire una parentesi sul nostro Hercule Poirot, "forse il migliore investigatore privato del mondo"
Al di là di uno spontaneo "tiratela meno", che mi è salito alle labbra circa venti volte mentre leggevo il libro, non posso evitare di confessare la mia totale antipatia nei confronti di Poirot.
Lo trovo un personaggio realizzato molto bene e con un'ottima caratterizzazione, non fraintendetemi, ma "a pelle" non sono mai riuscita a sopportarlo. Credo che dipenda proprio dal fatto che è un personaggio completo nella sua resa e con un carattere bene definito.
A volte penso che la Christie abbia voluto renderlo antipatico di proposito.
Poirot, per chi non lo conoscesse ( a detta sua sarebbe una tragedia), è un ometto dalla testa ad uovo con due improbabili baffetti e una discreta considerazione di sé stesso. Poirot fa l'investigatore privato e, alla stregua della Signora in giallo, sembra essere sempre nel posto giusto al momento giusto. E il posto giusto è dove c'è un omicidio, ovvio no?!
A mio parere Poirot pecca un po' troppo di presunzione e, in maniera velata (ma non troppo), tende sempre ad auto-promuoversi. In più è un gran ruffiano, lasciatemelo dire!
Non lo boccio nella sua totalità, perché anche lui ha dei rari momenti di simpatia, ma a mio parere non bastano a renderlo uno dei miei personaggi preferiti in tema di investigatori.
E adesso basta se no scrivo un trattato.

L'ambientazione principale è il Treno Azzurro, perché è lì che avviene il fatto increscioso. Ci sono poi altri luoghi più o meno importanti, che costituiscono ambientazioni secondarie non sempre necessarie alla trama, ma più di passaggio. Non so se mi spiego...
In ogni caso, devo dire che le descrizioni sono sempre ben rese e ovviamente si arricchiscono di particolari quando il luogo preso in esame è fondamentale alle indagini di Poirot e quindi alla trama.

Ma veniamo ora alla parte più importante in un libro giallo: la trama, per l'appunto. E con essa, ovviamente, vedremo anche lo stile di scrittura.
Vi dirò che la trama è molto molto ben congeniata!
Nulla è lasciato al caso e tutto, alla fine, trova la sua soluzione. Ovviamente non mancano i colpi di scena: il lettore, inizialmente, è portato ad orientarsi verso la colpevolezza di un personaggio o due, senza però prestare attenzione a dettagli fondamentali. Tutto acquisisce maggiore chiarezza verso la fine, quando risulta più semplice entrare in sintonia con i ragionamenti di Poirot e arrivare alla soluzione del caso.
Io, ad esempio, ad un certo punto della lettura ho cominciato ad avere dei sospetti (che credevo abbastanza infondati, in realtà) su un certo personaggio: che poi si è rivelato l'assassino.
Ma non posso dirvi altro se no non è più divertente.

Per quanto riguarda lo stile, la scrittura della Christie è senza dubbio scorrevole e senza troppi fronzoli che distraggono il lettore.
Il suo stile è chiaro, preciso,dettagliato ma non in maniera eccessiva e consente una lettura abbastanza veloce. C'è solo una cosa che mi ha un po' rallentato e anche un po' destabilizzato.
Mi riferisco al fatto che per i primi dieci capitoli non succeda assolutamente nulla. Intendiamoci, ho capito benissimo che i primi capitoli servono a lanciare degli spunti al lettore, ad introdurlo al meglio nella scena e a fornirgli la possibilità di fare le sue indagini. Però, bisogna ammetterlo, ci rende conti di questo solo alla fine del libro; prima è inevitabile pensare che i prii dieci capitoli siano un pochettino inutili e che rallentano la lettura.

Insomma, in definitiva, si è trattata di una lettura interessante ed entusiasmante. Come, del resto, sono tutti i gialli!
Restare incollati alle pagine, farsi un sacco di idee su chi potrebbe essere stato l'assassino, tentare quasi di analizzare le prove...il bello dei gialli è proprio questo: hanno senza dubbio la capacità di coinvolgere il lettore fino alla fine.
Più nello specifico, questo non è stato un brutto libro, anzi!
Purtroppo però non mi ha preso come speravo.
Mi è piaciuto, non lo nego, ma non al punto da dargli un punteggio pieno. Sono dell'idea che la Christie abbia scritto di meglio e voglio assolutamente recuperare altri suoi romanzi.
La mia antipatia per Poirot e forse il fatto che non sono più abituata a leggere questo genere, sono fattori che mi hanno sicuramente influenzata, nonostante questo lo consiglio a chi ama il genere e anche a chi si avvicina per la prima volta a queste letture.
Non è un giallo complesso ed è sicuramente leggibile anche a chi è nuovo del genere.


Il mio voto è:
✰✰✰
3/5

Alla prossima!

Silvia

lunedì 12 giugno 2017

#6 Diario di bordo: Il mio mese di MAGGIO

Ovvero di acquisti belli, cibo buono, cervicali e codici a barre (ancora).


Maggio è stato un mese pieno di cose belle, ma anche di impegni: vediamolo più " da vicino".

Ma quanto sono belli i mesi che cominciano di lunedì?!
No, non sono matta è solo una delle mie fisse da precisetti. I mesi che cominciano di lunedì mi sono sempre piaciuti, perché la divisione in settimana è bella netta. Non so se mi spiego, nel caso fate finta di nulla e andate avanti. Anzi, forse è meglio se vado avanti anche io.

La prima settimana di maggio è stata caratterizzata da due acquisti super belli e dal compleanno della mia amica Lisa.
Oltre al classico giretto in centro, alla conquista di nuovi manga (e a scialacquare i risparmi), sono anche andata prendermi una borsa nuova.
La maggior parte delle donne sta in fissa con le scarpe, io appartengo alla categoria borse. Adoro le borse, anche se non ne compro quante vorrei perché cerco di fare trading autogeno e contenermi.
In questo caso, la meditazione non ha funzionato. Shame on me!
Non dovevo comprare nulla e invece sono tornata a casa con un borsa gialla ♡ quella che vedete in foto, insieme al bellissimo cuscino preso qualche giorno prima. Perché i cuscini sono un'altra delle mie fisse assurde.
E poi c'è stato il compleanno di Lisa! 
Cosa ovviamente non meno importante di cuscini e borse, anche se i festeggiamenti li vediamo più avanti 😁

La seconda settimana è stata un mix di festeggiamenti, produttività e cervicali.
Che bello, vero?!
Io odio i cervicali!
Mi tolgono tutta la voglia di fare, e già grazie alla mia pigrizia congenita ne ho pochetta. Fate un po' voi...
Comunque, se non è un dolore molto forte qualcosina tranquilla riesco a farla, tanto che ho fatto le pulizie in camera mia! *applauso*

Ma, cervicali a parte...
Questa è stata la settimana dei festeggiamenti!
Ebbene sì, perchè al venerdì sera abbiamo festeggiato il compleanno di Lisa a casa sua con un dopocena da vere lady inglesi. No scherzo, abbiamo mangiato torta e bevuto un po' di tutto ma niente alcolici 😉
Mi sono divertita tantissimo e ho riso un sacco!
Sono contentissima che il mio regalo le sia piaciuto anche se ho avuto qualche difficoltà con la scrittura della dedica. Non ci so fare con queste cose 😂

Veniamo alla terza settimana!
Sono tornata in centro a spendacciare, perché sono una brutta persona.
In realtà avevo un bellissimo buono del 15% da usare alla Mondadori e non ho resistito alla tentazione di comprare The Fate of the Tearling e il nuovo Leuchtturm giallissimo. Lo userò per il bullet journal il prossimo anno, questo è certo!
Ho assaggiato il burger senza glutine del McDonald e mi è piaciuto un sacco! Finalmente anche io potrò mangiare un panino al Mc come tutti, me felice.
I panini, però, sono anche uno dei piatti che ho sperimentato questo mese. Per la precisione i panini con l'avocado. Ultimamente ho una passione per l'avocado, pensare che prima lo accettavo solo nel sushi...
E poi l'acquistone del mese! I mini funko pop di Wall-E e Baymax presi al game stop per 5,00€.
Avete capito ben: 5,00€ di due! Li vedete qui in foto, non sono bellissimissimi?!

E per concludere la quarta settimana a cui accorpo anche gli ultimi tre giorni del mese.
Con un colpo di mano, questa settimana, mi sono accaparrata la box in metallo da 48 Faber Castell e i mini pennarelli Crayola che sono perfetti per la calligrafia. Adesso non mi resta che allenarmi!
Dato che è stato parecchio caldo, ho sfoggiato la mia gonna nera lunga: acquisto di un paio d'anni fa dettato dalla pazzia.
Hanno fatto i Minion in tv e anche se conosco il film a memoria, non ho resistito e l'ho visto facendo il doppiaggio di metà battute; c'è stata la finale di Amici e ha vinto Andreas (finalmente un ballerino!) e io ho rivalutato Riccardo, devo dire che le sue canzoni non sono affatto male e ho finito la prima serie de Il trono di spade.
Ah, e sono arrivati i cuscini dei nani all'Alì. Li aspettavo da tre mesi!

In tutto questo, durante maggio sono andata avanti con il mio lavoro di codici a barre. Sono a buon punto e sono molto soddisfatta del mio lavoretto perché non è assolutamente una cosa che fa parte del mio percorso di studi e sono davvero contenta che stia procedendo tutto come deve.

Come vedete maggio è stato un mese piuttosto pieno, ma ci sono state anche tantissime cose belle!

Ed ora vediamo velocemente i PREFERITI DEL MESE!

LIBRO: il libro del mese non può che essere LA ROSA DEL CALIFFO! Come potete leggere nella recensione, ho amato questo libro al pari del primo volume della duologia. Menzione speciale per IL TRONO DI SPADE che si è dimostrato una rivelazione.

FILM: questo mese non sono andata al cinema, quindi come preferito vi dico assolutamente MINION - the movie.
Voi non lo sapete, ma io sono fissata con i minion, mi piacciono moltissimo a discapito della mia veneranda età.

SERIE TV: anche se l'avevo già vista, ho recuperato la prima stagione de IL TRONO DI SPADE. Non me lo ricordavo così...come posso dire...spinto (?) ma mi è piaciuto.

CANCELLERIA: vabbè, che ve lo dico a fà! Ovviamente i miei bellissimi mini pennarelli troppo kawaii della Crayola.
Hanno anche dei nomi simpaticissimi!

TE' e TISANE: cito la tisana fredda a cui non avrei dato un centesimo che ha portato a casa Madre! Super! Si tratta della tisana a freddo Drenante Anticell de L'Angelica, a base di Matè, Ciliegio e Meliloro.

ACCESSORIO: la nuova borsa gialla, ovviamente! Piccola, ma capiente, dove posso mettere tutto quello che mi serve tranne la bottiglietta dell'acqua, ma vabbè.

CANZONE: più che una canzone, questo mese vi propongo un album intero. Si tratta di ONE MORE LIGHT nuovo album dei Linkin Park. Chi non apprezza queste nuove canzoni, secondo me, non ha capito nulla dei Linkin Park.

MAKE UP: questo mese, complice il caldo, non ho un prodotto di make up da proporvi. Mi sono truccata molto poco e ho usato sempre le stesse cose, quindi non ci sono novità. Vi cito un prodotto per capelli con cui mi sto trovando molto bene, ovvero L'OLIO STRAORDINARIO ELVIVE della L'Oreal.

APP: l'app del mese è FOLLOWER INSIGHT utile per tenere sotto controllo i follower "furbetti" su Instagram. L'ho scoperta a inizio del mese e, devo dire, che torna molto utile.
Non mi piace seguire e poi smettere, ma a mali estremi, estremi rimedi!

YOUTUBE: anche questo mese vi nomino uno youtuber che di certo non ha bisogno della mia "pubblicità", si tratta de IL SIGNOR FRANZ.
Del suo canale mi piacciono i video di viaggio e "le curiositànz" che sono troppo divertenti!

E anche questo mese la chiudiamo qui con il bla bla bla!
Come sempre spero di non avervi annoiato e spero anche che questi articoli di ricapitolo vi piacciano!



Ci si rivede a giugno!

Silvia.

sabato 10 giugno 2017

#30 Cosa penso di: Taboo Tattoo vol. 2 - Shuriken & Pleats vol. 1 - Mille tempeste.

Ed eccoci arrivati alle letture non librose del mese di maggio.
Questo mese, due manga e una graphic novel: un buon risultato direi! 

Taboo Tattoo vol. 2

Manga

Categoria: Shonen (action/sovrannaturale)
Autore: Shinjiro
Disegni: Shinjiro
Editore: J-Pop
Pagine: 192
Prezzo: 5,90€


Come avevo previsto, in questo secondo volume qualcosina in più viene spiegato. La storia però si complica ancora, si fa più movimentata (se possibile) e si aggiungono dei nuovi personaggi.
Devo dire che, questa serie manga, non è affatto male anche se non sono ancora del tutto coinvolta.
Sono molto indecisa se continuare o meno la serie, penso che per il momento la terrò in sospeso per dedicarmi al completamento di altro. Non mi sento neanche di dare un voto diverso a quello del primo volume.

Il mio voto è:
✰✰✰
3/5

Shuriken and Pleats vol. 1

Manga.

Categoria: Shojo
Autore: Matsuri Hino
Disegni: Matsuri Hino
Editori: Planet Manga
Pagine: 192
Prezzo: 4,50€

Shuriken and Pleats è la storia di Mikage, una ragazza che fa parte di una famiglia di Ninjia e che, a da guardia del corpo ad un uomo d'affari inglese a cui hanno ucciso la moglie e la figlia.
Affezionatasi molto al suo padrone, alla sua morte, Mikage decide di andare in Giappone secondo il volere dell'uomo.
Qui, il suo desiderio sarebbe quello di dedicarsi alla normale vita di una ragazza della sua età, ma un incontro inaspettato glielo impedisce. Mikage si troverà quindi nuovamente coinvolta in una "guerra" famigliare e tra ninja.

Matsuri Hino è la stessa autrice di Vampire Knight, che io conosco solo di fama. Devo dire che, come approccio allo stile di questa mangaka, questa serie composta di soli due volumi (il secondo è già in fumetteria), non si è rivelato affatto male. La storia mi ha coinvolto, tanto che a breve acquisterò il volume conclusivo, e il personaggio di Mikage mi ha incuriosito subito. Lo stile di disegno è ottimo! Curato, dettagliato, dai volti espressivi e realizzato in maniera perfetta anche nelle "inquadrature" più in lontananza.
Sicuramente consigliato a chi conosce l'autrice ma anche, e soprattutto, a chi le si approccia per la prima volta.

Il mio voto è:
4,5/5

Mille tempeste.

Graphic Novel.

Collana: Prospero's Books
Autore: Tony Sandoval
Disegni: Tony Sandoval
Editore: Tunuè
Pagine: 144
Prezzo: 18,90€ 

Mille tempeste è la storia si Lisa, una ragazzina dai capelli bianchi che ama collezionare sassi e ossa.
Un giorno si imbatte in uno strano albero che si rivela essere il portale per un altro mondo. Rubando un dente da un teschio, risveglia un demone che poi oltrepasserà il portale e cercherà di catturare tutti i bambini del villaggio.
Nel frattempo Lisa si trova coinvolta nei primi problemi amorosi.
Messa così, sembra un gran caos, ma in realtà si tratta di una graphic novel molto carina. Si alternano alla perfezione momenti romantici (di quel tipico romanticismo adolescenziale) a momenti fantasy con mostri, esserini magici e trasformazioni assurde.
Ammetto che, io stessa, in base alla copertina, mi aspettavo qualcosa di diverso ma comunque non sono rimasta delusa. La cosa che più mi ha colpito, in ogni caso, è lo stile delle illustrazioni.
Sandoval propone un mix di stili molto interessante, ma soprattutto una scelta di colori che non può non                                                                                                          catturare il lettore. A mio parere un'opera che merita di essere acquistata, anche solo per le illustrazioni ottime.

Il mio voto è 
4,5/5

giovedì 8 giugno 2017

#29 Cosa penso di: La rosa del califfo | recensione |

Ultima lettura librosa di maggio!
Mi sembra assurdo aver completato la tbr con solo un giorno di ritardo...
(perchè voi la recensione la leggete l'8, ma io ho finito il libro l'1).
Volevo assolutamente leggere questo libro senza lasciar passare troppo tempo dall'uscita e ce l'ho fatta!



La rosa del califfo
di Renèe Ahdieh.

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 432
Prezzo: 10,00€ ( ebook 2,99€)

Trama:
Shahrzad è stata la moglie del califfo di Khorasan. Era giunta nella sua dimora con lo scopo di vendicare la morte di altre fanciulle andate in sposa a lui. Poi il suo piano è saltato, Khalid non è infatti il mostro che tutti credono. E' un uomo tormentato dai sensi di colpa, vittima di una potente maledizione. Ora che è tornata dalla sua famiglia, Shahrzad dovrebbe essere felice, ma quando scopre che Tariq, suo amore d'infanzia, è alla guida di un esercito e sta per muovere guerra al califfo, la ragazza capisce che deve intervenire se vuol salvare ciò che ama. Per tentare di evitare una sciagura, spezzare quella maledizione, ricongiungersi a un uomo di cui ora scopre di essersi innamorata, Shahrzad farà appello ai suoi poteri magici, a lungo rimasti sopiti dentro di lei...





Io vorrei assicurarvi che questa recensione sarà priva di fangirlaggio di qualsiasi genere, ma non ne sono del tutto certa. Nel caso, portate pazienza.
Lo scorso anno, più o meno in questo periodo, ho letto La moglie del califfo e me ne sono innamorata! E, credetemi, non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto, soprattutto perchè non avevo mai letto un retelling prima ed ero molto in dubbio sul genere.
Dopo La moglie del califfo, ho letto altri retelling ma non ne ho più trovato uno al pari di questo.
Direi però che è il caso di andare per gradi.


La rosa del califfo continua a raccontare la storia di Shahrzad e Khalid dove l'avevamo lasciata al termine di La moglie del califfo.
In questo secondo ed ultimo volume, vediamo Shahrzad e Khalid separati e lontani, entrambi alle prese con non pochi problemi da risolvere.
Ray, la città d'origine della nuova Califfa è stata quasi rasa al suolo; la maledizione di Khalid è sempre più faticosa da sopportare e Shahrzad è stata portata lontano dal suo amato Califfo, in un accampamento "nemico".
Tutto ciò che Shahrzad vuole è liberare Khalid dalla maledizione che lo opprime e che gli impedisce di essere l'ottimo califfo che in realtà è. Per fare questo, però, la giovane dovrà scendere a patti, accettare compromessi ed entrare in contatto con la magia che scorre dentro di lei.
Tra intrighi, tradimenti reali o presunti, un grande amore che non può essere ostacolato e una guerra che sembra essere alle porte si svolge l'intera vicenda del secondo ed ultimo volume di questa mini-saga.

Raccontarvi la trama in maniera più approfondita vorrebbe dire farvi uno spoiler dietro l'altro e, ne sono certa, non è questo ciò che volete.
Cercherò, anche nel corso dell'intera recensione, di tenermi più vaga possibile in modo da non svelarvi troppo e rovinarvi così la lettura.

Se non avete letto La moglie del Califfo... dovete recuperare assolutamente!
No, scherzi a parte, se non avete letto il primo volume di questa duologia, vi cosiglio caldamente di recuerarlo prima di leggere questo, perchè non capireste assolutamente nulla. La storia, infatti, comincia nel bel mezzo dell'azione e si entra subito nel vivo della narrazione.
Quindi: correte a recuperare il primo volume!
Se invece non sapete cosa sia un retelling, ve lo spiego brevemente.
Un retelling è, molto banalmente, la riscrittura in chiave diversa di una storia già esistente; in un certo senso è l'equivalente del remake di un film.
Il succo della trama non cambia, ma l'autore del retelling può cambiare l'ambientazione, il genere o aggiungere alcuni particolari di sua invenzione.
Nello specifico, La moglie del Califfo e La rosa del Califfo sono il retelling de Le mille e una notte.

I personaggi che incontriamo in questo secondo libro sono esattamente gli stessi del primo, con qualche new entry.
Protagonisti principali sono sempre Shahrzad e Khalid, che già conosciamo molto bene, perché attorno a loro ruota l'intera vicenda. Durante la narrazione, però, in questo volume abbiamo modo di entrare in contatto con altri personaggi che prima erano solo marginali o secondari. Uno tra questi è Irsa, la sorella minore di Shazi, che si rivela un personaggio davvero interessante e che io ho apprezzato molto.
Un altro personaggio che possiamo conoscere meglio è Rahim, amico fidato di Tariq e segretamente (ma neanche tanto) innamorato di Irsa. Non apprezzare Rahim è da considerarsi reato! Si è rivelato essere un gran personaggio, a tratti fondamentale per la svolgimento della narrazione e io credo proprio che possa rientrare nella top 5 dei miei preferiti.
Due personaggi che invece non ho proprio sopportato, oltre ai classici antagonisti (che sono sempre odiosi, inevitabilmente), sono Tariq e il padre di Shazi.
Tariq è stato un clamoroso "no!" fin dal primo libro. Non sono mai riuscita a farmelo stare simpatico, nonostante non sia un personaggio totalmente negativo; purtroppo per lui vuole mettere i bastoni tra le ruote a Shazi e Khalid e io questo non lo posso accettare.
Per il padre di Shahrzad la questione è un po' diversa, per lui ho nutrito un'antipatia ad intermittenza. Si tratta di un uomo completamente soggiogato dalla sete di potere, al punto quasi di dimenticare l'amore per le proprie figlie e per lui non si può provare altro che pena.

Ciò che mi ha colpito particolarmente, così come era stato per La moglie del Califfo, sono stati i legami e le interazioni tra i personaggi. Ci sono legami che si fortificano, altri che vengono messi in dubbio e altri ancora che si spezzano. Ho trovato particolarmente interessante osservare il modo in cui tutto questo avviene, perché in questo libro non c'è mai nulla di lasciato al caso quando si tratta di emozioni e rapporti interpersonali.
Piccola mozione per la storia tra Despina e Jalal che mi ha incuriosito e catturato fin dal principio e che sembra inizialmente un po' buttata lì, per poi rivelare anche una certa importanza.

Anche per quanto riguarda le ambientazioni abbiamo qualche aggiunta.
L'Ahdieh descrive tutto in modo così preciso e accurato che è quasi impossibile non trovarsi a passeggiare con Khalid nel suo palazzo o tra le case distrutte di Ray, nascosta nel deserto con Shahrzad o prigioniera con lei in una cella, nascosta in una tenda, in viaggio sul tappeto volante...
Insomma, delle descrizioni ottime che non possono fare altro che catturare e coinvolgere il lettore.

Coinvolgente è anche la giusta definizione per lo stile di scrittura dell'Ahdieh.
Non restare incollati alle pagine è impossibile!
Al termine di ogni capitolo si ha davvero la necessità di leggere il seguente per saperne di più, perchè ogni volta c'è qualcosa di nuovo da scoprire: si risolvono misteri e se ne creano altri, la matassi si dipana e si ingarbiglia sempre di più, srotolandosi tra intrighi, sospetti, tradimenti e tanto altro.
Emozionarsi ed appassionarsi è inevitabile, perchè i sentimenti che i perosnaggi provano sono sempre forti e ben definiti. Soffrire e gioire con loro è l'unica cosa che si può fare.

Unico difetto di questo libro: è finito troppo presto!
No, sul serio, l'unico difetto che posso trovare è la velocità con cui si svolgono certi eventi. In certi punti sembra che tutto accada in maniera troppo veloce e affrettata.
Non si tratta di un difetto sostanziale, perchè non preclude la bellezza del libro e non stravolge per nulla l'esperienza di lettura.

Ovviamente lo consiglio a tutti, perchè c'è quella giusta commistione di generi che può mettere tutti d'accordo.

Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5


Alla prossima!

Silvia



martedì 6 giugno 2017

#28 Cosa penso di: Milk and Honey | recensione |

Quarta lettura di maggio, pronta per voi!
Non lo voglio dire troppo forte, ma potrei completare la tbr anche questo mese e, nel frattempo, essere anche regolare con la pubblicazione.
Io però non ho detto nulla...
Voi non sapete niente...
( quando ho scritto la recensione, ancora non avevo completato la tbr XD )


Milk and Honey
di Rupi Kaur.

Editore: tre60
Pagine: 204
Prezzo: 12,00€ (ebook 3,99€)

Trama:

Dolore, amore, abbandono, guarigione; questi i temi di cui parla Rupi Kaur in "Milk & Honey"... Uno strumento per affrontare, tramite la poesia, i momenti più difficili della vita, perché "il bene è dappertutto, devi solo essere disposto a vederlo".






Non so se ve ne ho mai parlato, ma la poesia non è mai stato uno dei miei generi preferiti.
Quando la studiavo a scuola me la cavavo piuttosto bene, sapevo cogliere sempre ciò che era necessario ai fini di una buona interpretazione, ma non sono mai stata in grado di farmi coinvolgere completamente.
Quando ho sentito parlare di Milk and Honey, ho inizialmente pensato fosse il classico libricino di poesie un po' sdolcinate che piace tanto alle amanti del romance. Credo sia inutile dire che mi sbagliavo e anche parecchio.
Ovviamente, trattandosi di una raccolta di poesie, questa sarà una recensione un po' diversa dal solito, spero di fare un buon lavoro.

Milk and Honey è un libro abbastanza sottile, che si legge tutto d'un fiato ma che andrebbe invece assaporato pagina per pagina.
Si tratta, come vi dicevo, di una raccolta di poesie di Rupi Kaur, una giovane scrittrice di origine indiana, che ora vive in Canada con la sua famiglia. Appassionata di poesia e disegno, fin da bambina usava scrivere piccoli componimenti per gli amici nel giorno del loro compleanno o per i suoi innamorati. Con il passare del tempo, ha imparato ad esprimere attraverso la poesia quello che le accadeva in maniera più diretta e personale, anche nel tentativo di esorcizzare le avversità della vita.
Una particolarità della Kaur è il suo abbinare alle poesie un'illustrazione o un disegno che la riassuma o che le si accosti e la completi.
Si tratta di disegni semplici, dal tratto lineare, ma comunque carichi di emozioni e necessari alla comprensione della poesia. Personalmente mi sono piaciuti moltissimo, soprattutto perché sono realizzati dall'autrice stessa.






Entriamo ora più nello specifico nella struttura di questa raccolta.
La cosa interessante è la divisione in quattro sezioni, ognuna per un particolare momento della vita dell'autrice.

La prima sezione è intitolata il ferire e ci parla del rapporto della Kaur con la sua famiglia, nello specifico con il padre, e della condizione della donna nel suo paese d'origine, ma anche nella società in generale. In questa sezione ci troviamo davanti a situazioni dolorose, a tratti molto forti.

La seconda sezione è intitolata l'amare e contiene forse le poesie più coinvolgenti, forti e passionali.
In questa sezione Rupi Kaur si lascia andare all'amore, che descrive in tutte le sue forme senza mai cadere nella volgarità o nel banale.

La terza sezione è intitolata lo spezzare e tratta della fine di un rapporto. Non si parla però solo della sofferenza dopo la fine di una relazione amorosa, ma anche di tanti altri aspetti della vita in cui ci si sente spezzati e sofferenti. Si parla di sofferenza fisica ma anche psicologica ed è inevitabile parlare anche di perdita.

La quarta ed ultima sezione si intitola il guarire e può essere considerata la fine di un percorso, l'arrivo alla consapevolezza di sé stessi. L'arrivo a quella sensazione speciale che si prova quando, finalmente, ci si sente consapevoli di aver migliorato noi stessi e la nostra vita.
Si tratta di un trionfo del bene sul male, di un'acquisizione di sicurezza, di un sentirsi nuovamente forti, nonostante le brutte esperienze della vita.


Non sono molto pratica di poesia, quindi non so se riuscirò a darvi un parere competente su questa raccolta.
Da un punto di vista di semplice lettrice, posso dire che lo stile di scrittura di Rupi Kaur è senza dubbio coinvolgente ed emozionante.
Le sue poesie non presentano costruzioni particolari o termini complessi. Tutto è pervaso da una grande semplicità che cattura subito il lettore che si sente in sintonia con le esperienze narrate dalla scrittrice.

Ovviamente in base a quello che la vita ha messo sulla nostra strada, ognuno di noi si identifica più con le poesie di una sezione piuttosto che un'altra.
Personalmente mi è piaciuta tantissimo il guarire, perché mi ha trasmesso molta forza e molta consapevolezza.

Siccome non mi sento in grado di dare giudizi tecnici, preferisco fermarmi qui.
Posso dire, però, che questo volumetto è senza dubbio consigliato anche a chi, come me, non ama la poesia o non si è mai approcciato al genere.
Io mi sono sentita coinvolta e avrei voluto leggere tutto il libro in un giorno, perché sarebbe davvero fattibile vista la scorrevolezza, ma ho preferito concedermi solo qualche poesia ogni giorno per poter assaporare meglio le emozioni che ognuna di loro voleva trasmettermi.

Non essendo una grande amante del genere, ormai lo avrete capito, mi sono sentita coinvolta e mi sono emozionata ma non completamente. Forse si tratta semplicemente di un problema di traduzione, perché penso che sia molto meglio letto in lingua originale.

Senza dubbio lo consiglio, ma non mi sento di dare un giudizio pieno, nonostante io possa dire di averlo apprezzato molto.



Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5



Alla prossima!

Silvia

venerdì 2 giugno 2017

#27 Cosa penso di: Il trono di spade vol. 1 | recensione |

Terza lettura di maggio!
Il malloppone!
Con questo libro partecipo alla sfida di lettura di LPS-Le parole segrete, il tema di maggio è: un libro che ti è stato consigliato.
Questo libro mi è stato consigliato dalla mia amica Cristina, che me ne ha parlato così bene da convincermi a leggerlo.


Il trono di spade - il grande inverno
di George R. R. Martin.

Editore: Mondadori
Pagine: 1495
Prezzo: 12,00€ (ebook 7,99€)

Trama:

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord, la Barriera - una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei - sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l'inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de "Le cronache del ghiaccio e del fuoco". Questa edizione presenta in un volume unico "Il trono di spade" e "Il Grande inverno", corrispondente al Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, così come concepito dall'autore.


Ammetto che, in questo caso specifico, faccio parte di quella categoria di persone che prima ha visto la serie tv e poi ha letto il libro.
A suo tempo, e si parla di qualche anno fa, la serie mi era piaciuta ma non mi aveva entusiasmato al 100%, tanto che avevo visto solo la prima stagione. Dopo aver letto il libro, però, ho sentito la necessità di recuperare anche le altre stagioni, ed ecco che si spiega il discreto ritardo con cui pubblico la recensione.
Prima di scriverla, ho preferito vedere la prima stagione della serie tv (giusto per rinfrescarmi la memoria) in modo da potervi fornire anche un piccolo confronto.

Spiegare in poche parole la trama de Il trono di spade è cosa tutt'altro che semplice, soprattutto vista la mole del volume e degli intrighi che si incontrano nel corso della narrazione.
Come vedete nella foto qui accanto, però, il tutto è riassumibile con una frase:
Nel gioco del trono, o giochi o muori.
Tutta la vicenda, infatti, ruota attorno al Trono di Spade, su cui, all'inizio del libro siede Robert Baratheon. Grazie all'aiuto del gemello della moglie Cersei, Jaime Lannister detto lo sterminatore di re, Robert ha spodestato il re folle della casa Targaryen e ora governa i sette regni.
Mantenere il trono però non così semplice come lo è stato conquistarlo e Robert chiede l'aiuto del suo amico fraterno Eddard Stark, lord di Grande Inverno. Un uomo d'onore, saggio, assennato e buon governatore del Nord.
Arrivato ad Approdo del Re come Primo Cavaliere, Eddard si scontrerà con una realtà totalmente opposta a quella delle terre del Nord: intrighi, sotterfugi, tradimenti sono alla base della vita di corte e la cosa più importante da capire e di chi fidarsi per davvero.
Da qui comincia la vera vicenda, quella che seguirà le storie di vari personaggi, ognuna delle quali finirà con l'intrecciarsi con il Gioco del Trono.

Come vedete la trama non è affatto semplice e, devo dire che, aver visto la serie tv mi ha aiutato parecchio a dipanare la matassa.
Nella serie tv (nello specifico la prima stagione), infatti, molti degli inganni di palazzo, sono ben visibili allo spettatore che quindi riesce a comprendere al meglio certi atteggiamenti dei personaggi principali. Per quanto riguarda il libro, invece, tutto si risolve solo verso la fine del volume, quando ormai il lettore si è fatto una sua idea che, inevitabilmente, viene smontata in quattro e quattro otto.

La grande abilità di Martin, almeno a mio parere, è proprio questa: permettere al lettore di farsi una sua idea e poi distruggerla in un battito di ciglia. Perché, credetemi, in questo libro quasi nulla è quello che sembra, anzi spesso è tutto il contrario di tutto.
Ma andiamo con ordine!

Il Trono di Spade è un romanzo un po' atipico, o per lo meno, diverso da tutti quelli che mi sono ritrovata a leggere fino ad ora, soprattutto per quanto riguarda i personaggi e lo stile narrativo scelto.

In questo libro, infatti, non abbiamo un protagonista principale attorno al quale si svolge l'intera vicenda e che si capisce subito essere il fulcro della storia. I personaggi che ci vengono presentati, chi più chi meno, sono tutti a loro modo protagonisti.
Si potrebbe quasi dire che il vero protagonista della storia sia il gioco del trono e che tutti gli altri siano semplici giocatori, quasi delle pedine, personaggio secondari che credono di essere protagonisti.
Comunque, da un punto di vista generale, i personaggi sono tutti caratterizzati in maniera perfetta e, con questo, non intendo certo che siano loro stessi ad essere perfetti. Anzi, nessuno di loro potrebbe mai risultare perfetto agli occhi del lettore che, nel corso della narrazione, può rendersi conto benissimo della miriade di scelte sbagliate che ognuno di loro compie. Nella maggior parte dei casi, questi errori, porteranno alla morte!
Quindi, se accettate un consiglio, non affezionatevi troppo ai personaggi, nel capitolo successivo potreste assistere alla loro morte.
Ma torniamo alla caratterizzazione.
Come vi dicevo, ogni personaggio ha il suo carattere ben definito che ne permette una facile identificazione, ma non manca in ogni caso un alone di dubbio e mistero: capire cosa veramente farà, cosa gli frulla nella testa è tutt'altro che facile.
Il modo di agire dei protagonisti della vicenda, infatti, non è mai scontato o banale, a meno che non lo debba essere per motivi di trama.

Personalmente, pur sapendo che prima o poi succederà loro qualcosa di brutto (ormai lo metto in preventivo), ho apprezzato moltissimo i personaggi di Jon Snow, Daenerys Targaryen e Tyrion Lannister.
Nello specifico, il nano di casa Lannister, è senza dubbio il mio preferito. Se però dovessi entrare nel libro come personaggio, credo vorrei essere una Stark di Grande Inverno, sono molto affascinata dalle terre del Nord, dalla Bariera e da ciò che si trova oltre ad essa.

E, con questo direi che possiamo passare a parlare delle ambientazioni che, sappiatelo, come nel caso dei personaggi, non sono affatto poche.
Ve lo dico perchè vorrei davvero potervi parlare di ogni luogo in maniera approfondita, ma questa recensione potrebbe raggiungerebbe la medesima lunghezza del libro, e non credo sarebbe il caso.
Vi posso dire, però, che i luoghi che si incontrano durante la lettura e che, molto spesso sono l'ambientazione principale di svariati capitoli, sono tutti descritti in maniera super accurata.
Martin fornisce al lettore un ottimo quadro della situazione, attraverso descrizioni precise di ambienti, abiti, persone e quant'altro.
Se da un lato questo è senza dubbio sintomo di ottime abilità descrittive (stiamo pur sempre parlando di George. R.R. Martin), dall'altro rallenta la lettura e, a volte, può risultare anche un po' noioso. Per lo meno questo è il mio parere che, potrebbe essere influenzato dalla precedente visione della serie.
Io, infatti, nonostante le differenze, la trama già la conoscevo e quindi le descrizioni più lunghe mi sono sembrate un po' pesanti.

Questo, secondo me, è anche l'unico difetto nello stile di scrittura di Martin.
Il suo è senza dubbio uno stile coinvolgente, appassionante, che sa catturare il lettore e tenerlo sulle spine, che riesce a creare intrighi davvero interessanti ed enigmi che non è facile risolvere. Ma le parti di narrazione, soprattutto quelle descrittive o analitiche, sono a volte un po' prolisse, a differenza del dialogo che occupa una percentuale davvero ridotta del volume.
E questo un po' mi dispiace, dato che i dialoghi sono una parte davvero interessante e ben realizzata di questo libro. Gli scambi di battute che posso dire di aver apprezzato sono davvero molti e, in certi casi, ne avrei voluto leggere ancora perché ero davvero coinvolta.

Un dettaglio molto interessante che riguarda la struttura del libro è la divisione in capitoli che, in questo volume, così come per gli altri di questa saga, segue una logica diversa da quella che ogni lettore è abituato a seguire.
Ogni capitolo segue le vicende di un personaggio in particolare e, nei vari capitoli si alternano diversi personaggi. Avremo quindi il capitolo dedicato a Bran, quello dedicato a Jon, a Daenerys ad Arya e così via. C'è una specie di rotazione tra i vari protagonisti, ma non è precisa, nel senso che non sarà sempre quello l'ordine in cui leggeremo dei vari punti di vista.
Parlare di punto di vista, però, non è corretto. Trattandosi di una scrittura in terza persona, che ci mostra sì ciò che ruota attorno ad un personaggio ma che lo fa in maniera piuttosto ampia, direi che potrebbe essere più corretto parlare di filone narrativo.
Per paradosso, si potrebbe leggere il volume in due modi: seguendo l'ordine che il signor Martin ci propone, oppure dedicandoci prima ad un personaggio, poi ad un altro e via così.
Non so quanto potrebbe risultare comodo, lo ammetto, ma credo sarebbe più che fattibile.

In definitiva, devo dire che questo libro mi ha colpito parecchio e mi è piaciuto molto, tanto che credo recupererò anche gli altri della saga (con molta calma però).
La mia è stata una lettura tutto sommato scorrevole e coinvolgente, fatta eccezione per qualche punto un po' più noiosetto che mi ha un pochino rallentato.
Devo dire che, l'aver visto la serie e il conoscere già la trama di base mi ha permesso di leggere in maniera più veloce, perché molti particolari erano già di mia conoscenza.
Se avessi aperto il libro a scatola chiusa, credo avrei impiegato molto più tempo.

Diciamo che, se amate il genere, se non vi infastidiscono scene forti (sia violente che di sesso) questo è il libro che fa per voi. Se siete impressionabili, non vi piacciono le trame complesse, gli enigmi e le scene forti, allora è meglio che vi orientate su altre letture.

Personalmente, nonostante tutto, io vi consiglio di dargli una possibilità, magari accompagnandolo alla visione della serie tv, che non è fatta affatto male.
Certo, ci sono alcune differenze ma, almeno per ora, nulla di così straordinario o che possa eventualmente rovinarvi la lettura.
Trattandosi del primo volume di una saga abbastanza corposa, non voglio sbilanciarmi troppo sul voto, per non rischiare di non poter valutare al meglio i volumi seguenti.

Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5

Alla prossima!

Silvia.



venerdì 19 maggio 2017

#1 Bookish Fox - Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini - | COVER REVEAL |

Inauguriamo questa rubrica a tema bookish con un Cover Reveal!
Non ho mai fatto un Cover Reveal, quindi non so ancora come muovermi in questo campo, però sono molto felice di poter provare cose nuove. Ecco perchè ringrazio l'autrice che ha deciso di prendere in considerazione anche il mioblog, nonostante sia ancora piccolino.

Ma bando alle ciance e cominciamo!



Come potete vedere dal banner qui sopra, il libro di cui oggi vorrei parlarvi brevemente e di cui vi mostro in anteprima la cover è: TANDER - DENTRO DI NOI L'ENERGIA DEI FULMINI di Cristina Vichi.

Chi è Cristina Vichi?

Cristina Vichi vive a Riccione, insieme al marito e tre figli.
Ha sempre amato molto inventare storie, ma dopo la stesura del primo romanzo la scrittura diventa una passione vera e propria. 

L’incontro con la Editor Emanuela Navone è illuminante, perché le permette di sperimentare l’universo della scrittura con maggior consapevolezza e nuovi stimoli.
Quando si conclude un romanzo non conta solo il risultato in sé, ma soprattutto il percorso che l’autore ha compiuto per arrivare a mettere la parola fine alla sua opera.

Di seguito le sue opere:
“Celeste: L’Ardore di una Donna” (Seconda edizione: 24/07/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e prequel di “Celeste: La Forza di una Regina”.

“Destini Ingannati” (Seconda edizione: 06/01/2017). Romance/Mistery autoconclusivo.

“Celeste: La Forza di una Regina” (10/08/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e sequel di “Celeste: L’Ardore di una Donna”.

“E se poi te ne penti?!” (01/12/2016). Romance/Humor, autoconclusivo.

“Tander: Dentro di noi l’energia dei Fulmini”(20/05/2017). Urban/Fantasy autoconclusivo.





Titolo: Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini
Autore: Cristina Vichi
Genere: Urban Fantasy
Editore: Selfpublishing
Pagine: 315
Prezzo Ebook: € 2,99 (Aderisce alKindleUnlimited)
Prezzo Cartaceo: € 12.00
Pubblicazione: 20/05/2017

Trama:

Niki ha diciotto anni e, come tutte le ragazze della sua età, si prepara ad affrontare l’ultimo anno delle superiori, con conseguente esame di maturità.
Da quel primo giorno di scuola, però, di normale nella sua vita rimane ben poco.
È l’arrivo di Erkan, un ragazzo affascinante e pericoloso, a sconvolgere ogni equilibrio e non solo nel suo cuore. Ben presto Niki si ritrova catapultata al centro di segreti che per millenni hanno governato l’universo, senza che gli umani ne avessero                                                                                                                                                mai saputo nulla.
I Tander e le Dee della Natura sono esseri con doti soprannaturali che vivono sulla terra con leggi e scopi ben precisi. Nelle vene di Erkan scorre l’energia irrefrenabile dei fulmini, e solo quando conosce Niki capisce che la forza dell’amore è ancora più difficile da controllare




Introduzione

21.06.1720


Era notte. Il ragazzo si tirò il mantello sul capo per proteggersi dalla pioggia incessante. Il vento lo faceva oscillare a destra e a sinistra. Non aveva il controllo di se stesso, sembrava un burattino in preda alla foga della natura.
Davanti a lui un vecchio gli indicava la strada.
Nonostante la forza con cui gli agenti atmosferici combattevano fra loro, quell’anziano camminava con passo sicuro; il vento, per quanto potente, non riusciva a smuoverlo di un centimetro, e la pioggia, che picchiava sul suo esile corpo, non gli provocava il minimo fastidio. Si fermava spesso, paziente, ad aspettare il giovane, che cercava di proseguire malgrado l’enorme sforzo fisico a cui era sottoposto.
Nell’ultimo tratto, il ragazzo, stremato dalla fatica, cadde a terra. Tentò invano di rialzarsi, poi si arrese alla potenza di quelle correnti che si scontravano fra loro con una brutalità innaturale.
Il vecchio vide che non riusciva più a padroneggiare il suo corpo, non poteva nemmeno sollevare il capo. Tornò indietro, lo afferrò per il mantello e lo alzò senza alcuna fatica.
Il giovane si aggrappò a lui, e fu così che quell’incredibile uomo poté proseguire senza dover aspettare i tempi umani del suo allievo.
Raggiunto il centro della spiaggia, il vecchio si fermò e fissò il ragazzo per qualche istante senza proferire parola. I suoi occhi azzurri scintillarono di sfumature violacee.
L’allievo annuì, cercando di dominare una profonda e viscerale paura che tentava di assalirgli la mente.
Il vecchio si allontanò di qualche metro, poi si fermò, impassibile, a osservare l’evolversi degli eventi. In quel contesto la sua stessa calma era anomala e inquietante.
Il ragazzo lottava con tutte le forze per rimanere in piedi. Il suo volto era paralizzato dal terrore, eppure una vaga luce di speranza illuminava i suoi occhi ambrati.
All’improvviso un fulmine lo colpì dritto al cuore e le sue urla acute riecheggiarono al pari dei tuoni. Fu costretto a inginocchiarsi innanzi alla terribile energia da cui era posseduto. L’agonia fu lunga, interminabile. Poi le sue grida diventarono più rauche e deboli, finché non si spensero in un’ultima, terrificante, smorfia di dolore.
Il giovane cadde in avanti, con la faccia in una pozza d’acqua e il corpo accasciato a terra in modo contorto.



E con questo breve estratto, si conclude il mio primo Cover Reveal!
Spero che questo libro vi incuriosisca quanto incuriosisce me 😉
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Alla prossima!

Silvia